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sabato 18 giugno 2016

Sformato di riso e melenzane

Buongiorno donne e uomini del web
oggi voglio regalarvi un suggerimento diverso, niente libri, racconti o poesie ma una piccola ricetta semplice veloce e gustosa.
La foto non rende molto, ma il sapore è gustosissimo ve lo assicuro, la mia famiglia ha voluto il bis!!! Nella foto della ricetta avevo usato solo due melenzane, vi consiglio di usarne tre.


SFORMATO DI MELENZANE

DOSI
  • 500 gr di riso riso 
  • sale q.b.
  • 1 bottiglietta di salsa di pomodoro
  •  tre melenzane
  • 2 mozzarella 
  • 2 h di scamorza 
PROCEDIMENTO


Ho fatto rosolare dell 'aglio e peperoncio nell'olio extra vergine che poi ho tolto ed ho messo la salsa di pomodoro una bottglia piccola, il riso deve risultare colorato ma non troppo,
dopo qualche minuto ho aggiunto il riso per farlo tostare e mano a mano ho aggiunto del brodo caldo. Ho fatto cuocere il riso x circa 15 minuti, deve comunque restare al dente.
Intanto ho fritto TRE  melennzane tagliate e fette in abbondante olio caldo.
Quando il riso è pronto vi ho aggiunto due uova e ho mescolato velocemente quindi ho rivestito uno stampo con le melenzane e vi ho versato metà del riso.
Nel frattempo ho fatto saltare in padella, velocemente, dei pomodorini tagliati a pezzettini e privi dei semi, quindi li ho sistemati nel cuore del timballo e vi ho aggiunto mozzarella e scamorza tagliati a dadolini, una grattata di grana ed ho ricoperto il tutto con il riso rimasto.
Quindi ho infornato per 15/20 minuti.

Con queste dosi ho fatto due stampi  

Buon appetito da Maria Lucia

sabato 16 aprile 2016

biscotti integrali


Buongiorno donne e uomini del web, oggi voglio darvi una ricetta, semplice, veloce da preparare e buona: Biscotti Integrali.
Ingredienti
300 grammi di farina integrale
150 di zucchero
1 uovo intero
2 bicchieri di latte
1 bustina di lievito
una grattugiata di scorza di limone
Procedimento
Mettete tutti gli ingredienti in una ciotola e mescolate bene l'impasto, quindi fate riposare un pò.
Dopo potete stendere l'impasto  e fate delle formine, oppure fate dei piccoli rotoli che poi tagliate e schiacciate con le mani. Stendete i biscotti su una teglia foderata con della carta forno, quindi infornate a 180° per 15/20 minuti. Fate raffreddare e metteli in una scatola di latta.
Da gustare al pomeriggio accompagnati da una tisana e leggendo un libro.





giovedì 3 marzo 2016

trippa piccante calabrese

Nel libro tra due mari di Carmine Abate, appena recensito nel blog, dopo qualche pagina, Giorgio Bellusci, uno dei personaggi del libro, incontra un fotografo tedesco Hans che lo aiuta in quanto è stato appena derubato della vespa, indumenti e soldi. Nascerà tra i due un'amicizia profonda proprio in quella terra così aspra, dura ma che ti ripaga nei paesaggi, nella luce, nel mare. Profumi di terra che si mescolano con l'odore del mare, profumi di frutti, di cibo... I due personaggi si fermano in una piccola trattoria dove mangiano pastasciutta e trippa piccante, innaffiata da buon vino. 
Già ne ho annusato il profumo che si spande non solo nel piatto fumante dei due personaggi, ma anche nelle mie narici, ecco allora che mi sono messa a ricercare la ricetta che vi riporto molto volentieri e che presto preparerò, magari un pò meno piccantina per non scontentare i familiari.


Trippa piccante calabrese


INGREDIENTI:

fegato, polmone, cuore e trippa di maiale
salsa di pomodoro
aglio
peperoncino rosso fresco
olio
sale

PREPARAZIONE

Tagliate tutta la carne a piccoli bocconcini, quindi versate dell'olio abbondante in una padella, aggiungete l'aglio e uno o due (se la volte molto piccante) peperoncini tagliato a fettine, quindi aggiungerete la carne e fatela rosolare bene.
Quando la carne è ben rosolata unite la salsa di pomodoro, aggiuntege anche un pò di estratto di pomodoro in tubetto, fate cuocere per almeno mezz'ora lentamente fino ad asciugare quasi tutta la salsa.
Servite nelle ciotole ed aggiungete qualche fogliolina di basilico fresco.
Servite con del pane di grano duro tagliato a fette o a dadolini come preferite.


domenica 28 febbraio 2016

Ricetta e racconto: il conto delle minne

Il conto delle minne dell'autrice Giuseppina Torregrossa, ovvero il racconto dei seni. Non è un libro erotico tranquille, ma non vi rassicuro perché sono bigotta e non li leggo, semplicemente è la storia di una famiglia siciliana.

Agata tutti gli anni vuole la nipotina Agatina con sè per insegnarle la ricetta delle minne di Sant'Agata, è importantissimo per la loro famiglia, infatti la giusta e corretta preparazione del dolce li protegge da tutto e li preserva da malattie, è un'assicurazione per la salute . Attraverso questa ricetta,che si trasmette da madre in figlia, e, la storia della Santa, raccontata in modo molto folcloristico, si svelano insegnamenti e segreti intimi della famiglia. Questi insegnamenti sono necessari perché rendono più forti le donne, le aiutano ad affrontare le avversità con coraggio, forza e determinazione.
Già aprendo il libro troviamo stampato un pizzino ed una foto di nonna Agata, che leggeremo più avanti nella trama, ma la sorpresa la troviamo anche al termine, prima di chiudere il libro per riporlo in biblioteca, troviamo la ricetta delle minne di Sant'Agata, scritte a mano su un quaderno.
Le religiosità delle donne protagoniste del libro è sempre presente, la loro devozione alla Santa le fortifica, e le aiuta a superare anche situazioni difficili, come nel caso della nonna Agata, il cui amore per  la Santa le fanno superare la paura delle botte del marito che voleva inpedirle di recarsi in Chiesa per pregare davanti alla statua della Santa. Nel libro leggiamo con piacere il difficile rapporto con la madre, quello recuperato con il padre, la storie delle zie che forse non hanno pregato abbastanza la Santa. L'ultima parte del libro è dedicata a lei, Agatina che è diventata grande tra minne e preghiere, la sua storia d'amore complicata e gli insegnamenti della nonna che ricorda puntualmente;  non aggiungo altro per non togliervi la magia di questa trama tutta sicula che v'immerge nell'atmosfera siciliana degli usi, dei costumi. delle devozioni, dei giudizi e dei pregiudizi.
E' un libro che ci regala emozioni, calde ed avvolgenti proprio come il sapore delle cassatelle che quando le mordi ne assapori il gusto morbido dell'interno.
...montagnole bianche, messe vicine a due a due, che invitavano prima a toccarle, poi a leccarne la glassa e infine a morderle delicatamente per non ferirle...
La storia è un piccolo squarcio su questa regione, con le sue contraddizioni che sembrano racchiudersi nella città di Palermo, dove, come dice l'autrice, ..."il sacro e il profano vivono in un rapporto di contiguità fisica come in nessun'altra città...
E' una storia di profumi, di emozioni, di devozione, di donne forti...
E' una storia tutta da leggere.

Adesso visto che avete letto tutta la recensione vi riporto la ricetta scritta anche nel libro.
La festa di Sant'Agata si celebra il 5 febbraio.

Minne di Sant'Agata



Dovete preparare la pasta frolla e la glassa

IL RIPIENO

500 gr di ricotta di pecora
100gr di canditi
100 gr di scaglie di cioccolato
80 gr di zucchero.
Lavorare la ricotta e lo zucchero fino a farla diventare una crema, unire i canditi e la cioccolata, quindi far riposare per almeno 1 ora in frigo

PREPARAZIONE

Imburrare e infarinare dei stampini rotondi, per dare la forma di seno al dolce, stendere la pasta frolla sottile. Foderare gli stampini e mettervi il ripieno e chiuderli sempre con la pasta frolla. Capovolgerli su una piastra unta e infarinata, metterli in forno a 180° per 25/35 minuti.
Estraete le cassatine e colate sopra la glassa.
Alla fine per trasformarle in piccoli seni porre una ciliegina candita.




domenica 21 febbraio 2016

Ancora Petronilla

Ancora Petronilla
Ciao a tutti/e
ieri vi ho parlato di Petronilla non so quante di voi conoscono questa cuoca della prima metà del novecento; comunque e' stata una donna che ha suggerito molte ricette adatte per chi non solo aveva poco denaro, ma per  chi, in tempo di guerra, oltre a risparmiare doveva inventarsi davvero come cucinare con la mancanza o la penuria di molti ingredienti. 
Sul sito Chef4prof ho trovato la ricetta autentica della nostra amata cuoca che insegna come fare un'ottima maionese senza olio. 
Perchè non provarla allora, magari chi, come me, si ritrova con dei chili in più, possiamo gustarla senza sentirci in colpa verso la nostra odiata bilancia.
Allora forza proviamola e poi magari ditemi se vale la pena mangiarla! 

Io direi di si, guardate come è invitante questa maionese accompagnata con dei crostini....Vado a prepararla a domani.
FML














Sospira l'una e sospira l'altra: “ Squisiti sono i pomidoro crudi con un giallo e sodo ponticello sopra ciascuno ma …. “ , “Ultra squisita è un'insalata di varie verdure lesse, ma …..“
Ma … come poterli preparare questi piattini prelibati e tutti quanti adatti anche ai tempi attuali, se tutti quanti esigono la gialla salsa maionese, e se la salsa maionese esige – oltre a uova, limone, e lunghissimi rimescolamenti – anche olio tanto, tanto, tanto ? Come fare ?
Ebbene, si può. Con un solo tuorlo, un solo cucchiaio di olio, il succo di un limone e gli indispensabili rimescolamenti, si può presentare una salsiera colma di soda e squisita maionese purchè …. Si possieda un mortaio di marmo con il suo relativo pestello di porcellana o di legno.
E se volete fare l'esperimento di questa maionese che di un solo cucchiaio intacca la bottiglia dell'olio ….
Lessate una patata grossa quanto un grosso uovo; pelatela; pestatela e ripestatela nel mortaio; aggiungete un torlo d'uovo crudo, un pizzico di sale e con il pestello pestate e ripestate; unite un cucchiaio (uno solo) d'olio, e ancora pestate, pestate e ripestate; lasciatevi sgocciolare tutto il succo di un bel limone succoso, e pestate, e pestate, e pestate sino a che avrete ottenuto una pastella spumosa, levigata e soda …… talmente anzi soda che (se la consistenza ne fosse eccessiva) dovete anche aggiungere un goccio d'acqua per ridurla alla giusta consistenza di una comune maionese.

sabato 20 febbraio 2016

Petronilla tra storia e ricette

Le donne devono sempre lottare per  affermarsi nel mondo culturale e del lavoro. Sicuramente alla fine dell'ottocento la lotta è stata più dura. Lo ha sperimentato molto bene Amalia Moretti Foggia, una donna mantovana, con due lauree, di cui una in medicina, fu la terza donna medico in Italia, cultura socialista e amicizie con la borghesia bene di fine ottocento, tra i tanti nomi ricordiamo Anna Maria Mozzoni, Anna Kuliscioff e Franca Pieroni Bortolotti, vantò amicizie anche nel mondo culturale con donne di grande calibro come Ada Negri e Sibilla Aleramo.
Amalia ha dovuto scegliere un pseudonimo per poter scrivere nella rubrica di Medicina sul giornale:La Domenica del Corriere, il suo nome maschile era AMAL o meglio dottor Amal e dispensava consigli, tisane , creme, decotti e altro. Una donna medico che rispondeva alle varie domande dei lettori non era plausibile, per cui nonostante esercitasse la professione medica, dovette ricorrere a questo espediente, rimanendo nell'ombra. Anche per la cucina ricorse ad uno pseudonimo, sicuramente come nome molto più allettante e di larga presa nel cuore delle donne italiane, che subito amarono e seguirono questo personaggio:PETRONILLA.
La sua rubrica era seguitissima ed ebbe un notevole successo, il personaggio di Petronilla era vicino alla gente soprattutto nel periodo della guerra, insegnò a cucinare e a a farlo con poche lire e con pochi ingredienti, anche perché in periodo di guerra molti erano introvabili, lo fece con ottimi risultati e notevole successo soprattutto tra la popolazione più povera. Molti hanno intravisto in questa sua attività l'animo socialista che non perse mai, lo mise in atto non con la teoria, ma con la pratica, senza rivoluzione o proteste, ma operando veramente, come nel suo ambulatorio dove visitava gratis tutte le donne, bambini o prostitute che ne avessero bisogno. E' stata anche lei una grande donna femminista e socialista, ma il suo nome è sempre rimasto segreto alla fine lei era Petronilla una brava massaia che dispensava ricette.
Invece se leggiamo la sua vita ne intravediamo la forza, la determinazione di vivere la vita che voleva, raggiungendo traguardi se non proibiti, molto ostacolati alla donna.
Ha scritto tanti libri di cucina da far invidia a Cracco, ma il suo nome rimane Petronilla non Amalia.
Eppure lei è stata l'avanguardia di tante rubriche che si tengono oggi sulle riviste. Ha anticipato i tempi della Clerici e della Parodi.
Una grande donna Italiana.







Vi posto una ricetta tratta dai libri di Petronilla trovata su Giallo Zafferano.

Ingredienti:3  arance naturali
150 gr. di farina 00
un cucchiaino di lievito vanigliato
2 uova
80 gr. di zucchero
4 cucchiai di rum
un dl. di vino bianco
olio di semi di arachide per friggere
sale
q.b. di zucchero a velo
Lavare e asciugare le arance, tagliare le estremità e tagliarle a fette di 7-8 mm.

Stendere le fette su un piatto, bagnarle con il rum e spolverizzarle con un cucchiaio abbondante di zucchero.
Setacciare la farina con il lievito in una ciotola, unire lo zucchero rimasto, i tuorli e un pizzico di sale e mescolare il tutto amalgamando gli ingredienti con l’aggiunta, a filo, del vino bianco.
Montare gli albumi a neve morbida e incorporarli al composto mescolando dal basso verso l’alto.
Scaldare abbonante olio di semi di arachide, immergere le fette di arancio nella pastella e con l’aiuto di una pinza da cucina tuffare, una fetta alla volta nella padella.
Friggere tutte le fette finché saranno dorate, scolarle su carta da cucina e servirle spolverate di zucchero a velo.






venerdì 19 febbraio 2016

Marmellata di fichi

Alcuni autori  amano inserire nei loro libri  ricette di cucina. Giuseppina Torregrossa nei suoi libri parla spesso dei profumi dei piatti tipici siciliani e i personaggi si destreggiano tra suoni, colori, e immancabili profumi dei piatti prodotti dalla sua amata terra.
Gli aromi emanati dalle pietanze  preparate si mescolano con gli effluvi del corpo e insieme diventano una miscela esplosiva in cui  l'eros e la sensualità arrivano al massimo del piacere. 
Questo nel libro dell'autrice, succede anche a voi? Il cibo oltre ad essere nutrimento è anche eros?
Certo se  i libri potessero emanare gli odori sprigionati dalla preparazione della caponata, del biancomangiare o del cous cous...vi intrigherebbero al pari della storia narrata. 

La fantasia vola... mi immagino, al fornello, con una mano sorreggo il libro, con l'altra giro il mestolo della marmellata di fichi che sto preparando seguendo i suggerimenti dell'autrice, ho un vestito leggero, a sottoveste, con le spalline sottili, la scollatura a cuore che lascia intravedere il seno abbondante e ancora turgido. Il caldo della cucina si mescola con l'arsura proveniente dal  sole siciliano, qualche goccia di sudore imperla la mia fronte ed il collo, lui arriva silenzioso, mi sfiora il collo con le mani, e bacia delicatamente il collo, mi abbandono...

Sveglia!!

Sei al computer e stai solo scrivendo un commento culinario di un libro che hai già recensito: L'assaggiatrice di Giuseppina Torregrossa. 
Scusatemi per la divagazione,vi propongo una ricetta e qualche riga del racconto.
Buona giornata amiche ed amici.





FML

La lettrice di cartadiMaria LuciaDesign byIole