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lunedì 30 ottobre 2017

Biblioterapia: 2° consiglio di lettura

Provate ad immaginare un giorno in cui, senza preavviso alcuno, possano crollare tutte le tue certezze

Un istante prima avevi una famiglia, un marito, dei figli, al mattino vi svegliavate insieme per bere il caffè, o commentare la lettura del giornale con  alcune battute prima del lavoro. 

Le solite litigate, le solite rappacificazioni, un tran tran tranquillo, anche monotono, ma pur sempre piacevole della vita a due, dove si dividono pensieri, amore, amicizia, dolori....

Ecco la tua certezza un istante dopo non esiste più, il tuo castello è stato sgretolato da una sola frase:  non voglio più vivere con te.

Ecco adesso sei sola. 

Non hai potuto fare nulla contro la sua decisione. Non hai capito nulla del disagio che lui aveva nel condividere la vita con te.

  Eri cieca, non capivi, o, non volevi capire.

Adesso sei distrutta, non sai come riprenderti la vita. 
Mille domande molte senza risposta. "Dove ho sbagliato", ti rimbomba nella testa come un martello. Non sai darti una risposta.

Care le mie donne non è facile sopravvivere ad una storia d'amore quando finisce...

Cosa possiamo fare adesso? Come potrò continuare a vivere senza di lui, come porterò avanti la famiglia o quel che rimane senza lui.

Vi consiglio di leggere I GIORNI DELL'ABBANDONO di Elena Ferrante.

L'autrice analizza lo stato d'animo della protagonista con sottile precisione. Olga la protagonista del romanzo ci parla del suo vuoto, della sua mancanza della tranquilla vita familiare. La penna della Ferrante scava nelle ossessioni della protagonista, nel suo smarrimento, nelle sue elucubrazioni. 

La sofferenza di Olga è scritta senza falsità, come accade in molte donne abbandonate, senza un vero perché.

Provate a leggerlo, domandatevi se vi ritrovare a vivere la stessa situazione. Come trovate la protagonista, sta esagerando nella reazione al dramma della separazione?

Voi come vi siete comportate, cercate di notare le analogie, o le  discordanze. Scrivete anche voi il resoconto della vostra separazione e rileggetela, Vi fa sorridere? Vi fa ancora male? Siete indifferenti?

A voi le risposte

Ricordate che potete commentare direttamente sul blog, oppure scrivetemi mail: ferlisi92@gmail.com.

A presto Maria Lucia



mercoledì 11 ottobre 2017

Biblioterapia:1° consiglio

Salve amiche ed amici 
come promesso, ecco il primo appuntamento con i consigli di cura attraverso i libri.
Comincio con il suggerimento di un'autrice che amo molto, che probabilmente citerò ancora, in quanto, nell'attuale panorama della letteratura, è sicuramente quella che riesce a scandagliare l'animo umano meglio di altri.

Si tratta di Annie Ernaux, l'autrice usa un linguaggio preciso e attento, ogni sua parola è soppesata e scelta con accuratezza, nei suoi racconti, autobiografici, analizza con precisione chirurgica i suoi stati d'animo. Le sue parole sono spietate, ma questa è la vita, quella vera, non romanzesca, i suoi libri sono tutti VERI, le sue parole sono taglienti, ma sono le uniche da usare s vogliamo capirci.



Il romanzo scelto è UNA PASSIONE SEMPLICE.

L'ho scelto perché ho una cara amica che sta vivendo una storia clandestina, forte, ma che annulla la sua vita. Non riesce a vedere la realtà, o non vuole vederla.
Naturalmente il messaggio del romanzo è rivolto a tutte quelle storie che non hanno un futuro, quegli amori tossici che ti tolgono la giusta ragionevolezza, ma talmente forti che non riesci a fare a meno di viverle

Mi chiedo se l'amore totale e forte, può annullare ogni nostro pensiero. Trovate giusto che l'amore sia così totale da non lasciarti scelta, o abbiamo il dovere di lasciare una porta aperta per capire chi siamo, che restiamo sempre noi stesse.

Il romanzo, intimo e doloroso,  analizza il rapporto quando è già terminato, ripercorre tutti gli stati d'animo che hanno caratterizzato questo annullamento totale, per vivere una storia di cui dentro di sé quando siamo consapevoli che non può avere un futuro. 

Non so quante di voi vivano una storia così totale, clandestina o no, ma ponetevi la domanda:

"è giusto annullare se stessi per amore?".

Annie Ernaux punta il dito contro quell'attesa, che sfinisce il corpo e la mente di una donna, si passano ore, giorni, mesi ad aspettare un uomo. Un'attesa snervante. Un'attesa descritta nei minimi particolari. Un'attesa che alla fine distrugge qualsiasi amore, clandestino o no. 

Una storia d'amore che provoca dolore è amore?

L'amore dovrebbe provocare gioia, condivisioni, spensieratezza...che tipo di amore può essere allora?

Vale la pena di vivere una storia d'amore che sappiamo che è un amore tossico?
Dobbiamo rinunciare da subito a vivere questo amore?

Siete riuscite a mettervi nei panni della protagonista, quali emozioni avete provato?
Vi siete riconosciute in alcuni suoi atteggiamenti prima e dopo gli incontri d'amore?

Come vi siete comportate voi in situazioni analoghe?


Adesso vi invito a leggerlo, e se vi farà piacere, potete commentarlo su questo post.
Vi ricordo che la pubblicazione dei post, riguardante  la pagina di Biblioterapia, sarà quindicinale, potete seguire con più facilità se diventerete follower fissi.

Vi lascio anche la mail a disposizione per chi vorrà commentare in maniera più intima e privata.
Ferlisi92@gmail.com




Sinossi

Una donna e un uomo condividono un'intensa relazione clandestina. Lui, straniero, è sposato e inaccessibile. La avvisa con una telefonata ogni volta che gli si presenta l'occasione di passare del tempo insieme. Gli incontri che seguono sono brevi, con l'amore che si consuma in amplessi tormentati dal presentimento del distacco. Poi lei lo osserva rivestirsi e andare via e allora riprende - lì da dove si era interrotta - quell'attesa ossessiva: di lui, di una chiamata, del prossimo intreccio di corpi e desideri. Quando la storia finisce, l'uomo e la donna smettono del tutto di sentirsi o vedersi. Restano, come marchi impressi nella carne, i segni del sesso, dell'amore, dell'attesa. Indizi di una passione semplice.

martedì 3 ottobre 2017

Biblioterapia: curarsi con la lettura

Carissimi lettori e lettrici da oggi inauguro una nuova pagina, dedicata alla cura di sé leggendo i libri, meglio definita come :biblioterapia. 
Spero possa piacervi.

Dopo la scrittura autobiografica adesso tocca alla biblioterapia curare l'anima del lettore.
Attraverso la lettura di un libro possiamo guarire? 
Certo il libro non è un antidolorifico, non ingoiate una pillola ed il male se ne va... Non funziona così. 
La lettura, così come la scrittura, aiutano a comprendere, in questo caso attraverso la trama e attraverso il comportamento del protagonista, in una sorta di specchio, potete trovare le risposte ai vostri problemi. 
Si elabora attraverso la lettura una sorta di empatia verso che il protagonista, ed il lettore  funge da legame per comprendere meglio le proprie emozioni e quindi cercare la via d'uscita dalla problematica che ci affligge, così come il protagonista del libro ha attuato.

C'è il romanzo di rinascita della persona dopo un periodo di crisi, c'è il libro adatto per chi ha problemi d'amore, c'è il libro adatto per chi subisce violenze, c'è il libro per comprendere quale strada dobbiamo percorrere.. Potrei continuare con l'elenco.
Leggere per guarire, possiamo provarci, non credete?

Certo non è facile farlo da soli, ma possiamo provarci,  non è facile trovare il testo adatto per curare uno specifico stato d'animo, ed è per questo che ho pensato di creare questa sorta di rubrica.



Potete  scrivermi o commentare, non sono una psicologa, ma ha un buon bagaglio di corsi sull'ascolto e sull'auto- aiuto.

Vorrei dare nel mio piccolo un contributo a voi tutte lettrici e lettori nel consigliarvi un romanzo che vi aiuti in un determinato percorso e commentarlo su questo blog.
A presto
Maria Lucia
La lettrice di cartadiMaria LuciaDesign byIole