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mercoledì 17 maggio 2017

Virginia Less una nonna scrittrice

    Carissimi amici ed amiche 

      oggi ho il piacere di ospitare nel mio blog una simpaticissima autrice, o meglio, una nonna scrittrice. Una donna dal sorriso grande che oltre ad essere una nonna felice di due nipoti, ha una carica incredibile e mille idee da mettere in atto. Gestisce un blog simpaticissimo che vi invito ad andare a curiosare, adora il mare e la vela...
      Ma lascio a lei la parola in questa mini intervista.
      Dimenticavo è appena uscito il suo ultimo romanzo: Devi orzare, Baal!




      1) Chi è Virginia Less, vuoi presentarti ai lettori in poche righe?

      Nonna, blogger e scribacchina, dichiara il profilo fb... In questa fase della vita i tre termini bastano a connotarmi e sono a mio agio in ciascuno dei ruoli.
      Non ho aggiunto velista (dilettante, sia chiaro!) perché a tanti fa venire in mente gente snob a bordo di grandi velieri. Ristretta minoranza; nella realtà la gran massa degli amanti della vela naviga su modeste barchette di seconda mano (e più).



      2) Hai un bellissimo blog dedicato alle nonne vuoi parlarne?
      Volentieri. E mi affretto a linkarlo: https://virginialess.wordpress.com/
      Non l'ho aperto da neo-nonna: “praticavo” da alcuni anni in tutta tranquillità, avendo solo due nipoti per fortuna provvisti di genitori efficienti.
      Spesso non è così, basta guardarsi attorno. La “categoria” delle nonne ha bisogno sia di fare autocritica che di imparare a difendersi. Se infatti pecca nell'eccesso di zelo, fino all'invadenza, accetta spesso di essere “schiavizzata” da figli/genitori troppo assistiti e poco cresciuti.
      Negli articoli del blog, pur evitando (spero) il tono didattico, ho cercato di proporre esempi di equilibrio e moderazione. Era poi fuori delle intenzioni dare particolare spazio al tema suocere, che però -urticante com'è- ha finito per occuparne parecchio. Quando sono stata invitata quale “esperta” in TV, si parlava sempre di loro!

      3) Hai appena scritto un libro dal titolo un po' strano: Devi orzare, Baal!. Vuoi spiegarcelo?
      È un giallo marinaresco. Delitti, storie d'amore e regate a vela. Visto che la pratico lietamente, mi è venuto naturale scriverne.
      Il verbo del titolo viene da lì. Significa “stringere il vento” cioè avvicinare la prua alla direzione da cui proviene. Quando la barca naviga di bolina, così si chiama l'andatura, tende a inclinarsi sul fianco e se ne ricava l'impressione un po' erronea di maggior sforzo e rischio. Metaforicamente, affrontare il problema, mettersi in gioco. È quello che tocca ai miei personaggi, in primis Annibale detto Baal.

      4) Hai un sito di nonne, ma nel libro parli di mare, a quando un romanzo sulle nonne?Questo è in verità il mio primo lavoro, “giovanile”. L'ideazione e la scaletta risalgono ad anni in cui la “nonnità” era di là da venire. Abbozzato dopo il pensionamento, poi messo da parte per dedicarmi ai racconti, l'ho ripreso più volte fino alla recente stesura definitiva.Dopo Mal di mare, la raccolta pubblicata da Autodafè, ho scritto un romanzo in cui la navigazione ha un ruolo importante, ma prevalgono società e politica. Uno dei personaggi di rilievo, eccoti accontentata, è Miriam, originale nonna pittrice.E sono nonne le tre protagoniste del successivo, una storia al femminile ambientata nel mio paese d'origine, ormai in dirittura d'arrivo

      5) Blog, racconti e un romanzo cosa farai da "grande”, parlaci dei tuoi progetti futuri.
      Nell'immediato, spero di pubblicare il terzo romanzo, per il quale si è prospettato l'editore adatto. Vorrei poi riflettere con calma sul secondo, per il quale avevo ricevuto da un editor molto noto un consiglio di revisione finora inattuato. Magari lo prenderò in considerazione, riorganizzando alcune parti della storia.Mi propongo anche mettere in ordine i racconti che continuo a scrivere: le narrazioni brevi mi piacciono proprio perché obbligano all'eliminazione del superfluo, una sfida sempre gratificante.
      Il progetto più attraente è però quello di ricavare dagli ormai tanti articoli e commenti del blog un manuale semiserio per svolgere al meglio il mestiere di nonna. Che intanto, insieme alla vela, continuerò a praticare!



      SCHEDA LIBRO
    Autore: VIRGINIA LESS
    Titolo: DEVI ORZARE, BAAL!
    Casa Editrice: LETTERE ANIMATE EDIZIONI
    Pagine: 178



              SINOSSI

    Devi orzare, Baal! (Lettere Animate https://www.amazon.it/dp/B06XWZXGDL)


    Il giovane Paolo è imbarcato come prodiere su Excalibur, un quaranta piedi da regata che partecipa a un torneo a tappe.
    A Punta Ala conosce Micaela, velista bella e capace, con la quale vivrà una breve e sfortunata storia. Baal, il suo ruvido skipper, ritrova amici naviganti persi di vista da tempo: tutti, sportivi appassionati ed esperti, si preparano con entusiasmo alla competizione.
    Ma, ancor prima del via, un curioso e inspiegato incidente provoca la morte di uno di loro; altri eventi luttuosi accompagneranno il circuito.
    Toccherà a Baal, anch’egli in pericolo di vita, risolvere drammaticamente il giallo?

    lunedì 15 maggio 2017

    STREGA 2017: UNA VIVACE INTERVISTA A LODOVICA SAN GUEDORO di MARIA LUCIA FERLISI


    Carissimi amici ed amiche del blog
    oggi ho l'onore di presentarvi l'intervista ad una autrice di narrativa di tutto riguardo: Lodovica San Guedoro.

    I suoi romanzi sono arrivati due volte alla finale del premio Strega e per ben tre volte al premio Viareggio. Prossimamente riuscirà a coronare il suo sogno? 

    Intanto leggetevi l'intervista e rimarrete  subito colpiti dal temperamento..poi non vi resta che leggere i suoi romanzi!





    STREGA 2017: UNA VIVACE INTERVISTA A LODOVICA SAN GUEDORO  di MARIA LUCIA FERLISI



    • Nata a Napoli, da genitori siciliani, vivi in Germania, una mescolanza di usi e costumi, di freddezza nordica e di calore del sud. Chi è Lodovica?

    Ho un temperamento appassionato e impetuoso, per non dire vulcanico, essendo nata sul
    Vesuvio e i miei genitori provenendo da quella terra in cui un solo vulcano è fatto di almeno
    trecento vulcani, una fantasia sbrigliatissima, una sensualità adeguata, molto senso pittorico,
    grande amore per il Bello in tutte le sue forme, e vivo in Germania, tra la gente più fredda del
    mondo, tra i colori più pallidi, i profumi più deboli, in un paese con una patrimonio artistico
    quasi annullato dalla guerra... Ma eccoci al punto: riesco a vivere meglio qui che in Italia.
    Spero che non sia delusa. E’stato in questo paese dai lunghi inverni e dalle primavere piene di
    pioggia che ho creato la maggior parte delle mie opere. Non mi lascio condizionare dagli usi e
    costumi teutonici, continuo a vivere a modo mio. La loro freddezza a volte mi fa morire e,
    per non morire, li provoco: quando parlo coi Tedeschi, per esempio, mi diverto a usare
    iperboli e metafore, godo a scomporre l’ordine rigido della loro lingua... e li faccio scappare
    atterriti... Sono molto paurosi del contatto umano, specie con gli stranieri, e vorrebbero
    risolvere le conversazioni con frigide formule preconfezionate... A me questo non va e li
    stuzzico. Così almeno c’è un po’ di gusto ad aprir bocca.

    Chi è Lodovica? Non tocca a me dirlo. Potrei peccare di vanità e abbellirmi, oppure potrei
    involontariamente alzare il tono per difendere la mia immagine... E poi dovrei parlare per
    settimane intere e non esaurirei l’argomento. Perciò rinvio ai miei libri per conoscermi: sono
    più attendibili di qualunque mia risposta. Perché la vera letteratura è ricerca della verità e,
    anche quando è molto soggettiva e lirica, è sempre di una serena oggettività: è l’occhio di
    Dio.

    • I tuoi racconti sono quasi sempre autobiografici, vuoi spiegarci il perché di questa scelta?

    Non è una scelta. Ho una vita d’artista, molto drammatica, intensa e ricca che s’impone da
    sola nella scrittura, con naturalezza, con prepotenza... L’arte è la vita che si ripiega su se
    stessa, che riflette su se stessa, che si trasfigura e si sublima. Senza Vita niente Arte, ma solo
    chiacchiere.

    • Con i tuoi romanzi hai sfiorato per due volte il premio Strega e per ben tre volte ilpremio Viareggio.

    Ad essere esatti, sono stata candidata per due volte consecutive allo Strega e per tre
    consecutive al Viareggio. Tra una decina di giorni saprò se sono stata ammessa nella rosa dei
    finalisti del Viareggio 2017. Certo, è stupefacente, mi dovrebbero eleggere reginetta Strega e
    Viareggio solo per le partecipazioni.


    • Gioia e delusione, vuoi raccontarci le tue emozioni?


    Sperare disperando e disperare sperando. Gioire di quando in quando. E infine al diavolo tutti
    li mando.

    • Sei stata duramente attaccata, proprio in questi giorni, in quanto non credono che tu sia "vera". Cosa ti senti di rispondere a chi ti ha attaccato?

    Che è uno scemotto, che dovrebbe leggersi i miei libri e non cercare affannosamente le mie
    foto in Internet, che potrei essere una strega o la Venere del Botticelli: cos’ha a che vedere la
    mia faccia con la Letteratura?

    • Con il tuo ultimo romanzo, "Pastor che a notte ombrosa nel bosco si perdé...", sei stata presentata da due grandi nomi della letteratura femminile italiana: Dacia Maraini e Maria Rosa Cutrufelli; le hai sentite dopo l'esclusione dal premio Strega, ti hanno espresso solidarietà?

    No, nessuna espressione di solidarietà mi è arrivata da loro... Niente, assolutamente niente.
    Forse sono timide. Forse invece pensano che me la debba cavare da sola: se vivo, vivo; se
    crepo, crepo.

    • So che hai già in cantiere un nuovo romanzo, qualche piccola anticipazione?

    Il mio prossimo romanzo sarà la continuazione di “Pastor che a notte ombrosa nel bosco si
    perdé...” Perché, nella realtà, la storia non è finita... E lo farò candidare allo Strega e al
    Viareggio 2018. Allora si potrà dire: candidata per tre volte consecutive allo Strega e per
    quattro consecutive al Viareggio. Se questo non darà nell’occhio, vorrà dire che non ci sono
    più occhi in testa. E non ci potrò fare nulla.

    mercoledì 10 maggio 2017

    Zombie Mutation di Giorgio Borroni

    Carissimi amici ed amiche del blog oggi vi presento un libro, anzi no, vi presento un AUDIOLIBRO.
    L'autore Giorgio Borroni nella breve intervista vi spiegherà cos'è un audiolibro ed il perché della sua scelta.
    Finora non ho mai letto un audiolibro, ritenendolo soltanto uno strumento adatto per le persone non vedenti, grazie a Giorgio, ho scoperto che possono essere usati anche da chi non ha problemi visivi, ma in determinate azioni della nostra giornata.
    Forse è il caso di prestare maggiore attenzione a questo formato di libro, se non amate il genere horror, potete scegliere il romanzo che più vi aggrada la scelta è davvero vasta.
    Al prossimo consiglio cari lettori e se volete potete commentare e consigliare in merito a questo poco utilizzato formato.
    Maria Lucia


    1 - Vuoi spiegare ai lettori del blog cosa sono gli audiolibri?
     Gli audiolibri sono libri come quelli di carta o elettronici, ma letti in modo espressivo da attori. Molti pensano che siano letti da voci computerizzate ma non è così: sono produzioni di tutto rispetto che possono comodamente essere ascoltate nel proprio lettore mp3 o in auto. Vantaggi: li puoi ascoltare mentre fai jogging, aumentano la capacità di concentrazione e ti calano nella atmosfera del racconto grazie a una lettura espressiva. Svantaggi: se si ama l'odore della carta credo che quello sia impossibile da riprodurre.

    2 - Perché per il tuo romanzo hai fatto questa scelta.
     Sono un fan degli audiolibri. Mi fanno compagnia in auto e credo molto nelle loro potenzialità. Detesto i pregiudizi e purtroppo sugli audiolibri ne vedo molti...sulla loro utilità o meno in ambito scolastico si scatenano tali bagarre nei forum che non vi dico. Per questo credo che il modo migliore per diffonderli sia crederci così tanto da utilizzarli come mezzo per un proprio progetto.

    3 - Il tuo romanzo è un horror con protagonisti gli Zombie, parlaci di questa scelta e quali autori ti hanno indirizzato su questo genere letterario.
     Avevo in mente da tempo questa storia. Gli zombie grazie a The Walking Dead attirano pubblico, forse tra un paio di anni toccherà ai lupi mannari o ai ghoul. O questa storia la lasciavo nel cassetto o dovevo tirarla fuori subito, quindi. In cosa è diversa dalle altre? Beh i protagonisti sono atipici: un vecchio cacciatore di zombie malato e un novellino da istruire che si muovono in un regime di fanatici religiosi. I miei zombie non sono poi carne da macello: hanno una storia alle spalle e il protagonista li conosceva da vivi... Un po' difficile fare una strage a sangue freddo con queste premesse!
    Gli autori che mi hanno influenzato? Lansdale per il suo spiccato gusto per l'avventura e l'ironia e Barker per lo splatter, le situazioni estreme.

    4 - Continuerai su questo filone, o nel tuo futuro letterario vedi altre sperimentazioni?
     Un po' di lettori mi hanno chiesto il continuo e avrei un paio di idee, ma non scrivo a tempo pieno, quindi chissà...
    Non so se domani aprirò il portatile e mi metterò a scrivere o se riprenderò tra 10 anni... 

    5 - Lancia un appello promozionale per il tuo libro.
     Se vi piace l'horror, l'azione e l'avventura magari questa è una buona occasione per ascoltare questa storia. Se non vi piacciono queste tre cose date comunque una chance agli audiolibri...e se l'avete data per la prima volta a Zombie Mutation e non vi è piaciuto...beh, non abbiate pregiudizi sugli audiolibri perché ci sono di ogni genere!







    SCHEDA LIBRO:
    Autore: Giorgio Borroni
    Titolo: Zombie Mutation
    Formato: audiobook audible
    Tempo d'ascolto: 2 ore e 18 minuti.


    SINOSSI:
    Il virus che trasforma gli uomini in morti viventi ha avuto il sopravvento. Una setta di fanatici religiosi, gli Opliti di Cristo, ha preso il potere e tiene in pugno le istituzioni facendo rivivere una sorta di Medioevo. Nelle campagne del Distretto Sud, Brian Crane, un vecchio bonificatore sulla via del tramonto, deve vedersela con un ennesimo focolaio, e, come se non bastasse, deve istruire un novellino, Jedediah Braddock, fresco di caserma ma totalmente inesperto. 

    Su uno sfondo post apocalittico e rurale, "Zombie Mutation" narra una giornata tipo di un cacciatore di zombie che dovrà vedersela con la gretta superstizione dei colleghi, una situazione fuori controllo e si troverà costretto a porre tutta la sua fiducia sulla giovane recluta se vorrà completare la missione. 

    Questa opera di Giorgio Borroni mescola gli ingredienti dei film d'azione con l'horror estremo, reinventa il genere zombie e punta tutto sulla adrenalina, lo splatter e situazioni che richiamano gli spaghetti western. La prefazione dell'audiolibro è stata curata da Pietro Gandolfi, una delle penne più innovative e prolifiche del panorama horror italiano.

    domenica 30 aprile 2017

    Crash di Barbara Poscolieri

    Barbara Poscolieri ritorna nelle librerie con la sua ultima fatica:  "Crash" (Dunwich Edizione), vincitore del concorso letterario Dunwichlife e liberamente ispirato all'incidente di cui è rimasto vittima Alex Zanardi durante un gara automobilistica.
    Eccovi una breve sinossi del romanzo.

     Alessandro Alari è un giovane pilota romano della scuderia Speed-Y, in corsa per il titolo perde entrambe le gambe. Il mondo dei motori è sconvolto, così come tutte le persone vicine al pilota. Solo Alessandro crede che un ritorno alle gare sia ancora possibile, con o senza gambe.

     Inizia quindi un percorso di accettazione e di riabilitazione, supportato dalla fidanzata Federica, dai genitori e dagli amici, con l’obiettivo di riguadagnarsi il posto che  merita nella vita e in pista. Ma nel frattempo la Speed-Y ha trovato un nuovo pilota e sembra non credere nel suo recupero. 

    La fiducia di Alessandro vacilla e anche il rapporto con Federica ne risente. Si rifugia quindi nel suo piccolo paese d’origine, dove ritrova la serenità in una vita semplice. Ma il Grand Race invoca il suo nome e, per quanto Alessandro cerchi di ignorarne il richiamo, le corse restano parte di lui

    Ha accettato volentieri di rispondere a qualche domanda e devo dire che si è dimostra da subito una ragazza davvero simpatica.


          1)Dimmi chi è Barbara Poscolieri, presentati ai lettori del blog . 
      Prima di presentarmi li saluto! Ciao a tutti, sono felice di fare la vostra conoscenza! Sono una… si dice “ragazza” dopo aver passato i trenta? Io sono per il sì, quindi diciamo pure che sono una ragazza che tiene un piede nella realtà e uno nel fantastico. Lo faccio nella scrittura, scrivendo storie sia di genere fantastico sia di narrativa generale, ma lo faccio anche nella vita: unisco infatti una visione del mondo estremamente pragmatica e realistica all’abitudine, comune tra gli inventori di storie, di stare con la testa tra le nuvole e cercare sempre qualcosa oltre il visibile. Non credo sia un caso che abbia un lavoro molto “concreto” (sono un medico), ma tutte le mie passioni mi portino “altrove”: la scrittura, la lettura, i viaggi, lo sport… sono tutti mondi dentro al mondo.

    2) Perché e quando hai cominciato a scrivere. 
         Credo ci sia da fare una distinzione tra quando ho iniziato a inventare storie e quando ho effettivamente preso a scriverle. Alla prima non so rispondere: non ho ricordi del momento esatto in cui mi sono detta “ora faccio fare questo e quello al tal personaggio”, ma immagino che occorra risalire all’infanzia. In fondo, tutti i bambini inventano storie con i loro pupazzi. Voi non lo facevate? Quanto allo scriverle, quello è stato un passo che ho compiuto molto più tardi. Se per “scrivere” intendiamo l’atto volontario di mettere in forma di prosa decente le storie ideate, dando loro un inizio, uno svolgimento e una fine, allora dobbiamo escludere un bel po’ di tentativi abortiti e arrivare agli ultimi anni del liceo. È stata allora che la passione è esplosa.
    Del perché non ne ho idea, e in tutta onestà non mi interessa averne: scrivere fa talmente parte di me, della mia quotidianità, che sarebbe come chiedermi perché esco a fare una passeggiata o perché bevo il caffè dopo pranzo. Piacere, abitudine, necessità, desiderio, penso sia tutto questo e molto altro.

    3) Quando scrivi un libro hai già tutto chiaro nella mente?
    Una visione generale. Ho in mente di cosa voglio parlare, ossia la tematica, e l’ossatura grossolana della trama. Spesso ho piuttosto definiti anche i protagonisti, ma tutto il resto si aggiunge in un secondo momento: gli altri personaggi, i rapporti tra loro, l’ambientazione e tutti i dettagli che rendono tale un romanzo. Molti di questi si possono chiarire anche a scrittura già avanzata, per questo un romanzo non è “pronto” quando scrivi l’ultima parola e va visto e rivisto per dare la forma definitiva alla storia.

    4) Scrivi a penna o utilizzi il computer? 
      Scrivo con qualunque cosa. Quando sono a casa uso più spesso il computer, ma mi capita anche di scrivere quando sono fuori (come vi dicevo, è un’attività quotidiana e non posso limitarla al poco tempo che passo seduta al tavolo del soggiorno) e allora va benissimo carta e penna, tablet, cellulare… Datemi qualcosa con cui scrivere e io scrivo, sicuro.

    5) Un autore o libro che ami e quello che invece proprio non riesci a leggere
          Sono affettivamente legata a Tolkien e Brooks: il mio primo amore letterario è stato il fantasy e loro sono gli autori che me lo hanno fatto conoscere. Più di recente ho scoperto una vera e propria passione per King. Ma forse il libro che per me è stato più significativo è “Lettera a un bambino mai nato” di Oriana Fallaci: è uno di quei libri che un po’ ti cambiano.
    Quelli che invece non riesco proprio ad apprezzare sono i gialli: è un genere ostico per me e finisco sempre per annoiarmi.

       6) Vuoi parlarci del tuo romanzo appena uscito nelle librerie?

        Certo! “Crash” (pubblicato da poco con Dunwich Edizioni) è una delle cose che ho scritto che mi è rimasta più nel cuore!
    L’evento da cui ho tratto ispirazione è stato il tragico incidente che ha coinvolto Alex Zanardi nel 2001 al Lausitzring, durante una corsa automobilistica: quel giorno Zanardi ha rischiato la vita e ha perso entrambe le gambe. In molti si sarebbero arresi, ma lui non l’ha fatto ed è riuscito a dare non solo un nuovo corso alla sua vita, ma anche alla sua carriera di sportivo. È infatti prima tornato ai motori e poi è diventato campione olimpico di handbike.
    In una risposta precedente ho detto che, quando scrivo, la tematica mi è chiara fin dall’inizio e in “Crash” volevo parlare di forza di volontà, di rivincita, della capacità di rialzarsi dopo che la vita ti ha messo a terra. Ma non avrei mai osato parlare della storia vera di Alex Zanardi, perché quella è la sua storia (raccontata, peraltro, in due interessanti autobiografie che consiglio a tutti). Così ho creato Alessandro Alari, il protagonista di “Crash”, giovane pilota romano che gareggia in un campionato automobilistico anch’esso di fantasia: il Grand Race. Proprio nella gara di Roma, la sua città, Alari ha un incidente simile a quello di Zanardi, purtroppo con le stesse conseguenze. Il ragazzo si ritrova allora a dover affrontare la vita senza le gambe e a dover capire se le corse possano ancora farne parte. Supportato dalla fidanzata Federica, dai genitori e dal gruppo di amici dentro e fuori il mondo dei motori, Alessandro inizia un percorso che lo vede mettersi in discussione prima come uomo e poi come pilota.
    Ovviamente non vi dico qui dove lo porterà questo percorso e cosa scoprirà alla fine di esso, vi dico solo che le macchine e lo sport fanno solo da sfondo a una storia che vuole parlare più che altro di vita quotidiana.

    7) Meglio una casa editrice piccola o il self-publishing?
          Non credo ci sia una risposta giusta in senso assoluto e per tutti. Sono due scelte ugualmente valide, che possono soddisfare sia i lettori sia gli autori, purché il lavoro sia ben svolto. In entrambi i casi questo vuol dire un editing accurato fatto da professionisti, attenzione per ogni dettaglio del libro, una distribuzione che non costringa i lettori a fare la caccia al tesoro per reperire il titolo e una buona promozione. Che di questo se ne occupi una casa editrice o direttamente l’autore, fa poca differenza se viene fatto bene.

    8) Un consiglio che daresti agli esordienti?
     Veramente i consigli dovrei riceverli, non darli! Ricollegandomi alla domanda precedente, mi sento solo di consigliare di non scegliere mai e poi mai di pubblicare con case editrici a pagamento. Pubblicate con piccole realtà editoriali che fanno dignitosamente il loro lavoro, affidatevi al self publishing appoggiandovi a editor e grafici esperti, mandate i vostri manoscritti alle big sperando nel miracolo (vi auguro tanta fortuna!), ma non pagate una casa editrice per farvi pubblicare.

    9) Fatti una domanda con relativa risposta
         Che farai dopo aver risposto a queste domande? Leggerò un buon libro, mi pare ovvio!

    venerdì 28 aprile 2017

    UNa più del diavolo di Lorenzo Vargas




    Carissimi amici ed amiche del blog
    oggi ho il piacere d'intervistare Lorenzo Vargas un simpatico ed eccentrico ragazzo romano di origine, ma che vive nelle Marche. Ha esordito nel mondo della scrittura con “Pierre non esiste” (Bompiani, 2015), è appena uscito nelle librerie “Una più del Diavolo” pubblicato con la casa editrice Las Vegas.
    E' iscritto anche a giurisprudenza, ma preferisce impegnare il suo tempo a scrivere, romanzi o fumetti e curare il suo blog. Alla fine studiare è soltanto il suo piano B. Lui sa cosa vuol fare da grande: lo scrittore!






    Ciao Lorenzo vuoi raccontare ai lettori del mio blog di come hai iniziato a scrivere?
    Ciao Maria Lucia,
    non voglio raccontarti di come abbia iniziato a scrivere. È una storia che ha a che fare con i Pokèmon, la noia ed il sequestro di un Gameboy Advance. Nulla di interessante.
    Non ho nemmeno intenzione di raccontarti perché, nonostante il costante rinforzo negativo, abbia perseverato. Siccome qualcosa, però, devo dirla, mi limiterò ad indicarti 
    alcune opere, senza le quali sarei un essere umano del tutto diverso. Starà poi a te tirare le somme e fraintendermi nel modo più fantasioso possibile, che a ben pensarci è sempre meglio che raccontare a tutti la stessa storia su una lezione di matematica e un attentato terroristico.


    Vedo che conduci tu l'intervista, ma non dovresti limitarti a rispondere alle mie domande? Allora visto che vuoi parlarci dei romanzi che hanno influenzato la tua vocazione letteraria, prego parla pure!

    Cominciamo con 
    Sandmanuna graphic novel di Neil Gaiman. Tocca vette inarrivabili sia artistiche che letterarie e detiene l'incomprensibile primato di non essere insegnato a scuola nonostante la sua netta superiorità ad un buon 80% delle opere che vi si studiano.

    Segue 
    The Dresden Dollsil mio album preferito di sempre. Un pianoforte, una batteria, cerone e nevrosi. Forse hai già sentito Coin-Operated Boy in una pubblicità della Seven di alcuni anni fa. Sta di fatto che la cantante del gruppo, Amanda Palmer è un dono all'umanità.

    Quale libri consiglieresti ai tuoi lettori?
    Consigliare letture è una faccenda intima e delicata, adatta a porre fine a un matrimonio, ma siccome non vi devo sposare, sapete che c'è? Leggetevi Lo Strappacuore di Boris Vian, perché è bello, disperato e senza redenzione. Oppure potete leggere il mio, così vi fate due risate. Lo so, lo so, non sembro un allegrone, ma magari è solo la serata.

    Grazie Lorenzo per questa mini intervista, alla prossima.


    Grazie a te Maria Lucia, un saluto a tutti i lettori.


    Come avrete intuito, Lorenzo non ama molto essere intervistato, ha troppe cose da fare e poco tempo per tutto ciò che vorrebbe fare, esami compresi. Allora lo lascio libero, ma con l'accordo di terminare l'intervista con il prossimo libro.



    Autore: Lorenzo Vargas
    Titolo: Una più del diavolo
    Casa editrice: Las Vegas
    Pagine: 288


    Sinossi
    Nessuno in cielo o in terra ha la più pallida idea di dove sia e questa è cosa più grave di quanto possa sembrare. Perché il Diavolo è il contrappeso di una bilancia, senza il quale il Buon Dio™ potrebbe trovare eccessiva difficoltà a rimanere Buono ancora a lungo. Così Raziel, l’angelo dei segreti, determinato a risolvere la cosa da solo, dovrà rivolgersi all’unico eroe che l’umanità paia mettere a disposizione: Giovanni Archei, oscuro musicista, mai del tutto cresciuto.
    Insomma, l’umanità ha visto giorni migliori.







    domenica 9 aprile 2017

    Intervista a Mauro Fornaro

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    Carissimi amici ed amiche del blog, oggi voglio presentarvi un amico blogger e scrittore: Mauro Fornaro.  Sportivo, amante del basket e della letteratura americana.
    Visto l'uscita del suo libro "L'uomo che piangeva in silenzio", ho voluto intervistarlo lui simpaticamente ha accettato al volo.

    Ed ecco chi è il nostro amico scrittore Mauro.
    Se l'intervista non esaurisce la vostra curiosità non vi resta che..acquistare il libro.









    1) Dimmi chi è Mauro Fornaro, presentati ai lettori. 
    Sono un allenatore di basket, scrittore e blogger. Passo le mie giornate in palestra e a scrivere. 

    2) Perché e quando hai cominciato a scrivere. 
    Ho sempre avuto la passione della lettura, poi con gli anni ho iniziato anche a scrivere le prime poesie e poi, col tempo, ho "capito" che forse potevo scrivere tutti i giorni.

    3) Quali sono i tuoi modelli di scrittura, a chi ti ispiri quando scrivi? 
    Da appassionato di letteratura americana non posso non farti questi nomi: Fante, Lansdale, Bukowski, Hemingway, tanto per fartene alcuni. Spero comunque d'avere uno stile mio e non scimmiottare nessuno.

    4) Quale autore è stato determinante per pensare: "anch'io voglio scrivere". 
    Bukowski, mi ha insegnato che nella merxxa della vita, c'è sempre uno spiraglio per rincorrere il proprio sogno.

    5) Come ti piace scrivere al pc o usi carta e penna? 
    Entrambi! scrivere con il pc è comodo e facile, però la penna ha quel fascino e quell'intimità che il pc non potrà mai avere.

    6) Quando scrivi un libro hai già tutto chiaro nella mente? 
    Assolutamente no! Sono convinto che sia lui a farsi scrivere, io lo aiuto solo ad uscire allo scoperto.

    7) Hai appena scritto un libro "l'uomo che piangeva in silenzio", in uscita proprio questi giorni, vuoi presentarlo ai nostri lettori? 
    E’ la storia di uno scrittore, tanto per non andare lontano, in crisi con se stesso e con il mondo. Solo l'amore lo potrà salvare. diciamo che è a lunghi tratti autobiografico.

    8) Perché dobbiamo acquistare il tuo libro? 
    Perché è un libro che fa riflettere e mette a nudo le emozioni di uomo.

    9) Il tuo libro è un romanzo breve, molti lettori snobbano i romanzi brevi, spiega ai lettori, come hai fatto nel tuo blog, perché non sono così importanti il numero delle pagine per affrontare una buona lettura. 
    Molti lettori più che snobbare certi tipi di libri, ne comprano uno all'anno. Quello di cui hanno letto la recensione in una rivista dal dentista. E spesso si imbattono in libri di molte pagine e sempre di grandi editori. Detto questo, il problema non sono le pagine di un libro, ma il messaggio che lancia il libro. Pensare che solo un romanzo di 500 pagine abbia dignità, vuol dire fare categorie nella scrittura. Mentre io penso che tutto, poesie, racconti, romanzi brevi e non, siano di serie a.


    http://www.edizionidelfaro.it/libri/l%E2%80%99uomo-che-piangeva-silenzio


    martedì 7 marzo 2017

    Intervista a TIZIANA LIA



    Carissimi lettori
    oggi nel mio blog ho il piacere di presentare una giovane scrittrice emergente: Tiziana Lia. 
    Tiziana ha già scritto due libri: Ai confini del cuore e Noi all'orizzonte, di cui vi allego la sinossi in fondo alla pagina. 
    Tiziana è una persona allegra e serena mette allegria conversare con lei, il suo motto è:

     "Mi alzo al mattino e tutto è già di un meraviglioso color giallo", e riesce  a trasmettere la sua serenità e gioia di vivere anche attraverso una sola intervista. 
    • Chi è Tiziana, vuoi dirlo ai lettori del blog?

    Sono una persona normalissima, non amo lo shopping, vivo con mio marito e i tre figli alle porte della capitale. Di base sono una sognatrice, e forse è anche per questo che molto spesso ho il sorriso sulle labbra. 

    • Quando hai iniziato a scrivere e perché

    Ho iniziato a scrivere alle scuole medie, su una vecchia agenda scaduta. La fantasia non mi è mai mancata, ma solo da adolescente più cresciuta, grazie alla macchina da scrivere ho iniziato ad accarezzare il sogno di scrivere e far conoscere i miei scritti. Peccato che alla fine non ho mai avuto il coraggio di buttarmi, almeno fino al 2010 anno in cui ho pubblicato un’acerba versione del mio primo romanzo, poi rivisto del tutto e ampliato, attualmente su amazon con il titolo Ai confini del cuore (2015). Perchè scrivo? Beh amo sognare, immedesimarmi nelle storie; la mia fantasia è un cavallo indomabile e per me la scrittura è ossigeno.

    • Hai un metodo per scrivere, degli orari preferiti?

    Non ho un metodo, né degli orari. Fosse per me, quando ho un’idea da sviluppare e una storia cui far prendere forma, scriverei in qualsiasi momento. La fantasia galoppa e detta ogni regola. Purtroppo con il lavoro e la famiglia da seguire, rosicchio il tempo appena posso.

    • Quali sono i tuoi autori preferiti?

    Premetto che negli ultimi anni sto leggendo soltanto autori e autrici self, in loro ho scoperto la grandissima capacità di regalare storie ed emozioni che spesso i grandi e osannati romanzi di libreria non donano. Il mio autore preferito è comunque Ken Follett.

    • L'ultimo libro che hai letto?

    L’ultimo libro che ho letto fino alla fine (perché un altro è in lettura in questo periodo) è Emma la vita non perdona di un’autrice emergente: Emme X, disponibile su amazon.
    L'autore o autrice che ha maggiormente influenzato la tua scrittura?
    Beh, forse chi ha influenzato la mia scrittura è Ken Follett, perché adoro gli intrecci che sono sempre presenti nei suoi romanzi, amo il suspense che non manca mai e anche alcune scene d’amore e passione che non mi dispiace leggere tra le sue righe. In pratica nei suoi romanzi c’è tutto e anche io amo fare altrettanto nei miei scritti: romantici ma non smielati e sempre con un occhio attento all’attualità in modo che un lettore vi si possa ritrovare.

    • Ad una lettrice che vuole iniziare a scrivere quali consigli vuoi dare?

    Beh, posso dare solo la mia esperienza perché anche io in fin dei conti sono agli inizi. Le idee per un romanzo sono sempre più o meno buone, e lo stile lo si acquisisce col tempo. Io leggo appena posso, così ho modo di notare lo stile altrui, ma anche tutte quelle sottigliezze che nascono dall’esperienza. Un argomento a parte invece è l’editing: su come correggere in modo perfetto o quasi un romanzo non si finirebbe mai di parlare. In questo mi ha aiutata parecchio un’altra scrittrice, che aveva molta più esperienza di me, che mi ha donato piccoli e fondamentali consigli. Quello che posso dire è che la parte dello scrivere è forse quella più semplice. La correzione e la rilettura sono una fase da ripetere almeno quattro volte e non è detto che siano sufficienti.

    • Meglio auto-pubblicarsi o cercare una casa editrice?

    La casa editrice forse è il sogno che tutti inseguono, ma è complicato accedervi. Almeno nella mia piccola esperienza ho notato che bisogna avere una storia originale e uno stile accattivante, ma anche un certo numero di fan, di lettori che non ti abbandonano. In tal modo, con l’autore la casa editrice “acquisisce” uno zoccolo di lettori. Una CE, tuttavia, sia digitale che classica, impone alcune regole agli autori: lunghezza del testo, argomenti da trattare in base a ciò che vuole il mercato etc. L’auto-pubblicazione invece permette allo scrittore di essere indipendente, anche se la strada da percorrere senza nessuna sponsorizzazione è difficile. Cosa sia meglio? Non saprei dire. Ognuno ha la propria opinione in merito. Personalmente ho sperimentato solo l’auto-pubblicazione e aver potuto scrivere ciò che sentivo, senza limiti o condizioni di battute, finora mi ha appagato.

    • L'emozione del tuo primo libro, vuoi raccontarla?

    Il mio primo romanzo in realtà era il quinto che tenevo nel cassetto. Quando l’ho pubblicato la prima volta credevo fosse perfetto ma una lettrice mi ha posto una domanda e mi ha messo in crisi. Non era poi così completo come pensavo. Quando finalmente l’ho rieditato, sviluppando meglio i personaggi nel lato psicologico, allora sì che mi sono davvero commossa. Lì c’era Tiziana, il mio io più intimo, intenso. E ho scoperto che anche per il secondo romanzo, appena uscito e dal titolo Noi all’orizzonte, c’è sempre commozione, trepidazione, speranza. Ogni volta le emozioni si ripetono perché ogni romanzo è una parte essenziale di me.

    • Se avessi l’opportunità di conoscere i tuoi lettori uno a uno, cosa domanderesti loro?

    Per un’autrice che si auto-pubblica il cammino è arduo. Oltre alla scrittura e all’editing poi c’è il duro ostacolo del farsi conoscere. Cerco di partecipare a presentazioni nei gruppi social per interagire con  chi ama leggere. Quello che vorrei chiedere a tutti i miei lettori è il loro parere su quanto hanno letto, se è piaciuto il romanzo, quali sono i lati deboli. Una recensione e/o un commento su amazon, che possa far conoscere ad altri l’opinione di chi ha già letto. E anche un passaparola. Dopo tanto lavoro e dopo aver regalato momenti di evasione, un autore merita una piccola carineria no? 











    Sinossi di Ai confini del cuore:

    A quasi trent’anni, Fanny desidera soltanto un lavoro sicuro per ottenere l’affido di suo figlio Ben. L’amore non è tra le sue priorità ma l’incontro con Ray sconvolge i suoi equilibri. Separato e padre di due bambine, lui comprende le sue paure e i suoi sbalzi d’umore. E non chiede che amarla. Il passato, però, soffoca Fanny: abbandonarsi a un uomo significa perdere il controllo della propria vita. Come lasciarsi andare ai sentimenti? Ray non è disposto a restare ai margini della sua vita: amarlo o lasciarlo. Convinta di non essere la persona che possa rendere felice un uomo speciale come lui, Fanny sceglie la carriera e lascia San Diego per Los Angeles. E quando rischia di perdere suo figlio, affronterà il suo peggiore incubo da sola. Ma lo sarà davvero?

    Sinossi di Noi all'orizzonte:
    Zoe ha una vita soddisfacente: viaggi, begli abiti, una casa elegante, un uomo, Fabio, con cui convive da otto anni e con il quale partecipa ai salotti di Roma. Unico neo il trasferimento del suo compagno in un’altra città per motivi di lavoro nel momento in cui lei ha perso il suo. Sarà una promessa rubatale dalla vicina, l’anziana Elide, a condurla a Borgo Trilussa, un centro accoglienza per ragazzi: dovrà sostituire la dirimpettaia in cucina, come volontaria. Al Borgo Zoe conosce un ambiente nuovo: il suo carismatico direttore, il vecchio Sebastiano Trilussa, è un padre per quella decina di giovani svantaggiati che cercano di trovare la loro strada. Lì si respira aria di casa, genuinità, affetto e lei ne rimane affascinata. È stupendo accorgersi delle piccole cose che prima dava per scontato e a poco a poco Zoe inizia a cambiare. Un cambiamento che ha anche un nome: Isaac. Anche lui cresciuto al Borgo, è un tipo introverso, misterioso, affascinante e ha un passato dal quale vuole riscattarsi. Zoe e Isaac percepiscono l’alchimia che li lega e si trovano stretti tra due fuochi: l’attrazione che li unisce e i mondi diversi ai quali appartengono. Tuttavia, scopriranno sulla loro pelle che non tutto è come sembra e che la vita a volte prende pieghe inaspettate, dolorose ma rivelatrici. In un crescendo di verità taciute, promesse, menzogne e sottintesi, le vite di Zoe, Isaac, Fabio e degli altri protagonisti s’intrecceranno più di quanto loro stessi pensino…

    https://www.amazon.it/Noi-allorizzonte-Tiziana-Lia/dp/154270801X

    https://www.amazon.it/confini-del-cuore-Tiziana-Lia-ebook/dp/B00SK7AY9W



    venerdì 27 gennaio 2017

    Intervista a Federica Pannocchia

    Oggi vi presento l'intervista ad una giovane autrice che ha scelto di esordire con un libro dedicato all'olocausto, una storia forte, dolorosa ma anche pervasa di speranza ed inno alla vita.

    Sofia Domino (pseudonimo da scrittrice di Federica Pannocchia) è nata a Livorno il 15 ottobre 1987. Ha cominciato a scrivere all’età di sette anni riempiendo prima quaderni e passando poi alla macchina da scrivere e infine al computer. Solitamente scrive per se stessa, per la gioia di farlo. Ama viaggiare e vivere nuove esperienze. Ha vissuto un anno a Londra e vari mesi negli Stati Uniti, ma sono numerosi i viaggi che vuole ancora fare. Nel 2015 ha fondato l’Associazione di volontariato Un ponte per Anne Frank con lo scopo di tenere viva la memoria e di lottare per un mondo privo di discriminazioni, persecuzioni, guerre e ingiustizie. Numerosi i programmi dedicati anche ai bambini e all’importanza dei diritti umani.

           1. Chi è Federica e chi è Sofia, perché hai usato uno pseudonimo?


    Federica è il mio primo nome, mentre Sofia è il secondo nome di mia madre e anche lo pseudonimo che, due anni fa, scelsi come scrittrice. Un nome al quale comunque tengo molto. La prima volta che pubblicai Quando dal cielo cadevano le stelle lo feci attraverso il self-publishing e non mi aspettavo alcun riscontro. Adesso invece che con gli anni ho anche fondato l’Associazione di volontariato Un ponte per Anne Frank (naturalmente con il mio nome di battesimo) e ho avuto la grande occasione di ri-pubblicare Quando dal cielo cadevano le stelle con una casa editrice, naturalmente ho deciso di non “nascondermi” dietro uno pseudonimo ma di ringraziare “personalmente” tutti i miei amici, lettori, blogger e naturalmente sostenitori della mia Associazione che sin dall’inizio hanno supportato i nostri programmi e Quando dal cielo cadevano le stelle.

           2. Quando hai cominciato a interessarti al tema della Shoah? 

    Sin da bambina. Ricordo che ero molto piccola quando lessi per la prima volta Il Diario di Anne Frank e ne rimasi molto colpita. Diciamo che è “grazie” ad Anne se mi sono avvicinata a questa tematica, proprio perché ho riscontrato in lei molti miei lati e,  inoltre, condividiamo la passione per la scrittura. Però non riuscivo a capire come le persone potessero essere costrette a nascondersi, la persecuzione, la deportazione… Era un qualcosa che non riuscivo a comprendere e ancora oggi le domande che mi tartassano la mente sono molte. Troppe.
           
            3.Perché hai creato un’Associazione dedicata ad Anna Frank?

    Penso che i profondi messaggi di Anne legati al perdono del prossimo e alla tolleranza siano molto importanti. Inoltre Anne Frank è un volto noto, rappresenta tutti quei bambini che persero la vita durante il periodo del nazionalsocialismo, ma non solo. Rappresenta anche tutti quei bambini, quelle persone, che ancora oggi stanno soffrendo e sono vittime di persecuzioni e discriminazioni. Inoltre nel 2014 sono entrata in contatto con Buddy Elias – cugino di Anne Frank – e gli espressi il mio sogno, il mio bisogno, di aprire anche in Italia un’Associazione che con onore avrebbe portato il nome di Anne Frank e sapere di aver ricevuto subito il suo supporto è un grande onore. Oggi lavoriamo a livello nazionale con scolaresche, Associazioni e privati. Non solo tramandiamo la storia della famiglia Frank, preserviamo la Memoria e ci occupiamo di bambini attualmente bisognosi, ma lavoriamo anche per incoraggiare a divenire cittadini attivi e responsabili, a prendere le nostre scelte. Per una società migliore.

             4. Parlaci del tuo libro in poche righe.  

    Quando dal cielo cadevano le stelle racconta la storia di Lia, ragazzina italiana di 13 anni. Lia è ebrea e all’arrivo delle leggi razziali non capisce come lei e la sua famiglia, che non hanno mai fatto del male a nessuno, siano d’improvviso additati come il nemico. Seguiamo la storia di Lia, quando è costretta a lasciare la scuola, a nascondersi, il momento in cui si innamora per la prima volta… sino al fatidico 16 ottobre 1943, giorno in cui la Comunità Ebraica di Roma fu rastrellata. Vediamo Lia dietro il filo spinato dei lager nazisti e sino alla fine lotterà per tornare a casa, nella sua amata Roma. Per riacquistare la sua libertà, identità, dignità. Fino a quando…
    Non posso aggiungere altro, posso però dire che nonostante il dolore e i luoghi di morte presenti nel mio libro, Quando dal cielo cadevano le stelle è una celebrazione alla vita, a ogni singolo istante che abbiamo. Perché tutto questo è davvero prezioso.

               5. Quale messaggio vuoi far arrivare a chi ti legge?

    Vorrei che i lettori potessero non solo approfondire le loro conoscenze sul dramma della Shoah ma anche rendersi conto  che non tutto è solo bianco o nero. Che ci sono anche delle sfumature in ogni situazione. Auschwitz – Birkenau è un luogo fatto da uomini per altri uomini. Hitler prima di essere un dittatore era un uomo, Mussolini lo era. Le SS lo erano, gli ebrei, zingari, oppositori politici… erano per prima cosa persone. Ed è difficile rispondere alla domanda: le SS erano tutte vittime o carnefici? Le persone internate nei lager nazisti erano tutte quante vittime, o anche carnefici? Questo perché si tratta di situazioni complicate, piene di sfumature. Dunque, non dobbiamo far vincere il pregiudizio, ma dobbiamo imparare a ragionare con la nostra testa.
    E, come accennato, spero tanto che i lettori possano rendersi conto di quanto sia importante amare la vita, questo dono immenso che ci è stato fatto!

             6. Quali autori hanno influenzato la tua scrittura? 

    Leggo per la gioia di farlo e anche perché penso che leggendo si possa imparare molto sulla scrittura. Non ho un autore preferito e neanche qualcuno che mi abbia influenzato nella scrittura. Ricordo però che da bambina adoravo i libri di Bianca Pitzorno, con protagoniste un po’ particolari ma sempre forti e determinate e diciamo che il suo stile mi è rimasto un po’ nel cuore. 

             7. Un autore che proprio non ti piace? 

    Non mi piacciono quegli autori che scrivono per la fama. Che pubblicano libri vantandosi e cercando solo di dimostrarsi belli e bravi. Secondo me, però, non sono neanche scrittori ma persone che approfittano della scrittura e della possibilità di pubblicare con grandi CE per sperare di vendere best – seller.

             8. Un autore che al contrario ti piace moltissimo?

    . Anne Frank. Bianca Pitzorno.

             9. Fatti una domanda. 

    Vediamo… Come ti vedi fra dieci anni?

              10. Datti una risposta.

    Be’, tra dieci anni mi vedo sempre a scrivere, e a continuare i programmi della nostra Associazione di volontariato Un ponte per Anne Frank, magari lavorando con ancora più giovani, per essere sempre più d’impatto, e avere così la possibilità di raggiungere e aiutare sempre più persone. E poi spero tanto di poter aprire un grande Centro Un ponte per Anne Frank a Firenze… Ci sto lavorando e vedremo che cosa ne uscirà!



    martedì 27 dicembre 2016

    Intervista ad Antonia Romagnoli


    Nei giorni scorsi ho intervistato Antonia Romagnoli scrittrice di romanzi fantasy e romance, autrice di racconti per l'infanzia e  blogger. Una donna poliedrica, dotata di grande umorismo, e  bravura. Riesce a destreggiarsi tra casa, famiglia e scrittura con eleganza e destrezza. Ha scritto decine di libri, tra cui alcuni dedicati al mondo dell'infanzia. Ha un sito ed un blog personale. Collabora con importanti siti, tra cui Cultura al Femminile, di cui ha curato anche la costruzione del sito.
    E' stata finalista al Premio Galassia 2006, per il racconto “Roiter” successivamente pubblicato nella rivista di fantascienza “Robot”, ha esordito con alcuni racconti fantastici in riviste e antologie. Nel 2006 ha pubblicato il racconto Pioggia nella collana Spesso Sottile di Giovane Holden editore.

     Potrei continuare, ma lascio spazio alle domande che le ho posto.

    1)Dimmi chi è Antonia Romagnoli in tre righe.
    Antonia e casa: sono mamma di tre figli e lavoro da casa. Detto questo è detto tutto!
    Antonia e libri: sognatrice e romantica da sempre, leggere e scrivere sono parte di me.
    Antonia e web: fra blog personale e costruzione di siti, gli ultimi anni sono stai molto… virtuali!

    2) Perché e quando hai cominciato a scrivere.
    Scrivo da quando ho cominciato a tenere la penna in mano, da ragazzina fiabe e racconti, poi i primi tentativi di romanzo. È stato però da adulta, dopo la nascita dei primi due figli, che la scrittura è diventata una parte fondamentale della mia vita.

    3) Quanto è importante il periodo Vittoriano e perché.
    L’epoca romantica, densa di luci e di ombre, di cambiamenti, di magia, di regole pulite e di trasgressioni nascoste, non smette di affascinarmi. Per questo ho deciso di concentrare su questo periodo le mie ricerche (e gli articoli per il blog): per come mi fa sentire… a casa!
    Il mio grande amore è il periodo Regency, quello di Jane Austen, ma in generale ho scoperto nell’Ottocento Inglese una fonte inesauribile di ispirazione.

    4) Passi dal Fantasy ai romanzi d'amore ed alle fiabe, c'è un filo che lega questi differenti stili di scrittura?
    Il filo conduttore credo sia il mio bisogno di sognare, di velare il mio pensiero e di veicolarlo attraverso il fiabesco. Amo il lieto fine, mi piace creare storie consolanti, perché io per prima cerco in esse un rifugio. L’amore è in tutte le mie storie, in tante e diverse forme. Come dovrebbe essere nella vita, d’altra parte.



    5) Quali sono i tuoi modelli femminili di scrittura.
    Ovviamente Jane Austen, che rileggo sempre con grande piacere, ma anche molte autrici che si occupano del genere rosa storico. Ho amato Candace Robb e il suo medioevo giallo. La prima autrice che porto nel cuore è la Lindgren, grande penna non solo della narrativa infantile ma anche fantastica.

    6) Quando scrivi un libro hai già tutto chiaro nella mente?
    Di solito quando comincio la stesura sì, salvo poi scoprire che i personaggi e la storia decidono altrimenti rispetto al mio progetto. Non faccio spesso scalette, ma è capitato per la saga, quando ho dovuto fare i conti con un progetto molto ampio.


    7) Scrivi a penna o utilizzi il computer?
    Scrivo a computer, ho abbandonato la penna da quando ho avuto la possibilità di usare la tastiera. All’inizio mi affascinava l’idea di vedere la mia pagina come se fosse quella di un libro vero, poi col tempo ho apprezzato le comodità offerte dal PC.

    8) Un autore che ami
    Domanda difficile! Ne amo tanti!!! M. R. James: fantasmi che proprio devo ritrovare una volta l’anno!

    9) Un autore che proprio non ti piace
    Questa è facilissima: Verga. È l’opposto di ciò che mi piace leggere!

    10) Il libro che ha segnato la tua vita
    Ho libri legati a ricordi importanti. Labirynth e la Storia Infinita; Orgoglio e Pregiudizio; Anna Karenina. Io e la Mamma della Forbes. E i libri dei miei amici, che mi hanno sempre regalato emozioni importanti.

    11) sogni nel cassetto?
    È così pieno da far paura. E infatti ne ho paura: il tempo scorre troppo in fretta e per realizzarli ce n’è sempre meno. Sto combattendo contro la depressione da molti anni, il sogno principale è quello di vivere libera da questa cappa grigia.  Questo è il sogno che voglio e posso realizzare.
    Il sogno irrealizzabile è… un grandissimo issimo issimo editore azzurro che sposi i miei libri per farli vivere felici e contenti.

    12) Fatti una domanda
    Una domanda che mi faccio spesso: vale la pena di continuare a scrivere in questo mondo di scrittura 2.0?

    13) Datti una risposta.
    Scrivo perché amo farlo, ma a volte questa realtà “editoriale” è così demoralizzante! A volte mi verrebbe voglia di uscire dal vortice di social e di post per vivere i miei libri più serenamente. Scrivere è sempre magico, ma la parte della promozione mette a dura prova, per dirla con Mrs. Bennet, i miei poveri nervi!

    Grazie Maria Lucia per avermi ospitata e auguri di buone Feste a te e ai lettori che ci hanno fatto compagnia oggi!
    Grazie a Te Antonia per la simpatia e disponibilità!

    Ecco i link di alcuni suoi libri su Amazon:
    https://www.amazon.it/dama-grigio-Antonia-Romagnoli-ebook/dp/B0192AVQ6U

    https://www.amazon.it/Il-Libertino-di-Hidden-Brook-ebook/dp/B01N02WAI3/ref=pd_cp_351_1?_encoding=UTF8&psc=1&refRID=N213H2HYW0DHBQSN7T74

    https://www.amazon.it/segreto-dellalchimista-Odissea-Digital-Fantasy-ebook/dp/B015K0RR8M
    La lettrice di cartadiMaria LuciaDesign byIole