giovedì 7 dicembre 2017

"Ho visto un uomo a pezzi" di Ilaria Macchia

Ho visto un uomo a pezzi
di 
Ilaria Macchia

recensione a cura di 
Ferlisi Maria Lucia

 Non è facile essere donna, la società in cui viviamo e la stessa famiglia non fanno altro che giudicare i nostri comportamenti. Lo sa bene Irene. 
Irene è fragile, ne è consapevole, e si sente sempre "nuda" esposta alle critiche degli altri. Lei, indifesa, affronta la vita come se camminasse, eternamente, con delle scarpe tacco 12, su un marciapiede ricoperto da neve.
Anche suo padre le fa notare che è "sbagliata", il suo carattere, il suo comportamento, la sua posizione...è sempre sbagliata. 
Una donna complicata.
 Una donna sola. 
Una donna che non chiede aiuto.
"No, io non parlavo con nessuno e soprattutto con chi non conoscevo. Io non parlavo, nemmeno quando avevo bisogno d'aiuto, nemmeno quando avevo bisogno di sapere qualcosa. Ero cresciuta così, e nel silenzio ci ero finita dentro".

L'autrice, in questo romanzo, esplora i sentimenti di questa donna, come mille altre simili a lei, la mette a nudo davanti ai lettori con sette episodi della sua vita, in cui le emozioni della protagonista ci mostrano tutte le sue sfaccettature, quelle tenute nascoste, quelle difficili da confessare. 

La fragilità emotiva della donna in questa società è descritta con precisione ed un linguaggio chiaro e potente. Irene è come una medusa, nuota in questa società "liquida" senza sapere quale direzione prendere. 
Irene è come noi, ci arranchiamo senza più sapere chi siamo. Ci muoviamo sperando di compiacere mostrando la parte esteriore di noi stesse, ma la parte nuda interna, quella no, quella appartiene a noi. 

Mostriamo solo la nudità apparente, esteriore, ma non noi stesse. Siamo delle bellissime e leggiadre meduse che volteggiano nel mare, tra le onde, lievi ed armoniche, ma dentro siamo tossiche. Come la vita di Irene.
 Lei è sbagliata.
Lei è tossica. 
Lei è una medusa.
"Sembravo perfetta, ma le cicatrici stavano ovunque. Lo sapevo io, che ne conoscevo l'origine, e lo sapeva Piero che era l'unico che me le sapeva leccare con appetito."
Pregevole esordio di questa autrice, con una scrittura chiara e diretta, elegante e vera ci descrive una donna mostrando il suo lato intimo e nascosto. Una trama suddivisa per pezzetti di vita della protagonista che accentuano il messaggio che vuole dare ai lettori.
 Prova superata 


SCHEDA LIBRO

Autore: ILARIA MACCHIA
Titolo: HO VISTO UN UOMO A PEZZI
Casa Eitrice: MONDADORI
Pagine: 125

SINOSSI

Sette piccole esplosioni, sette pezzi della vita di una donna, sette racconti. La protagonista di queste storie si chiama Irene. Di lei sappiamo che si sente sempre nuda di fronte agli sguardi della gente, che ha un corpo che sembra perfetto ma se ne vergogna, gambe splendide sulle quali spesso barcolla, e una tendenza a scappare - di casa, dall'amore, da tutti i legami - ma poi, sempre, a tornare. Questi racconti fotografano i momenti in cui la sua vita ha subito uno strappo, in cui è accaduto qualcosa che ha determinato un'inversione di rotta: la volta che è andata al funerale di una sconosciuta, la volta che si è innamorata di un ragazzo che le è andato a sbattere addosso in un vicolo di Lecce, la volta che si è rifugiata con suo figlio in un armadio per nascondersi dai fantasmi, la volta che sua sorella l'ha battuta in una gara di nuoto, la volta che i suoi genitori le sono sembrati bambini, e le mille volte che è tornata da Piero, che ha occhi neri, mani perfette, una moglie, un figlio, ed è l'unico uomo che Irene non riesce a lasciare. La prima prova letteraria di Ilaria Macchia è una costellazione di congegni narrativi esatti, che - legati tra loro da fili invisibili, spazi duttili che invitano a essere colmati con l'immaginazione - costruiscono il ritratto di una donna complessa: inquieta ma spaventatissima, pungente ma bellissima, come le meduse che danno il titolo all'ultimo racconto. E che, proprio come le meduse, nuota "in una direzione e nell'altra, senza sapere dove andare": un personaggio capace di parlare a ognuno di noi. La materia prima di cui è fatta la sua storia è una scrittura essenziale, sfacciata, a tratti violenta, che esplora l'imprevisto nascosto nel quotidiano, ci disarma con leggere virate verso l'assurdo, si fa largo con prepotenza nel nostro animo e, guardandoci in faccia, sembra chiederci conto di chi siamo.
La lettrice di cartadiMaria LuciaDesign byIole