mercoledì 23 maggio 2018

Madre di Monja Parmigiani

Madre di Monja Parmigiani
recensione a cura di 
Maria Lucia Ferlisi

Inanna è figlia del ventre della terra, è figlia del grande ventre materno dell'universo. 

Il suo amore per Damien è nato nel profumo del bosco, un amore forte come i tronchi degli alberi, frizzante come il profumo delle felci, dolce e tenero come i fiori che sbocciano lungo i sentieri, caldo come i raggi di sole che filtrano tra i rami.

Un amore che le ha regalato l'emozione della vita, di un ventre che si scalda e fa spazio mese dopo mese alla nuova vita che farà parte anch'essa del misterioso universo procreativo che lega la madre al figlio, in un nodo sottile che inizia già dal primo battito, in quel liquido caldo e nutriente, come un abbraccio, inizia il dialogo segreto ed unico tra madre e figlio. 

Un dialogo riservato soltanto a chi sa ascoltare, un dono prezioso, un linguaggio segreto sottile, invisibile che lega i due cuori che battono nello stesso corpo.


Un filo inspiegabile che lega figlio e madre, parlano usando il linguaggio universale delle madri. Ed è per questo che Inanna può lottare e portare avanti una gravidanza difficile. Lei sa ascoltare.
Lei è nata in una terra lenta, in grado di trasmettere segnali con un piccolo tam tam, ma non è il suono del tamburo, adesso è il dolce battito di due cuori che le parla. 

Inanna sa riconoscere ed ascoltare i messaggi delle Dee, non è facile nella sua semplicità,  il mondo odierno ha perso la meravigliosa capacità d'ascolto del proprio corpo, affidando il compito esclusivamente alla scienza

La madre di Monja Parmigiani non è un romanzo autobiografico, ma un romanzo universale sul miracolo della vita che nasce.
L'autrice con eleganza ed armonia ci parla della magia della procreazione. Il suo parto si trasforma nel parto delle donne.

Le sue parole ci trascinano in un mondo ovattato, composto da donne che possiedono il prezioso dono della procreazione e dell'ascolto. 

Il ritmo della narrazione è cadenzato, simile ad una danza leggera e lieve, dove il tempo, i suoni, i silenzi hanno un valore quasi divino: il mondo dimenticato dell'ascolto.

Una storia ben scritta, dolce, autentica, magica e delicata come la personalità dell'autrice; una donna che vi farà incantare per la sua pacata consapevolezza di essere una dea, una piccola dea di vita, come noi tutte. 

Tante piccole dee che danzano il ritmo eterno della vita che nasce da madre in figlia. 
Sempre.

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Scheda libro
Autore: Monja Parmigiani
Titolo: Madre
Casa editrice: Il Rio
Pagine: 130

Sinossi
C'è stato un tempo nel quale gli esseri umani erano in contatto con gli Dei, ed essi parlavano loro per connetterli, tra cielo e terra, con Gea, Urano, le forze generatrici e le ritualità. Nei secoli gli esseri umani si sono dimenticati di rendere omaggio, di ringraziare, di ascoltare, e così i nostri sensi si sono ridotti al solo pensiero scientifico detentore di verità assolute. Eppure la Grande Madre ancora parla, così come parlano Zeus, Afrodite e Ade assieme agli Dei di altre culture, altre epoche, altri mondi.


lunedì 21 maggio 2018

Al faro di Virginia Woolf



Carissime lettrici e lettori del blog
durante il salone del libro ho avuto modo di ascoltare Nadia Fusini, scrittrice, critica e traduttrice di Shakespeare, che ha raccontato il libro: Al faro di Virginia Woolf. Libro che lei stessa ha curato nella versione attuale edita da Feltrinelli.

 Ascoltare una letterata esperta della letteratura Inglese, è stato interessante. Ho preso appunti a mano, usando carta e penna come quando andavo a scuola, e oggi voglio proporli a voi per farvi amare ancor di più questa grande autrice e femminista dall'animo delicato, moderno, attivo e all'avanguardia.

Nadia Fusini definisce il romanzo nell'esatta terminologia della Scrittrice Virginia: Elegia.

Questo romanzo per l'autrice è stato come un dono, un'offerta, perché nello scrivere si è confrontata con i suoi ricordi ed le sue emozioni, che hanno ripreso vita nella carta. 

Virginia scrive per il faro, per ricordargli l'infanzia  e le lunghe estati felici passate in Cornovaglia. 

Un'elegia dedicata al padre ed alla madre per ravvivarne il ricordo. La prima parte del romanzo è dedicata al padre, ma è anche una sorta di diario. Nella stesura la figura materna diventa sempre più determinante e diventa quasi la reincarnazione della madre morta, "È quasi doloroso vedersela resuscitare...è quasi averla vista ancora..


Virginia aveva solo 13 anni quando le è morta la madre, e nello scriverne la memoria, riaffiorano ricordi ed episodi che lei stessa pensava di non avere conservato. Virginia era a tu per tu con la madre o meglio con il fantasma che di lei aleggiava ancora in quella casa.

Vanessa, la sorella di Virginia, dirà che è rimasta turbata ed eccitata da questa meravigliosa rievocazione dei genitori nel Faro.  Il diario, elegia. è stato scritto con calma dall'autrice, una stesura non facile, dove verità ed immaginazione s'intrecciano.

Il titolo rappresenta la porta in cui l'autrice ci conduce in questi ricordi intimistici. Virginia affronta il tema della luce che illumina la vita, i ricordi, la mente una luce morbida che accarezza e danza riga dopo riga. 

La forza delle donne attraverso la figura materna ci mette di fronte alla potenza femminile in cui l'autrice crede fermamente. 

Non è facile parlare di sentimenti e tramutarli in parole, il mondo delle emozioni, soprattutto se dobbiamo esprimere il vuoto, la mancanza di una figura fondamentale nella vita di una figlia: "To want and not to have". 

Non si può raccontare una mancanza, ma Virginia Woolf lo fa con straordinaria delicatezza, con una dimensione linguistica poetica ed armonica.
" Le parole stanno raccolte in un silenzio comunicativo".


Nadia Fusini durante l'evento



Sinossi

"Al Faro": questo il vero titolo del romanzo di Virginia Woolf che la nuova traduzione di Nadia Fusini riporta all'originaria bellezza. Romanzo sperimentale, intonato alla ricerca di libertà formale che accomuna i grandi scrittori di questo secolo, "Al Faro" è un libro sulla memoria e l'infanzia; un'elegia alla luce che ha illuminato le figure della madre e del padre reali, che nel romanzo diventano il signore e la signora Ramsay. A tema è lo scontro tra il sì materno ("sì, andremo al faro") e il no paterno ("no, al faro non si può andare"), come esso risuona nel cuore del figlio James, e nella mente della figlia Virginia, che a distanza di anni si misura, scrivendo, con la potenza di quei fantasmi. L'effetto è liberatorio. Prima, confessa Virginia Woolf, "pensavo al babbo e alla mamma ogni giorno". Ora "li depone", li seppellisce. È la sua catarsi.

venerdì 18 maggio 2018

La danza delle vergini e delle vedove di Luca Cristiano



La danza delle vergini e delle vedove
di
Luca Cristiano

recensione a cura di Maria Lucia Ferlisi


Il romanzo è un insieme di racconti, girano vorticosamente, senza respiro per il lettore. 

Insiemi di nomi di situazioni surreali che cercano di mettere il lettore di fronte alla realtà attuale del mondo che è sull'orlo della pazzia. 
Nessuno ascolta, se non quando deve infilzare una forchetta nel ginocchio della moglie per avere un momento di attenzione, dove finalmente potranno parlare guardandosi negli occhi.
È così che mi fai sentire ogni volta. Come se mi costringessi a guardarti mentre ti ferisci volontariamente. Volevo solo farti capire cosa si prova stando dalla mia parte

Vi è anche uno scrittore emergente, deluso, un po' sfigato, per la verità, solo, parla soltanto con Kafka, il suo alte ego che ride sempre di lui. Senza amici, gira sugli autobus per guardare le donne.
Forse è per questo che Kafka non la smette di ridere. È a quel punto che Kafka inizia a ridere di nuovo. All’inizio la prendo bene, rido con lui. Poi vedo che non si ferma. Non spalanca la bocca né gli viene da tossire, non esagera. Ma continua a rimproverarmi con la sua risata del cazzo, senza dire niente.

C'è anche il ragazzino che prova strane erezioni durante le sedute dalla psicologa

In un ultimo sforzo di ribellione prendo la porta del bagno, appena uscito dalla stanza della psicologa. Mi chiudo dentro e ci metto un attimo per ritrovare l’erezione perduta. Da solo. Bello stretto nel palmo della mia mano destra e dico lo giuro. Sento di stringere un attrezzo ginnico, un cilindro di metallo caldo, un salsicciotto.

Una vita senza luce. Mi tormento. Che strazio. Inutile. I miei pensieri si formano e svaniscono convergendo inevitabilmente verso un’unica frase idiota: ho paura. Vivere in uno stato costante di isolamento dovrà pure comportare qualche disagio. 
 La storia di Tobia che ha il nome di un cane e gira per la città indossando un cappotto sovietico.

Col mio nome da cane, non sopporto le carezze. Mi fanno montare il sangue agli occhi, di vento violento. Posso fare del male a qualcuno, se non la smette quand’è il momento. Gli posso fare male sul serio. Tipo scardinargli i denti dalla bocca a ginocchiate o fargli esplodere gli occhi, spingerci dentro il gomito fino a quando non incontro l’osso con l’osso. Dare un morso sulla mano che non si ritrae, maledetta, e non allentare la presa fino a quando non sento che il taglio è completo, che ho reciso qualcosa...
La vita è un vortice di sentimenti di emozioni, sensazioni difficili da spiegare, perché ognuno di noi le percepisce alla propria maniera. Corpi che danzano in questa giostra che è la vita. Vorresti fissare momenti, immagini, ma sfuggono, tutto sfugge di mano come l'acqua, vorresti trattenerla nella mano, ma scivola lentamente, lasciandoti attonito e solo nella tua solitudine. Allora afferri la forchetta per destare l'attenzione, oppure provi a tagliarti le vene, perché ancora non siamo morti, ed il sogno ne è la prova tangibile: i morti non sognano

Le storie si susseguono una dopo l'altra, e ci mostrano un quadro urbano fatto di tante vite umane senza luce, che vivono la loro vita ai margini della città.


Vite senza contatti. Vite che cercano nel sesso quell'attimo di calore negato in tutti i momenti della loro vita.

Il sesso sembra essere quel filo rosso che unisce tutte queste storie, apparentemente, senza nesso.

Il nesso c'è, ma fa comodo non vederlo, evidenziarlo, ma lui fa ugualmente da padrone, in tutti i personaggi: chi lo sogna, chi ne ha paura, chi si masturba, chi ama strusciarlo, chi scopa da impazzire...

La società è composta da tante persone, non sempre belle, perfette e desiderabili. In questo romanzo i protagonisti sono loro, i reietti dalla società, i pazzi, gli immorali, i vecchi, le puttane.

Sono persone anche loro, con uno stile di vita e comportamento all'opposto del nostro, ma hanno una loro dignità. Fanno parte di noi, non dobbiamo girarci dall'altra parte, sono simili a noi.

Ditemi se mettiamo su una bilancia questi personaggi, schizofrenici e borderline, hanno forse meno valore dei personaggi del grande fratello?

Se i nostri eroi sono Taricone e simili, il mio eroe quotidiano può essere anche un vecchio "dal corpo rugoso, inguainato di grasso con la pelle flaccida, e il pene a penzoloni."

Perché l'ignoranza è forza, ed ogni corpo attende di tornare in posizione fetale rinsecchirsi morire.


L'autore trascina il lettore in questi racconti vorticosamente, usando un linguaggio, aspro, crudo, scurrile. 
In molti paragrafi manca la punteggiatura, per aumentare il ritmo al suono del battito cardiaco che aumenta senza darti sosta. 

Parole ripetute, frasi ripetute, in modo ossessivo, sei dentro il vortice letterario dell'autore che proietta personaggi dalla lucida follia . 

Tu respiri il loro delirio. 

Frasi sconnesse come la mente dei malati mentali. Personaggi che si agitano in questa realtà sfaccettata e surreale che fanno venire in mente il Psichiatrico Circus, alveari di grigiori che s'intersecano nella luce di ogni nuovo giorno e la solitudine buca il cervello ossessivamente. 

 Un linguaggio ed una trama che disturba, come accade nella realtà, i folli sono allontanati, abbandonati in questo alveare di grigiore, di cui tutti facciamo parte, chi un modo, chi in un altro. 

Ognuno chiuso nella propria normalità. Forse.

Un romanzo coraggioso, non è di facile lettura, ma la scrittura è trascinante, ti fa sobbalzare dalla sedia, erano necessarie le scurrilità? Si lo erano.

Perché certe espressioni devono essere trasmesse per come sono, pene è un pene, un cazzo, un uccello. 

Se non vi piace il linguaggio grezzo, non leggetelo, ma sappiate che vi pedete un libro davvero originale che in alcuni punti ci fa pensare alla scurrilità di Bukowsky.




Sinossi

Una raccolta di esibizioni, solitudini e contatti paradossali o troppo intensi. Si inizia con una strana partita di tennis, si attraversano case, stanze da letto, centri di igiene mentale, relazioni al calor bianco, isolamento e allucinazione. Un signore per bene si infila una forchetta in un ginocchio davanti alla moglie, Kafka prende l'autobus, Pietro Taricone minaccia un uomo terrorizzato dalle scatolette di tonno perché esca di casa, un soldato si rifiuta di alzarsi dal letto e, alla fine, non resta che una voce senza nome determinata a prendersi tutte le biografie di cui ha diritto.

Scheda libro
Autore: Luca Cristiano
Titolo: La danza delle vergini e delle vedove
Casa Editrice: Prospero Edizioni
Pagine: 264













mercoledì 16 maggio 2018

Festival delle lettere


Carissime lettrici e lettori

durante il Salone del libro sono venuta a conoscenza di un concorso letterario che ancora non conoscevo: Festival delle lettere.

Un concorso dedicato alle lettere che sfida le mail e i messaggi virtuali da ben 13 anni.

Mi sono fermata al loro stand, giocato con loro e soprattutto ho chiesto tutte le informazioni utili per la partecipazione.

Ho sempre amato scrivere lettere, è un contatto diverso che hai con l'altra persona, più personale ed intimo. Poi l'attesa della risposta, sentire il profumo del foglio di carta su cui legge le parole.Impagabile.

Vanno bene le mail, ma le lettere sono insostituibili quando vuoi esprimere emozioni e sentimenti.

Adesso eccovi tutte le modalità per la partecipazione al concorso. Scade il 30 luglio, avete tutto il tempo per pensare a scrivere una lettera che desti l'attenzione della giuria.

In bocca alla penna, come sempre.
Maria Lucia

CATEGORIE IN CONCORSO
  • Lettera a chi ha cambiato la mia storia (tema 2018)
  • Lettera a tema libero
  • Lettera under 14 (a chi ha cambiato la mia storia o tema libero)
  • Lettera dal cassetto*
    (*) In questo caso è necessario inviare la fotocopia di una lettera di proprietà del mittente ricevuta almeno vent’anni fa, ovvero prima del 1 gennaio 1998.
PREMI (categorie in concorso)
  • Premio per la miglior “Lettera a chi ha cambiato la mia storia ” – valore 400,00 Euro
  • Premio per la miglior “Lettera a tema libero” – valore 400,00 Euro
  • Premio per il miglior “Autore under 14” – valore 200,00 Euro
  • Premio per la miglior “Lettera dal cassetto” – valore 200,00 Euro
La lettera vincitrice della categoria dell’anno “Lettera a chi ha cambiato la mia storia” riceverà inoltre il riconoscimento speciale Lettera d’oro. L’Associazione 365GRADI si riserva il diritto di assegnare ulteriori premi o menzioni speciali tra cui:
  • Premio alla libertà in memoria di Ettore Carminati
  • Premio Writing the distance
http://festivaldellelettere.it/bando-di-concorso-2018/

lunedì 14 maggio 2018

31° Salone Internazionale del Libro


Carissimi lettori e lettrici del blog
eccomi di ritorno dal 31° Salone Internazionale del libro di Torino, le emozioni da trasmettere sono tante, rimane sempre una delle esposizioni più interessanti e seguite.

Sono arrivata a Torino alle 12 e subito ho preso la metropolitana per arrivare in fiera, quest'anno sono stata accreditata come Stampa , grazie al blog dove parlo di libri e mi è stato riconosciuto dall'ufficio preposto.

Venerdì è stato dedicato al tour tra gli innumerevoli stand, l'anno scorso erano 1700, ma quest'anno dovevano essere molti di più visto che hanno aggiunto un ulteriore padiglione, per la verità quasi tagliato fuori dagli altri padiglioni, vi sono entrata per curiosità ma è stato deprimente, non c'era gente e gli espositori erano visibilmente contrariati, anche perché sembra abbiano pagato la stessa quota di chi ha avuto una posizione migliore.

Quest'anno ho notato la presenza di Lucca Comics, per cui vi erano postazioni per giochi, dedicati ai fumetti. 

Altra postazione dedicata ad Harry Potter con postazioni dove leggere ed ascoltare questo personaggio amata da grandi e piccoli; tranne da me, non mi piace e sono stata costretta a guardare i primi film perché dovevo accompagnare mia figlia che è una patita di questo maghetto. Per fortuna poi è cresciuta ed è andata con le amiche a guardare i film.

Erano presenti due stand che mi hanno colpito, uno dedicato al Marocco, con i libri, ma anche usi e costumi, con il rito del tè e dei disegni  con l'hennè.

Presente anche una delegazione di Dubai, ma i loro libri erano o in arabo o in inglese.
Mi sono fermata anche alla postazione di un concorso letterario che non conoscevo: Festival delle Lettere 2018, dedicherò un post a parte per darvi tutte  le informazioni.



Ho dialogato con alcuni editori come Las Vegas edizioni, Prospero Editore, Neos Edizioni, Miraggi Edizioni, La corte editore, Il rio Edizioni, Leucotea Edizioni, Le Mezzelane casa editrice.
Le grandi case editrici erano  prese d'assalto, quasi inavvicinabili, non riesci a leggere  i titolo, le novità in vendita, per cui i miei acquisti sono stati  effettuati presso gli espositori medio/piccoli, dive ho trovato molto più dialogo, suggerimenti  e sorrisi.


Da Las vegas ho acquistato: Guardrail e Lo straordinario entrambi di Eva Clesis e siccome c'era il 3x2, ho scelto su loro suggerimento Bowing e margherite di Manuela Giacchetta.
Da Prospero Editore ho scelto Flora Pomona di Franco Monaca, e ho seguito la presentazione di un loro autore: Matthias Carrapini di cui vi parlerò nei prossimi post.
Da Neos Edizioni ho acquistato il romanzo La bella vita di Elida l'albanese di Giorgina Altieri, romanzo suggerito e la sinossi si preannuncia interessante.
Da Miraggi edizioni ho scelto, su suggerimento di Chiara, lettrice di strada che racconta storie ai passanti,   Il lago di Bianca Bellova, confermato come ottimo romanzo anche dall'editore.


Dal simpatico gruppo di donne editrici Le mezzelane ho scelto il romanzo di Loriana Lucciarini Ritrovarsi.

Sabato sono ritornata in salone alle 9.30, c'era già una fila consistente, ho poi saputo che gli ingressi sono stati fermati, per oltre un'ora. Infatti, dopo qualche ora, era quasi impossibile fermarsi negli stand, letteralmente presi d'assalto, come il libraccio, dove potevi scegliere romanzi a prezzi stracciati, ma il tentativo di destreggiarmi attorno ai loro scaffali è stato impossibile, da vero attacco di claustrofobia.

Mi sono dedicata allora ai vari appuntamenti sparsi nelle varie sale, anche qui file da non credere, con tentativi d'intrufolarsi in modo palesemente da maleducati...
Comunque sono riuscita ad entrare in qualche convegno, ed ascoltare qualche autore.

Cosa mi porto a casa da questa kermesse librosa?
Tanta emozione e tante riflessioni, soprattutto nei convegni a cui ho assistito. Sono rimasta colpita dal numero di case editrici presenti, tante, tantissime, forse troppe. 

Ma davvero leggiamo così tanto? 

Penso di si, nonostante dicano il contrario, la gente legge,  non va al salone perché ci vanno tutti, non sono d'accordo con questi commenti. Ho visto gente curiosa, che si ferma a leggere le sinossi, ho visto persone che si lasciano suggerire sugli acquisti, ho visto persone con sacchetti pieni di libri.

Poi permettetemi, ma se uno non ama leggere e non ha mai visto un libro in vita sua andrebbe ad annoiarsi all'interno della fiera e pagando pure l'ingresso? Non ci credo e non voglio crederci. Ingenua e sognatrice? Forse si.

La gente legge, e non solo quelli della mia età, erano presenti tanti giovani e non sceglievano soltanto il fantasy. Durante le file ho ascoltato i loro commenti, citavano nomi con sicurezza.

La gente legge. 

Forse ci sono troppi libri, troppo autori, me compresa, forse si dovrebbe fare una scelta più critica e severa nella pubblicazione.

Per oggi mi fermo qui, seguiranno altri post dedicati alla fiera.
Un abbraccio e un grazie a chi ha avuto la pazienza di arrivare fino in fondo.
Maria Lucia

giovedì 10 maggio 2018

Fiera del Libro a Torino


Carissimi amici ed amiche
per qualche giorno sarò assente, vado al salone del libro..solo due giorni, pochi vero, ma  abbastanza per visitare gli stand degli editori indipendenti e alcuni autori di cui ho già segnato luogo ed ora.

Allora a presto, per poi raccontarvi tutto della mia esperienza da blogger alla Fiera del Libro.
Ciaooooo
Maria Lucia

lunedì 7 maggio 2018

Concorso Internazionale di Poesia "Sant'Antonio Abate" VIII edizione

Carissimi poeti e poetesse
se quando scrivete una poesia non sapete a quale santo votarvi per trovare l'ispirazione, o per supplicarne la  vittoria, ebbene oggi so quale può essere il vostro santo a cui indirizzare tutte le preghiere: Sant'Antonio Abate.

Il perché è molto semplice, la parrocchia di S. Antonio Abate, di Barcellona Pozzo di Gotto ha indetto un concorso letterario.

Se vi state chiedendo dove si trova questo paesino, subito accontentati: il paese di Barcellona si trova in provincia di Messina splendido angolo della Sicilia, con la sua cultura e le sue tradizioni.

Il concorso presenta diverse sezioni, tra cui quella dedicata alla poesia religiosa, e non poteva essere altrimenti e la sezione dedicata ai giovani.

Potete cominciare a scrivere, oltre alla vittoria avrete la bellissima occasione di immergervi in uno straordinario borgo siculo, e magari assaggiare due arancine o arancini? (eterna domanda sul sesso degli arancini).

Nell'augurarvi in bocca alla penna, vi do in seguito altre informazioni.
Maria Lucia




Concorso Internazionale di Poesia "Sant'Antonio Abate"
VIII edizione


Art. 2 - Il concorso è articolato nelle seguenti 5 sezioni:
sez. A: POESIA IN LINGUA ITALIANA, edita e inedita, a tema libero;
sez. B: POESIA IN LINGUA SICILIANA, edita e inedita, a tema libero, con allegata traduzione;
sez. C: POESIA IN LINGUA DIALETTALE (di tutte le altre regioni italiane), edita e inedita, a tema libero, con allegata traduzione;
sez. D: POESIA RELIGIOSA, edita e inedita, in lingua italiana o in dialetto, a tema: “Dio è Padre e Madre;
sez. E: POESIA JUNIORES “Primi passi” (fino a 17 anni), edita e inedita, a tema libero.
N.B.: Le opere partecipanti non devono essere state premiate ai primi 3 posti in altri concorsi (pena esclusione).
 Art. 3 - Modalità di partecipazione: Ogni concorrente può presentare fino a un massimo di 3 componimenti poetici per sezione, redatte su foglio formato A4, carattere Times New Roman o Arial, corpo 14 o più, in n° 6 copie anonime, più una in busta chiusa riportante all’esterno della stessa la sezione dove si intende partecipare. La copia in busta chiusa dovrà essere firmata, completa di cognome e nome, indirizzo, recapito telefonico (anche del cellulare), indirizzo e-mail, e inserita nel plico di spedizione. E’ gradito eventuale curriculum letterario o breve biografia;
 Art. 4 – La SCHEDA DI PARTECIPAZIONE, allegata al bando, completa in tutte le sue parti, dovrà essere inserita nel plico di spedizione contenente le opere partecipanti in formato anonimo (non inserirla nella busta piccola contenente la copia completa dei dati richiesti!);
Art. 5 Modalità di pagamento: Ogni concorrente può partecipare a una o più sezioni. Il concorso non ha scopo di lucro. Le quote di partecipazione saranno utilizzate esclusivamente, anche se solo parzialmente, a coprire le spese di segreteria, e di quant’altro risulterà necessario unitamente alla Parrocchia quale organizzatore ufficiale. Le quote sono così suddivise:
  • per 1 sezione: € 10,00
  • per 2 sezioni: € 15,00
  • per 3 e 4 sezioni: € 20,00
Sezione E - Poesia Juniores: GRATUITA (è gradito un libero contributo)
La quota potrà essere inviata in contanti, ben celata nel plico di spedizione, tramite versamento su carta PostePay Evolution n° 5333 1710 3827 8830, oppure con bonifico su PostePay Evolution – n° IBAN: IT31E0760105138210851010861” – CF: LQANCC80B53A638F intestato a Nuccia Aliquò - Causale: “spese segreteria 8° concorso di poesia”, accludendo copia del bonifico e del versamento nel plico con gli elaborati;
Art. 6 – Gli elaborati vanno spediti entro e non oltre il 31 maggio 2018 (farà fede il timbro postale), al seguente indirizzo: 8° Concorso Internazionale di Poesia “S. Antonio Abate” – c/o Antonino Foti, via Stretto 1° Garrisi, 23 – 98051 Barcellona Pozzo di Gotto (Me), con posta ordinaria o raccomandata. In caso di smarrimento l’organizzazione non si assume alcuna responsabilità. Per agevolare coloro che sono impossibilitati o hanno difficoltà a spedire il plico per via postale, è possibile inviare le proprie opere attraverso email, all'indirizzo ninofoti59@libero.it, sempre nel rispetto del regolamento del concorso ( quota da versare su postepay, allegare scheda di adesione e copia del versamento postepay). Gli elaborati non verranno restituiti;



mercoledì 2 maggio 2018

10 Letture immancabili

Carissime amiche ed amici
avete trascorso bene questo lungo week end? Mi auguro di si, io mi sono dedicata alla lettura, visto che la tosse ed il raffreddore hanno deciso di albergare  a periodi alterni nel mio corpo.

Ho terminato il nuovo romando di Lorenzo Marone, i due libri per i due gruppi di lettura e tra un suffumigio e l'altro ho anche letto un libro di una mia amica, esordiente, di cui presto vi scriverò la recensione.

Non sapendo cosa fare ho dato libero sfogo alla scrittura, interrotta da un pensiero.
Quali sono i libri che  dovresti assolutamente leggere nella vita.

Detta così sembra un pensiero banale, ma appena cominciate a cercare di elencarli, diventa difficile, non riesci a dare la precedenza, per dieci scritti, ne mancano altrettanti belli e immancabili per la formazione non solo culturale.

I libri che vi sono piaciuti di più sono davvero tanti, ma se ne scegliamo  soltanto dieci, la scelta si che si fa dura.

Io ho provato a farla. Sono consapevole che vi sono altri libri che non possono mancare nella lettura dei grandi testi, ho dato la precedenza a questi.
Ditemi la vostra classifica adesso. Se qualcuno di voi non ha letto qualche testo..non è mai troppo tardi per farlo.


  1. Per la delicatezza e la semplicità per cui vengono esposti pensieri complessi sulla vita: IL PICCOLO PRINCIPE  di Antonie De Saint Euxpérie.
  2. Per il personaggio femminile, delicato, complicato e triste: Anna Karenina di Lev Tolstoj.
  3. Una storia italiana la cui descrizione dell'aspra Sardegna e dei suoi personaggi le è valso il premio Nobel per la letteratura, unica donna italiana: Canne al vento di Grazia Deledda.
  4. Per la magia della sua scrittura, dove finzione e realtà si mescolano con grande abilità: Cent'anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez.
  5. Per il senso d'inquietudine che pervade l'animo umano , un romanzo che non cesserà mai di essere attuale: Il processo di Franz Kafka
  6. Un romanzo che ha visto lontano, possiamo dire previsto il futuro, un romanzo attuale di riflessione: 1984 di George Orwell.
  7. La vita di una persona non è solo una, ma tante, a seconda da chi vi vede e vi ascolta, l'intramontabile: Uno nessuno e centomila di Luigi Pirandello
  8. Un personaggio in grado di donare speranza all'interno di una guerra civile: Per chi suona la campana di Ernest Hemingway
  9. Un classico immancabile nella letteratura femminile e per la difesa dei diritti: Il secondo sesso di Simone Beauvoir
  10. Ultimo, ma non per questo meno affascinate ed emblematico: Amleto di William Shakespeare.

giovedì 26 aprile 2018

Le tartarughe tornano sempre di Enzo Gianmaria Napolillo

Le tartarughe tornano sempre 
di
 Enzo Gianmaria Napolillo

recensione di Maria Lucia Ferlisi


Salvatore vive in un'isola bellissima, dal sole caldo e dal mare che si tinge di tutte le sfumature di azzurro. Un'isola deserta d'inverno che si anima d'estate con l'arrivo dei turisti che hanno scoperto questa piccola perla del Mediterraneo. 

La madre di Salvatore vende centrini, lavorati nelle fredde e ventose sere d'inverno, ai tanti turisti che affollano l'isola; il padre invece pesca con una piccola barca e vende il pescato giornaliero ai ristoranti. 

Le vie e le cale sono interrotte dal vociare dei turisti, dalle auto e dai motorini. Sembra di essere in una piccola metropoli,ma l'isola rimane sempre tale: un porto caldo ed accogliente per tutti colore che la visitano. 

In questo clima di assolata, incontaminata ed eterna bellezza nasce la storia d'amore tra Salvatore e Giulia, figlia di una coppia di turisti, che lavorano tutto l'anno per concedersi il meritato riposo in una calma e tranquilla isola, dova l'aria è pulita, il sole è caldo ed il mare è blu. 


La storia di amicizia ed amore tra i due ragazzi si nutre per un  solo mese all'anno, poi s'interrompe, ognuno ritorna alla propria vita, agiata quella di Giulia, senza pretese quella di Salvatore. La lontananza è dura, ma lo scambio di lettere, la cui busta è rosa, per non finire dimenticata nella cartella di un postino, allieta ed accorcia le loro distanze. 

Sono giovani, ma sanno che non è facile far crescere un amore quando si è lontani, ancor meno se le differenze sociali sono distanti anche loro. Ma quando si è giovani si pensa che tutto è possibile, che l'amore possa rompere ed eliminare confini e pregiudizi. Nel loro cuore sono consapevoli che il futuro è lontano, meglio vivere intensamente il loro mese d'amore, godere del sole e del mare cristallino.


Ma il mare porta sempre novità, a volte belle a volte meno. Ed una mattina di sole accecante, la vista dei ragazzi intravede qualcosa nel mare, sono ombre scure, non si capisce bene, cercano di filtrare l'intensità del sole con le mani, si avvicinano, immergono i piedi in quell'acqua che un attimo prima era cristallina. 
Adesso non lo è più..è nera..nera di corpi che galleggiano, il sole è sempre caldo, ma i corpi dei due ragazzi sono gelati, i due ragazzi sono attoniti, mai avevano visto dei corpi inermi galleggiare in quelle acque dall'azzurro perfetto. Corrono, vanno in cerca di aiuti, qualcuno è ancora vivo qualcuno può essere salvato.


Adesso l'isola è cambiata. I turisti scappano,  la loro tranquilla vacanza agiata è stata interrotta dalla morte, dalla povertà Scappano. Meglio non vedere, né sentire

Anche Salvatore e Giulia sono cambiati, la maturità è scesa sulla loro spensierata gioventù.

Soltanto gli isolani restano, formano catene umane, aiutano sono solidali, perché l'isola non è di nessuno ma è di chiunque vi si sofferma.

Anche Giulia deve andare, non vorrebbe, il suo cuore è stato scosso, ma ritorna a Milano.
Le distanze diventano ancor più insormontabili, lei non verrà più in vacanza in quell'isola di migranti sporchi di povertà, i suoi genitori sono disgustati. 

Salvatore allora sfida le distanze va a Milano durante le vacanze Natalizie, s'immerge nel freddo nello smog, per rivedere Giulia. Sfida anche l'ironica arroganza del padre che gli fa notare la differenza sociale. Ritorna a casa, deluso, amareggiato e sconfitto. Ma l'isola dei migranti accoglie sempre tutti. Abitanti, turisti e migranti. Perché l'isola sa essere generosa.
 Allora non c'è speranza per l'amore tra i due ragazzi e per i migranti? Non vi resta che leggere il romanzo.

L'autore con questo romanzo affronta un tema duro, quello dell'accoglienza e della solidarietà, e lo fa intessendo una storia d'amore difficile tra due giovani diversi per estrazione sociale. Due temi che sono sempre attuali e simili. 

Gli strati sociali non si scavalcano e nemmeno il diverso viene accolto. Alla fine il tema è unico, il diverso deve stare da solo, così come il povero non può accedere nella scala sociale superiore, un'equazione tristemente imperfetta. 

Ed è quello che ci trasmette Napolillo in questo delicato e poetico romanzo. L'umanità gridata, fotografata con le parole emerge, riga dopo riga per farci riflettere per mostrarci come la povertà e la fame fanno parte del tessuto sociale e spetta a noi non abbandonarli morire, a non trasformare i loro corpi in tristi sagome nere che galleggiano nell'azzurro del mare. 

Tocca a chi resta aiutare, creare una catena umana di solidarietà. Lampedusa ne è un esempio di valore, coraggio e umanità verso il prossimo, ma non basta. Tutti noi dobbiamo cooperare.

Enzo Napolillo con uno stile impeccabile e  armonico permea il romanzo di senso di fratellanza. Ci mette di fronte due mondi diversi, nord e sud, due città diverse, una dal sole puro e mare cristallino, l'altra, Milano, grigia di smog e cemento, due culture e strati sociali diversi, quello modesto di Salvatore, quello agiato ed aristocratico di Giulia e del padre.

Un romanzo che sa mettere in evidenza i tratti salienti senza esprimere giudizi, fa parlare soltanto i personaggi, le loro differenze e fa parlare la natura. Questo basta. Le critiche e i giudizi sono inutili, non servono a niente.

 Il tempo fa maturare e avvicinare, e Lampedusa con il suo mare e la sua umanità è di chi arriva, di chi rimane, e di chi non dimentica il senso di fratellanza.
 Un libro commovente da leggere per riflettere, un libro dedicato ai giovani, il nostro futuro, per allargare gli orizzonti e creare un futuro diverso.
Un romanzo che deve essere introdotto nelle letture scolastiche, già dalle medie.

Sinossi
Salvatore è nato quando in pochi conoscevano il nome della sua isola: un luogo di frontiera posto alla fine del mondo, con il mare blu e la terra arsa dal sole. È cresciuto sulle barche, vicino alle cassette di alici, con lo sguardo nell’azzurro, sopra e intorno a lui. Forse è lì che tutto è cominciato, tra ghirigori nell’acqua e soffi nel vento. Di sicuro è lì che ha conosciuto Giulia, anche se lei vive a Milano con i genitori emigrati per inseguire lavoro e successo.

Da sempre Giulia e Salvatore aspettano l’estate per rivedersi: mani che si intrecciano e non vogliono lasciarsi, sussurri e promesse. Poi, d’inverno, tante lettere in una busta rosa per non sentirsi soli. Finché, una mattina, nell’estate in cui tutto cambierà, Giulia e Salvatore scoprono il corpo di un ragazzino che rotola sul bagnasciuga come una marionetta e tanti altri cadaveri nell’acqua, affogati per scappare dalla fame, dalla violenza, dalla guerra.

Gli sbarchi dei migranti cominciano e non smettono più. L’isola muta volto, i turisti se ne vanno, gli abitanti aiutano come possono. Quando Giulia torna a Milano, il filo che la lega a Salvatore si allenta. La vita non è più solo attesa dell’estate e amore sincero, corse in spiaggia e lanterne di carta lanciate nel vento in una notte stellata. La vita è anche uno schiaffo, un risveglio, la presa di coscienza che al mondo esistono dolore e differenze. Una scoperta che travolge i due ragazzi e che darà valore a tutte le loro scelte, alla loro distanza e alla loro vicinanza.

Giulia e Salvatore ora ne sono sicuri. L'isola è di chi rimane e di chi arriva. Non di chi se ne va. Non di chi dimentica.
La lettrice di cartadiMaria LuciaDesign byIole