martedì 17 aprile 2018

Non ti scordar di me di Laura San Brunone



Non ti scordar di me 
di 
Laura San Brunone
recensione di 
Maria Lucia Ferlisi




Megan è fortunata, una famiglia felice alle spalle, un lavoro interessante a contatto con la natura, Kevin, un fidanzato innamorato che la conosce bene e l'ama alla follia.


Si sente protetta, ha quattro figure alle sue spalle, quattro capisaldi che la sorreggono sempre, in ogni momento della sua vita e si ispira sempre a loro.

"Ognuno di loro è parte di me. Modelli di una vita che non vestono più quei panni e che non si possono replicare in quest'epoca. Uso queste figure un po' come se fossero delle carte da estrarre durante il mio percorso, come se avessero il potere di cambiare la realtà."

Il generale buono e il grande albero sono  i suoi nonni, mentre le due regine sono le sue nonne. I nonni le persone più importanti della sua vita,  sono sempre nei suoi pensieri e anche se lontani basta una telefonata per sentirli vicini.
A volte ha degli incubi, sei sente fuori posto come se il GPS della sua vita non funzionasse a dovere, come se girasse al contrario. Ma che importa se poi hai al tuo fianco l'uomo migliore del mondo che ti chiede di sposarti portandoti nel luogo della casa che ha visto nascere il vostro amore. Una nuova casa, ristrutturata e pronta per dare un nuovo inizio di vita da sposati, una nuova Megan e un nuovo Kevin.
Adesso inizio a sentire delle necessità più impegnative per me; non che i mio lavoro e i miei obiettivi non lo siano, ma ho bisogno di conferme, di qualcosa che somigli a una certezza prodotta da noi due.

Entra la frenesia dei preparativi del matrimonio, non è facile da gestire se la data scelta è imminente, ma lei ha due amiche fantastiche, due sorelle per lei, Helen e Carole.
Tutto procede bene, ma il tarlo della gelosia s'insinua nella mente di Megan. Ricominciano gli incubi. Tutto cambia....

Mi rialzai, nel pieno dell'oscurità, barcollando, senza avere un punto fermo; mi sentivo persa, ma avevo il mio oggetto! No, non lo avevo più! Mi chinai, iniziai a cercarlo, tra quei gradini freddi, di un materiale simile al marmo. Provai più su, poi più giù... non lo trovavo! Ero distrutta! L'avevo perso! Provai a scendere nuovamente giù, con la speranza di ritrovarlo o di poterne prendere ancora, ma attorno a me solo buio, non vedevo nulla. Ero arrabbiata e impaurita. Avevo il cuore in gola! Le mani bruciate mi facevano male e non vedevo niente


Non posso dirvi altro perché il  finale del romanzo è  inaspettato.

L'autrice è al debutto come scrittrice,  il suo primo romanzo è un  noir con incubi che s'intrecciano con la realtà. Una vita perfetta, troppo perfetta, che sa quasi di finzione. Un uomo innamorato, ma sa nascondere troppo bene ciò che fa agli occhi innamorati di Megan.

Allora la realtà inizia a deformarsi, tutto si appanna, come un vetro bagnato durante la pioggia. I tuoi occhi diventano come quel vetro appannati, stanchi, delusi, non riesci più a distinguere la realtà. 

Non ho letto il libro ascoltando la musica del maestro Einaudi, come suggerito dall'autrice, la musica stupenda ho preferito ascoltarla a parte, ma seguite il suo consiglio è una musica dolcissima.

La trama del romanzo scorre bene, una scrittura lineare e fluida, peccato che sia interrotta da diversi errori. 

L'autrice riesce a mantenere un ritmo costante in tutto il romanzo,  il noir esplode, soltanto, nella parte finale del romanzo.

Forza Laura per essere alla tua prima esperienza sei stata brava, mantenere il ritmo non è facile, per gli errori puoi rivolgerti, la prossima volta, ad un buon editor. 
Il romanzo è stato scritto con passione e traspare tutta.


Sinossi

La storia parla di una ragazza appagata dalla sua vita: ha un buon lavoro, un uomo che ama alla follia, sta realizzano tutti i suoi desideri. Il fidanzato finalmente le chiede di sposarla e lei, presa da dubbi e prime insicurezze accetta felice. Con lei ci sono due grandi amiche del liceo che le faranno da testimoni alle nozze e l'aiuteranno con i preparativi per il matrimonio. Ma qualcosa va storto.Quando l'amore diventa qualcosa d'indispensabile e si trasforma in ossessione, è difficile essere lucidi e poter scindere la fantasia dalla realtà.
Racconto l'ossessione di amare a tal punto da immaginare situazioni inesistenti, autolesionismo, impulsi incontrollati della mente che portano a drammatiche situazioni.
L'amore viene descritta come un coltello affilato: il problema non è l'oggetto in sé, ma chi lo utilizza e per quali scopi.
Descrivo l'inaspettato che irrompe nelle certezze dell'innamorato, che divora lentamente l'anima di chi ama portandola verso l'oscurità.
Nel libro parlo anche di punti di riferimento importanti per la protagonista che l'aiuteranno a superare molti ostacoli della sua vita, come se fossero delle carte magiche da lanciare in caso di necessità.
E' solo il mio primo libro, ma l'ho scritto con passione. 


Questo libro nasce durante l'ascolto di alcune tracce musicali del pianista e compositore Ludovico Einaudi. Note dopo note, l'autrice ha sentito la necessità viscerale di riportare le sensazioni provate durante l'ascolto, trasformandole in un racconto intrinseco di profonde emozioni e sfumature dell'anima di chi ama senza limiti, alimentando questo sentimento fino all'esasperazione. Per cogliere a pieno tutte le sfaccettature, immergendosi nelle stimolanti sensazioni che hanno ispirato l'autrice, si consiglia l'ascolto di alcuni dei suoi brani durante la lettura. A ogni capitolo si suggerisce un brano musicale del maestro Einaudi come sottofondo, completando così quest'esperienza.

lunedì 16 aprile 2018

Le otto montagne di Paolo Cognetti


Le otto montagne di Paolo Cognetti
recensione di Maria Lucia Ferlisi

Pietro è un ragazzino tranquillo, un po' solitario, una madre che lavora in un consultorio ed un padre che lavora in una industria come chimico. 

Una vita familiare tranquilla fatta di molti silenzi anche e di tanta rabbia mista a nostalgia per la vita in città, lontani dalla purezza delle montagne. 

Vivono in una casa piccola, poco luminosa, dove anche affacciarsi ad un balcone non procura nessun piacere, vedi solo altre case, tutte in fila, tutte grigie, nulla a che vedere con le montagne. Luogo dove i suoi genitori si sono innamorati. E dove adesso ritornano ogni volta che possono. 

Il padre trasmette al figlio l'amore per la montagna, per le arrampicate silenziose, per il raggiungimento delle vette con l'unico obiettivo di ammirare quel silente panorama. 

Si recano a Grana un piccolo paese ai piedi del Monte Rosa e decidono di trascorre tutte le estati lì. Si, perché la vera montagna è bella nel periodo estivo, quando le ondate di turisti preferiscono altre mete, quando non senti più il loro fracasso che devasta la purezza ed il candore della montagna.

"L'inverno , in quegli annui, diventerà per me la stagione della nostalgia. Mio padre detestava gli sciatori, non voleva saperne di mischiarsi con loro: trovava qualcosa di offensivo nel gioco di scendere per la montagna senza la fatica di salirci, lungo un pendio spiazzato dalle ruspe e attrezzato con n cavo a motore. Li disprezzava perché arrivavano in massa e si lasciavano dietro soltanto rovine."

La madre risparmiando è riuscita ad affittare una piccola casetta per la gioia del marito e del figlio. Ed è proprio in quel paesino montanaro che Pietro incontra Bruno, un ragazzo della sua età che lavora occupandosi della vacche e del pascolo. Diventano amici e iniziano a scoprire luoghi abbandonati, torrenti e a rafforzare la loro amicizia. Estate dopo estate la loro amicizia diventa quasi fraterna al punto che i suoi genitori lo accolgono in casa a Milano per farlo studiare.

"Restammo zitti. Io che sapevo com'era non avevo bisogno d'immaginare niente per rivoltarmi contro quell'idea. Bruno avrebbe odiato Milano e Milano avrebbe rovinato Bruno, come quando sua zia lo lavava e vestiva e lo mandava da noi a imparare i verbi"

Ed estate dopo estate si rafforza il rapporto con il padre con le camminate lungo quelle montagne, con la scoperta delle montagne, della neve dei sentieri duri e ripidi, un approccio alla montagna che è un forte insegnamento alla vita. Ma ci vuole tempo per comprendere. Perché Pietro si allontanerà dal padre e da Bruno.

"Forse io e Bruno vivevamo davvero dentro il sogno di mio padre. Ci eravamo ritrovati in una pausa delle nostre esistenze: quella che mette fine a un'età e ne precede un'altra, anche se questo l'avremmo capito soltanto dopo.

Un romanzo di formazione incentrato sull'amicizia e sul rapporto padre figlio.
Una storia semplice, ma raccontata bene, basandosi sul non detto, sui silenzi, sulla difficoltà generazionale tra padre e figlio. Tra un genitore rabbioso e nostalgico ed un figlio inquieto. 

Su questi sentimenti prevale la montagna, descritta nel periodo più bello: l'estate, quando ne puoi ammirare la bellezza nei percorsi, nei colori, nei silenzi. 

Una montagna che fa da padre, che sembra allargare le braccia per accogliere le amicizie, l'amore, la nascita e la rinascita. Una montagna che sa penetrare i cuori anche quelli duri, come il cuore del padre di Pietro, ma che sa anche quietare gli animi. Una storia dura ma raccontata con eleganza e trasporto, amore e cruda realtà.

 Con una scrittura tranquilla e  nitida Paolo Cognetti riesce a parlare di sentimenti di rapporti difficili tra padre e figlio,  con un pizzico di nostalgia, di amarezza che rendono la storia piacevolissima da leggere.



Sinossi


Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po' scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, fondativa: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. La montagna li ha uniti da sempre, anche nella tragedia, e l'orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia.

Quando scoprono il paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa, sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorrerà tutte le estati in quel luogo «chiuso a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l'accesso» ma attraversato da un torrente che lo incanta dal primo momento. E lí, ad aspettarlo, c'è Bruno, capelli biondo canapa e collo bruciato dal sole: ha la sua stessa età ma invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche.

Iniziano cosí estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri piú aspri. Sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, «la cosa piú simile a un'educazione che abbia ricevuto da lui». Perché la montagna è un sapere, un vero e proprio modo di respirare, e sarà il suo lascito piú vero: «Eccola lí, la mia eredità: una parete di roccia, neve, un mucchio di sassi squadrati, un pino». Un'eredità che dopo tanti anni lo riavvicinerà a Bruno.

Paolo Cognetti, uno degli scrittori piú apprezzati dalla critica e amati dai lettori, entra nel catalogo Einaudi con un libro magnetico e adulto, che esplora i rapporti accidentati ma granitici, la possibilità di imparare e la ricerca del nostro posto nel mondo.

venerdì 13 aprile 2018

Premio di poesia città di Legnano - Giuseppe Tirinannzi - XXXVI edizione

Carissimi lettori e lettrici
siamo arrivati al fine settimana che si prevede ancora grigio e nuvoloso.
Una primavera che sa di autunno, i colori dei fiori tardano a rallegrarci la vista, e dovrò attendere ancora per leggere sotto l'ombra del ciliegio nel mio giardino.

Non so voi, ma in questi momenti in cui la natura è triste, riesco a scrivere qualche poesia, la pioggia mi ispira molto e l'autunno anche. 

Per questo ho scelto di informarvi di un concorso di poesia dedicato a chi ha un libro, già edito, nel cassetto, bene, tiratelo fuori e dategli ancora luce inviandolo a questo concorso indetto dalla città di Legnano in onore ad un poeta che scelse questa città per vivervi e morire: Giuseppe Tirinannzi.
Sin da giovane, ebbe un'intensa attività poetica che non si interruppe mai. Il suo primo volume di poesie Carmina nova, con una prefazione di Roberto Mandel, è datato 1941, cui fece seguito un'opera di saggistica Processo ai genitori. Altre opere successive trattavano tematiche che variavano dall'amore alla politica, ai fatti di costume trattato nella maniera appassionata tipica toscana alla maniera di Trilussa, ma con sferzate che possono ricordare anche Marziale o la satira oraziana.
Riesce a comporre versi efficaci nel trattare con amara vigoria la satira civile, mentre è misurato e signorile nelle poesie amorose. Per altri aspetti, invece, si rivela un contemplativo solitario, incantato dalla natura. Nella poesia descrittiva il suo verso acquista una bella sonorità toscana, una musicalità suggestiva, un ritmo che non di rado tende al maestoso.


I premi sono consistenti e vale la pena tentare, attenzione scade il 30 aprile 2018.

Non mi resta che augurarvi un felice week end ed in bocca alla penna!
Maria Lucia


Premio di poesia città di Legnano 
 Giuseppe Tirinannzi 
XXXVI edizione

Sezione A
Poesia lingua italiana
Tema:libero
Copie:4
Lunghezza:libero
Opere ammesse:libro di poesia stampati tra il 1 gennaio 2016 e il 30 aprile 2018
Sezione B
poesia dialetti di area linguistica Lombarda e della Svizzera Italiana
Tema:libero
Copie:4
Lunghezza:libero
Opere ammesse:libro di poesia stampato tra il 1 gennaio 2013 e il 30 aprile 2018, oppure una silloge inedita composta di almeno 30 poesie
Sezione C
premio alla carriera
Tema:
Copie:
Lunghezza:
Opere ammesse:
Quote di partecipazione:
la partecipazione è gratuita
Premi:
- Italiano 1.500 euro per ciascuno dei 3 finalisti della sezione italiano, più ulteriori 2.500 euro al vincitore.
– Dialetto 2.500 euro al vincitore della sezione dialetto
– Carriera 4.000 euro al vincitore della sezione carriera
Premiazione:
20 Ottobre 2018
sabato 20 Ottobre 2018 ore 16.45
sede Famiglia Legnanese,
viale Mattetti, 3
20025 Legnano (MI)

mercoledì 11 aprile 2018

"La morte non è ammessa, qui" Nicole Pezzotti

"La morte non è ammessa, qui" 
di 
Nicole Pezzotti

recensione di Ferlisi Maria Lucia

Francesca è una ragazza che lascia l'Italia per girare il mondo, fare nuove esperienze, esplorare nuovi mondi e magari in questa ricerca trovare il suo posto. 

Fermarsi nel luogo che riconosca come suo. 

Ma ogni luogo la respinge costringendola nella ricerca di altro per placare quel vuoto che ha dentro. Vive con 4 gatti: Regina, Jazz, Gocciolina e Balu'. 
Affronta la vita come se ogni giorno fosse l'ultimo, vive con l'eterna ebbrezza di un lancio di volo nell'azzurro del cielo.

Tristan è un musicista, mezzo irlandese, mezzo pellerossa, suona la batteria in un sordido bar di periferia, a Richmond. 

Un uomo di 35 anni che porta su se stesso il peso di esperienze negative, fuma erba ogni lunedì sera, beve, tanto, è sposato, con la sua compagna di college, da 12 anni. Una vita già finita.

Tristan la guardava e lei non se ne accorgeva. La osservava con attenzione. Scopriva i dettagli: la mano, piccola, che tamburellava sul bancone cercando risposte; la sigaretta accesa che fumava con avidità; il viso espressivo e dolce; i capelli bruni e lunghi fin a sfiorare i fianchi, che poco prima toccava con la sua mano. Guardava la bocca vermiglia che non aveva bisogno di trucco, il sorriso grande e luminoso che ogni tanto le scappava. Quando rideva, a volte abbassava il capo e lo spostava da un lato nascondendosi, altre volte alzava il mento in alto, e scoppiava in una risata prorompente.

Gli sguardi di Francesca e Tristan si sfiorano in quel bar da urban-cowboy, dove niente sembra poter nascere, puoi solo cercare di non affondare nello squallore della propria vita spesa solo in alcool, sesso e blues.

Ma gli sguardi di loro due sono diversi, hanno riconosciuto l'amore.

Un amore difficile, lei è una ragazza che vive alla giornata dove vige solo il presente, non fa progetti se non quello di stare bene, oggi, senza un domani, senza guardare al passato, senza progetti per il futuro.

Tristan è diverso, è un alcolizzato, vero, ma ha principi di vita solidi, non può lasciare la moglie, la sua ancora di sicurezza, la donna che l'ha sempre sostenuto ed aiutato nei momenti più bui della sua vita.

"Si inebriò di melograno, e annusò quei capelli scuri di terre lontane."

Lei è italiana, lui è americano.

Può scoppiare l'amore tra loro due? Il loro amore avrà un futuro?
Il profumo di vaniglia e i lunghi e sensuali capelli scuri possono ammaliare a tal punto da dimenticare i sani valori del matrimonio, per una donna abituata a prendere ciò che vuole?

La amo, lei mi ama ed è una brava donna. Ha una buona posizione,e si fa il culo da una vita. Mi ha sempre supportato e aiutato quandoero nella merda. Ti sei mai fatta il culo, tu?In modo diverso.Come? Girando il mondo con i soldi della tua famiglia?Ah ah. Non nel senso che intendi tu, ma studiando e viaggiando conil sostegno di chi crede in me, questo sì, e lavorando nei ristoranti per tirareavanti. Se non avessi fatto così, non avrei potuto perseguire il mio sogno,e mi sarei ritrovata a fare un lavoro che non amo per tutta la vita. La vitanon è la carriera, per me.Sei fortunata. Veniamo da due realtà diverse, italiana.Sì, ma tu non vuoi capire quello che sto cercando di dirti.Mi stai chiedendo di ritrovarmi sotto un ponte insieme a te. Tu anchecerchi di sbarcare il lunario con l’arte, ma sai che non è così facile. Comevivremo, italiana?Che importa come! Ce la caveremo insieme. Non serve avere tantoper essere felici.Sì, come no. L’amore non basta, piccola. Ci sono realtà con cuifare i conti. Tu vivi in un mondo tutto tuo. Io vengo da un piccolo paesedi campagna qui vicino, mio padre non ha mai rispettato la mia scelta. Esono un uomo Francesca, per te è diverso.Quindi che vuoi dire? Che devi rispettare un ruolo?Vuol dire che ho già fatto quello di cui parli. Sono già scappato dicasa per seguire un sogno, senza una lira. L’ho fatto con mia moglie, dopoil college. Anzi, io non l’ho nemmeno finito. Abbiamo lavorato sodo percostruire quello che abbiamo. Siamo pieni di debiti, ho un mutuo sulle spalle,in più devo finire di pagare l’avvocato per un altro casino che ho combinato.


L'autrice Nicole Pezzotti affronta la storia e la conduce come se fosse una ballata country, dove la tristezza si mescola con il suono della musica, con le parole delle canzoni e con tanti bicchieri di birra e di tante sigarette.

Non aspettatevi il solito romanzo d'amore, questo non lo è, o meglio, è affrontato con uno stile decisamente diverso, inusuale. Eppure ti coinvolge e ti trascina in questa storia amara, triste ma vera, come lo è la vita. 

Non tutte le storie hanno un finale come le principesse della favole. questa è una storia vera di amore, intrisa di realtà dove la quotidianità dei soldi, soffoca anche gli amori più travolgenti.
Una favola moderna, di donne emancipate e di cowboy stanchi.

Una favola di oggi scritta, coraggiosamente, come una canzone.

L'autrice sa creare l'atmosfera giusta per questa trama, e sa delineare i suoi personaggi rendendoli veritieri e vicini al lettore.
Una scrittura incalzante che, attraverso i dialoghi, ti fa conoscere i personaggi, e tu lettore devi andare fino in fondo per conoscere Tristan, il cowboy, stanco e intristito dalla vita, e Francesca, moderna e volitiva ragazza italiana.

Il sesso si mescola con il fumo e l'alcool, in quel bar di periferia, fumoso e squallido, l'amore può vivere, forse, o è già predestinato.
Lo stile dell'autrice è decisamente autentico, rocchettaro, ironico,  a tratti anche malinconico.

Un romanzo che leggi piacevolmente per lo stile e per la trama.



Sinossi
Cosa succede se una giovane donna volitiva e determinata, abituata a prendersi tutto dalla vita, decide di avere l’uomo sbagliato? Magari dall’altra parte del mondo, e rivoluzionando tutte le tecniche del corteggiamento conosciute? E a suon di blues...?
Un romanzo di formazione al contrario, senza happy end e principi azzurri, nella terra dove tutto è possibile, compresa l’entusiastica accettazione della vita.
Scheda libro
Autore: Nicole Pezzotti
Titolo: La morte non è ammessa, qui
Casa Editrice: WriteUp Site
Pagine: 272

martedì 10 aprile 2018

Adele Ross "Finché Pamlico sound non ci separi".

Carissimi lettori e lettrici
intanto vi ringrazio per le mail che ho ricevuto, nelle quali alcuni di voi mi hanno incitata a continuare a gestire il blog. 

Parole che ti stimolano ed aiutano ad andare avanti in questa passione comune che abbiamo per la lettura. Una lettura semplice, senza narcisismi, senza pregiudizi, senza quel senso di elevatezza che trovi in alcuni saccenti, che sputano addosso ad alcuni generi, come se fosse spazzatura.

Cari lettori, con me non troverete questo atteggiamento, amo la lettura in senso totale, amo tutti i generi, certo alcuni di più altri meno, questo è naturale. 
Ma non disprezzo.
Perché ogni lettore ha il diritto di leggere il genere che più gli piace. Ogni lettore troverà sempre il libro ed il genere che più gli si addice, a noi blogger tocca dare una varietà di scelte, nelle quali ogni lettore e lettrice del blog, possa trovare il titolo che lo intriga e magari provare altri generi. 

Noi con i nostri consigli dobbiamo stregare il lettore, e fare in modo che decida di leggere quel libro.

Detto questo, vi segnalo l'uscita di un nuovo romanzo di una scrittrice ed amica blogger: 
Adele Ross "Finché Pamlico sound non ci separi".
Leggete la sinossi si presenta interessante per gli amanti del romance.

Buona giornata da Maria Lucia

Sinossi

Isla Wilson è una giovane ecologista e ambientalista. È all'ultimo anno d'università, è attiva nella sua missione per salvare il futuro della terra, è determinata e gestisce, insieme agli amici Lee e Ruby, una webTV dedicata al sociale e alla salvaguardia del mondo e della natura. Ha una vita intensa e le idee incredibilmente chiare in merito alla sua missione, anche se a volte il suo approccio nell'affrontare i problemi è un po' estremista. 
Una paladina che scende in campo ogni volta che può difendendo i diritti dei più deboli, che siano animali in via d'estinzione, foreste a rischio devastazione o lagune protette che rischiano di diventare un cantiere per la costruzione di un porto dove i ricchi possono ormeggiare le loro imbarcazioni da diporto. Come nel caso della laguna di Pamlico Sound, un ecosistema delicatissimo che occupa una zona di mare che parte dalla John Bay, nella contea di Hyde, e arriva alla striscia di banks che la separano dall'Oceano Atlantico. 
Un microcosmo, un micromondo, fragile e stupendo che Finley Jenkins vuole distruggere per denaro.
Finley Jenkins ha quasi quarant'anni, un impero da gestire che conta cantieri navali in tutto il mondo, un carattere autoritario, una vita privata che tiene gelosamente riservata e un appalto con la contea di Hyde, in North Carolina, per poter costruire un nuovo porto nella laguna di Pamlico Sound. 
Tra lui e Isla Wilson è battaglia fin dal primo momento. 
Due caratteri determinati che non intendono cedere abbandonando la propria posizione in merito a Pamlico Sound. Lui e i suoi soci porteranno avanti il progetto in North Carolina e Isla Wilson intende fare di tutto per fermarli. Così tra i due è lotta all'ultimo sangue, a suon di servizi ecologisti diffusi sul web, manifestazioni non autorizzate, arresti e rilasci. 
Uno scontro che non porta a nulla, da ambo le parti. Fino al momento in cui Isla e Finley sono costretti, a causa di una tempesta, a trascorrere la notte insieme in una locanda nella piccola cittadina di Hobacken. Una notte che, inaspettatamente, cambierà le loro esistenze in modo radicale. 
Per una serie di sfortunati eventi e grazie a una legge di cui quasi tutti ignorano l'esistenza i due si ritrovano sposati senza volerlo. Ma, anche da sposati, il loro astio non si affievolisce e la loro guerra non trova comunque una tregua... almeno così sembra, ma le cose non sempre sono come appaiono e quello che sembra odio potrebbe essere la miccia per far divampare una passione bollente e inaspettata anche tra due nemici giurati.


lunedì 9 aprile 2018

book & blog


Carissimi lettori e lettrici, puntuali visitatori sconosciuti del blog.

Oggi, ho ricevuto una bellissima mail di uno di voi. 

Di solito le mail riguardano richieste di pubblicazione, interviste o recensione. "P.R." , persona sconosciuta del blog, mi ha scritto per complimentarsi per il blog, mi scrive: 
Gentilissima,
stamattina come per magia mi sono imbattuto nel suo sito, con relativo concorso. Ho passato parte della giornata nel visionare tutto il blog, leggendo ed imparando tante cose. L'ho trovato bello, fresco, femminile.
Le sue parole mi hanno riempito di gioia. Tante volte ho pensato di non scrivere più ed eliminare il blog. Pochi amano interagire. Molti fanno fatica a iscriversi come lettori fissi, persino quando lo chiedi in cambio della recensione, iscrizione che dovrebbe essere scontata, visto che hai deciso di rivolgerti a questo blog.

La mail di questo sconosciuto del blog, è come uno stimolo a non abbattermi e a continuare, in questo mondo di libri, dove è difficile trovare una collocazione, non parlo di cucina e nemmeno di moda. 

Parlo di libri e i libri non fanno "fashion"

Purtroppo no. Ma chi ama come me i libri, non demorde, è come un compito segreto che ci è affidato dal suono silenzioso delle parole di carta che ogni libro ci sussurra in silenzio. 

Noi blogger dei libri lo sappiamo, e silenziosamente, anche senza like o lettori fissi, proseguiamo nella nostra battaglia per informare i lettori, casuali e fissi, su tutto ciò che lega un libro alla nostra vita. 

Vi avvolgiamo nel profumo dei libri, nell'incanto dei romanzi classici, nella freschezza dei romance, nella fantasia di mondi lontani, nel mistero di gialli irrisolti, nella conoscenza di autori nuovi, conosciuti o dimenticati...

Buona giornata e perdonatemi se mi sono dilungata troppo.
Maria Lucia 

venerdì 6 aprile 2018

Bed&book

Carissimi lettori e lettrici

quanti di noi hanno sognato di dormire all'interno di una libreria o di una biblioteca? 

Addormentarsi tra il profumo delle pagine dei libri. 
Dormire accarezzati dalle pagine dei vostri autori preferiti.

 Sognare che i protagonisti delle storie racchiuse all'interno dei libri, deposti nei vari scaffali, possano uscire dai libri e parlare con noi, condividere  le loro emozioni con noi lettori.

Un sogno semplicemente un sogno...

Fino a ieri cari lettori e lettrici, da oggi si può.  Il nostro sogno è diventato realtà. Se già lo era in altri stati, oggi lo è anche in Italia.

 Non dobbiamo prendere un volo per recarci  In Inghilterra e prenotare una stanza al GLANDSTONE'S LIBRARY, albergo che possiede circa 250 mila volumi tutti a disposizione dei clienti.

 Possiamo anche fare a meno di andare a New York al LIBRARY HOTEL, dove la direzione ha messo a disposizione ben sei mila libri. 


Fra qualche settimana si potrà dormire tra i libri anche in Italia , a Napoli nella zona del Vomero, è stata inaugurata: Mooks Mondadori Bookstore. 


La libreria-hotel è stata progettata sullo stile di quella di Tokyo, ed offrirà comodi letti tra gli scaffali della libreria. Ed ecco che il sogno di noi lettori italiani si potrà avverare. Un piccolo paradiso per dormire tra il profumo dei libri, non è una meravigliosa biblioterapia?
Allora chi viene con me?

mercoledì 4 aprile 2018

Ultime uscite nelle librerie

Buongiorno amiche ed amici del blog
le festività Pasquali si sono allontanate, restano ancora i chili accumulati, ma alla fine sono soltanto delle piacevoli maniglie sui fianchi che dimostrano il nostro amore per la cucina e per la vita.
Se a questo aggiungiamo che alla corsetta, spazzatrice delle calorie, preferiamo sederci e gustarci un buon libro...

Niente lacrime allora, godiamoci la nostra sedentarietà, ed andiamo ad esplorare le nuove uscite per il mese di aprile in alcune case editrici.

In casa Mondadori  segnalo: Sempre d'amore si tratta di Susanna Casciani.

Sempre d'amore si tratta racconta la storia di Livia, dall'infanzia all'età adulta. E lo fa attraverso lo sguardo delle tante persone che, in momenti diversi, ne incrociano la strada, anche solo per poche preziose ore. Tante istantanee capaci di tratteggiare con precisione l'esistenza di una singola persona ma al contempo di raccontare anche un po' di tutti noi, di quanto sia difficile accogliere l'amore nella nostra vita, prendercene cura, proteggerlo e quanto sia spesso più facile, piuttosto, fuggirlo, maltrattarlo o convincersi di poterne fare a meno.

In casa Newton Compton segnalo il triller Missione vendetta di James Swallow

In casa Sellerio mi intriga molto la lettura di: L'estate del "78 di Roberto Alajmo

È la storia di un addio di cui il ragazzo non aveva avuto sentore, la ricerca di un senso per il commiato improvviso di una madre dal marito, dai figli, dalla vita stessa. Il ritratto di una donna che voleva afferrare il mondo, e il mondo le scappava dalle dita. Un dramma di disagio domestico come forse se ne consumavano tanti, in quegli anni, nel chiuso segreto degli appartamenti della borghesia italiana. È un racconto di grande originalità letteraria, attraversato da una suspense che a tratti toglie il respiro, da un’emozione attenta a trasformarsi in pensiero e parola, da un umorismo necessario ed elegante.
Mai il lettore ha la sensazione di spiare dal buco della serratura il dolore altrui. E questo accade nonostante l’autore accompagni il testo con le foto di una famiglia come le altre, almeno all’apparenza. Alajmo condivide la sua indagine con noi, ci esorta ad appropriarci del suo passato, ad affrontare con lui il mistero del susseguirsi delle generazioni umane. «Statemi a sentire», sembra dirci. E non c’è altro che possiamo fare.

Nella  casa editrice Rizzoli segnalo: Uccidete il comandante bianco di Giampaolo Pansa

La storia del comandante della Cichero mi ha confermato una verità: a tanti decenni di distanza, esistono ancora molti aspetti della nostra guerra civile avvolti nel mistero. Qualcuno dovrà pur svelare certi enigmi. È un compito che non può essere assolto da un autore anziano come me. Ma avverto che non sarà un’impresa facile per nessuno. La storia della Resistenza sbandierata dai vincitori nasconde troppe menzogne. È una narrazione in gran parte falsa e va riscritta quasi per intero. Il tanto demonizzato revisionismo è un obbligo morale per chi non accetta che la propria nazione si regga su un racconto di se stessa viziato da troppe fake news, per usare un’immagine di moda. Soltanto alla fine di questo percorso lungo si potrà davvero ottenere la storia condivisa sempre invocata. G.P.
Infine dalla casa editrice Parallelo45 vi segnalo: Il Labirinto del cuore di Stefano Alberti.

Quattro donne straordinarie. Quattro relazioni parallele in cui l'affascinante playboy Vittorio si ritrova a essere contemporaneamente coinvolto al di là di ogni immaginazione. Una se- ducente amica d'infanzia che il protagonista ha da sempre idealizzato come il grande amore della sua vita lo indurrà in un gioco pericoloso.....
 
Buone letture amiche ed amici.

martedì 3 aprile 2018

Helen Macdonald: Io e Mabel ovvero l'arte della falconeria


Io e Mabel ovvero l'arte della falconeria
Helen Macdonald
recensione di
Maria Lucia Ferlisi

Il padre di Helen, celebre fotografo del National Geographic, è morto, improvvisamente, d'infarto. È un duro colpo. La morte è sempre difficile d'accettare ma la mancanza di un padre è destabilizzante. Helen, autrice e protagonista del romanzo non sa come affrontare il lutto, ha un lavoro instabile, non ha una relazione, nulla e nessuno che possa aiutarla a superare questo triste momento si rifugia anche in una breve storia d'amore, ma è solo un piccolo tamponamento ad una vita che ha perso senso. Si allontana da tutto e da tutti. Si allontana da Lo0ndra, dalla madre e dal fratello.
" Dopo la morte di mio padre Londra mi sembrava un posto spettrale, esangue e corrosivo, oppresso da valanghe di nubi."
Si allontana dalla vita cittadina e si rifugia nei boschi, immersa nella natura, negli alberi e nel silenzio.
"Non esiste dolore in terra che la terra non possa guarire"
Decide di comprare un rapace ed addestrarlo, compra un astore, rapace predatore sanguinario, che chiamerà Mabel.
Si rifugia in casa con lei e vive per mesi rinchiusa per addestrarla al meglio. I suoi pensieri si concentrano sull'addestramento del rapace, ma questo la porta ad addentrarsi ancora di più nella solitudine. Una depressione che prende una direzione derivante, la relazione ossessiva con il rapace la esclude da ogni rapporto umano. Ci sono solo le e Mabel. Nessun 'altro.
"Ed è allora, seduta al bar davanti ad un caffè ormai freddo, che per la prima volta penso seriamente a ciò che sto facendo. A ciò che intendo fare con l'Astore. Uccidere cose . Produrre morte."

Nella figura del rapace cerca la figura del padre come quando era piccola e suo padre la portava nei boschi.
" Con quell'astore volevo andare in cerca di mio padre, volevo andare a cercarlo e riportarlo a casa."

Passa mesi immersa nella natura selvaggia cercando di far riaffiorare i ricordi di quando con suo padre andava per boschi, in mezzo alla natura, Ma riemergono solo ricordi, il padre non ritorna. Lei è sola, sola con Mabel.
"La natura con i suoi boschi verdi e tranquilli allevia e guarisce ogni afflizione".

Il suo rapporto con Mabel la stacca da tutti gli amici, vive con il rapace una perfetta simbiosi, vive nello sporco, non ha più cura del suo corpo, il suo unico obiettivo è insegnare a cacciare al suo Astore.
" Cacciare con l'Astore mi portò al limite della mia umanità."

La sua vita è ormai al limite, ma durante la celebrazione della commemorazione del padre, ad un anno dalla morte, scopre l'affetto degli ex colleghi verso il padre, la rincuora e mette in subbuglio il suo cuore.

L'autrice in questo romanzo affronta il tema della rielaborazione del lutto, lo fa attraverso al sua storia personale, ma non aspettatevi un romanzo autobiografico.
Descrive il dolore e le varie fasi dell'autodistruzione e della rinascita in modo particolareggiato e corale. Il suo dolore è il dolore di ognuno di noi quando ha subito una perdita importante.

 Per Helen suo padre era il suo mondo, il suo genitore, il suo amico, il suo professore. Condividevano le stesse passioni e per questo la perdita è ancora più dolorosa. Il rapporto ossessivo è descritto nei minimi dettagli, con una scrittura perfetta, analitica che ti sembra di essere lacerata mentre leggi le sue parole.

 L'istruzione del rapace è descritta in modo particolareggiata ed anche se non si ama la falconeria, ne rimane stregato. Nell'istruzione di Mabel l'autrice si avvale di un testo " The goshawk" di T. H. White che sarà fondamentale nell'addestramento di Mabel. Un libro il cui autore è simile ad Helen , anche lui amante del vivere selvatico ed isolato. Un libro nel libro.

Sa condurre la narrazione Helen, sa come affascinare il lettore.
Lo incanta con questa antica arte, tradizione dei secoli scorsi. 

Lo incanta quando descrive i boschi e la natura selvaggia che circonda i luoghi dove vive in assoluto silenzio con Mabel.

Lo incanta con questa sublimazione ossessiva del suo rapporto con Mabel, una quasi fusione tra i due esserei, una vita in simbiosi. 

Lo incanta per la bravura con cui sa trasmettere la perdita, il dolore, la depressione e infine la rinascita con il raggiungimento di nuove certezze e consapevolezze. 

Un libro di dolore ma anche di speranza.

Un romanzo che si avvale della bellezza della natura anglosassone e del verde dei sottoboschi.

L'autrice ha una scrittura potente, forte, che cattura ed incanta. Una storia autobiografia la cui forza narrativa porta alla coralità dei sentimenti che lei ha provato.

La sua scrittura, nitida, chiara, cruda, rende il dramma della rielaborazione del lutto autenticamente e dolorosamente  angosciante. 

Un libro che sa regalare emozione anche attraverso un linguaggio ed immagini dure. Un romanzo che sconvolge per la particolareggiata scrittura di tutti gli stati d'animo.

Un romanzo che sa essere universale.


Sinossi

Nelle prime pagine del libro Helen Macdonald riceve una telefonata: il padre, celebre fotoreporter, è morto all'improvviso d'infarto. Priva di legami e di un lavoro stabile (è ricercatrice associata part-time all'università di Cambridge), Helen si accorge bruscamente di non avere nulla che possa distrarla dal lutto e sprofonda in una violenta depressione. Passano i mesi: instaura una relazione sentimentale e poi la sabota, legge testi sul lutto, si isola, si trascina. 
Poi, d'improvviso, un sogno ricorrente sui falchi fa scattare in lei una sorta di epifania: per uscire dal gorgo che la soffoca addestrerà un falco, ma non un falco qualsiasi, piuttosto un astore, uno dei piú grossi e feroci rapaci che esistano, un animale del sottobosco, sanguinario e predatore. Cosí entra in scena Mabel, «un rettile. Un angelo caduto. Un grifone uscito dalle pagine miniate di un bestiario». 
Helen si ritira dalla comunità per dedicarsi esclusivamente all'addestramento dell'animale, in un isolamento ossessivo. Il racconto dell'addestramento, dell'osservazione del comportamento della giovane Mabel, della paura, della fascinazione e della strana tenerezza che prova per l'animale, s'intreccia con la rilettura del libro The Goshawk di T. H. White e quindi con la rievocazione della biografia di questo scrittore, autore tra le altre cose di un libro su Artú poi ripreso dalla Disney inLa spada nella roccia.
 Mentre segue il suo astore che caccia, Helen si accorge con sgomento della propria metamorfosi in puro istinto, della propria trasformazione progressiva in qualcosa di selvatico. Scopre, a mano a mano, la natura selvaggia del lutto stesso e del fatto di esservi immersa al punto da perdere la propria identità umana nel tentativo di diventare distaccata e invulnerabile come il suo astore. La sua identificazione con il rapace che uccide fagiani e conigli, ma anche con le vittime di quella ferinità, rappresenta una contraddizione talmente faticosa che rompe in qualche modo il sortilegio perverso che si era tirata addosso. 
A poco a poco Helen comprende che «le mani umane sono fatte per tenere altre mani», non solo per indossare un guantone e portare un falco. Capisce il suo bisogno di comunità, l'idiozia dell'isolamento esasperato e in qualche modo comincia a rientrare nella società, anche accettando di curare la sua depressione. Cosí Mabel smette di essere forzatamente un simbolo e il suo falconiere può finalmente permettersi di guardare (e rispettare) l'animale per quello che è. E tornare alla vita.
Scheda Libro
Autore: Helen Macdonald
Titolo: Io e Mabel: ovvero l'arte della falconeria
Casa Editrice: Einaudi
Pagine: 292




















La lettrice di cartadiMaria LuciaDesign byIole