mercoledì 12 aprile 2017

Pastor che a notte ombrosa nel bosco si perdé... di Lodovica San Guedoro


Pastor che a notte ombrosa nel bosco si perdé... 
di 
Lodovica San Guedoro


L'autrice Lodovica San Guedoro con il libro "Pastor che a notte ombrosa nel bosco si perdé..." è stata scelta ed inserita tra i 27 libri che potranno raggiungere la finalissima al prestigioso Premio Strega.
L'autrice è stata accompagnata alla finale da due grandi scrittrici: Dacia Maraini e Maria Rosa Cutufrelli.
Due donne da sempre vicine all'universo femminile e la loro scelta si può considerare come una garanzia per il romanzo di Lodovica San Guedoro. Vi propongo la sinossi del romanzo per incuriosirvi e magari iniziare la lettura di questo libro, come farò io, a presto vi proporrò anche la recensione.
Buona lettura

Sinossi

Pastor che a notte ombrosa nel bosco si perdé...” racconta con un tono sommesso, delicato e poetico, di sorprendente sincerità, una storia d’amore del tutto non convenzionale, nata in autunno tra una scrittrice non più giovane e sposata e un conducente della metropolitana, ancora giovane e sposato, fuggito, ragazzo, dalla Bosnia in guerra. Lei è atea, lui maomettano,lei è colta, lui non lo è, lei è emancipata, lui in bilico tra retaggio e modernità…
Per quanto li accomunino freschezza di spirito, giocosità e trasgressività vitalistica, per quanto siano fortemente attratti l’una dall’altro, arrivare a una fusione delle anime, che consenta loro di raggiungere un’unione fisica, si rivela perciò un’avventura molto intricata, un’impresa piena di peripezie, di equivoci, di dolore, di felicità e di colpi di scena.
Felix Krull Editore partecipa con questo libro alle edizioni 2017 del Viareggio e dello Strega. Lodovica San Guedoro, ricordiamo, è già stata candidata l’anno scorso ai medesimi
premi con il romanzo-commedia “L’allegro manicomio”.

Vi posto anche i commenti della scelta del testo da presentare alla selezione del Premio Strega delle due autrici.


Dacia Maraini
Il romanzo della San Guedoro è un delicato ed ingenuo discorso sull'amore fra due persone di culture diverse. L'aria che vi si respira, pesca in un clima di arcaica suggestione..come un lieve volo di farfalle, che in un mondo di coltelli e pistole fa l'effetto delle foglie che si porta via il vento. Ma la sua serietà nei dettagli e la passione per il racconto, lo rendono degno di partecipare alla selezione al Premio Strega.


Maria Rosa Cutrufelli
"Pastor che a notte ombrosa" di Lodovica San Guedoro è la storia di un amore difficile perché fuori dagli schemi usuali. Sono molte le barriere psicologiche e sociali che dividono i due protagonisti: l'età, le origini,la cultura, la situazione familiare. Ma ad unirli è un'attrazione profonda, fatta di curiosità per l'altro e di voglia di vivere.
L'amore tuttavia non basta a rompere le barriere e alla speranza segue ben presto la disillusione.
Un romanzo scritto con toni lievi, a volte quasi incantati. Per questa sua capacità di mescolare il reale e il fantastico, il terreno ed il trascendentale lo propongo alla selezione del Premio Strega per l'anno 2017



domenica 9 aprile 2017

Intervista a Mauro Fornaro

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Carissimi amici ed amiche del blog, oggi voglio presentarvi un amico blogger e scrittore: Mauro Fornaro.  Sportivo, amante del basket e della letteratura americana.
Visto l'uscita del suo libro "L'uomo che piangeva in silenzio", ho voluto intervistarlo lui simpaticamente ha accettato al volo.

Ed ecco chi è il nostro amico scrittore Mauro.
Se l'intervista non esaurisce la vostra curiosità non vi resta che..acquistare il libro.









1) Dimmi chi è Mauro Fornaro, presentati ai lettori. 
Sono un allenatore di basket, scrittore e blogger. Passo le mie giornate in palestra e a scrivere. 

2) Perché e quando hai cominciato a scrivere. 
Ho sempre avuto la passione della lettura, poi con gli anni ho iniziato anche a scrivere le prime poesie e poi, col tempo, ho "capito" che forse potevo scrivere tutti i giorni.

3) Quali sono i tuoi modelli di scrittura, a chi ti ispiri quando scrivi? 
Da appassionato di letteratura americana non posso non farti questi nomi: Fante, Lansdale, Bukowski, Hemingway, tanto per fartene alcuni. Spero comunque d'avere uno stile mio e non scimmiottare nessuno.

4) Quale autore è stato determinante per pensare: "anch'io voglio scrivere". 
Bukowski, mi ha insegnato che nella merxxa della vita, c'è sempre uno spiraglio per rincorrere il proprio sogno.

5) Come ti piace scrivere al pc o usi carta e penna? 
Entrambi! scrivere con il pc è comodo e facile, però la penna ha quel fascino e quell'intimità che il pc non potrà mai avere.

6) Quando scrivi un libro hai già tutto chiaro nella mente? 
Assolutamente no! Sono convinto che sia lui a farsi scrivere, io lo aiuto solo ad uscire allo scoperto.

7) Hai appena scritto un libro "l'uomo che piangeva in silenzio", in uscita proprio questi giorni, vuoi presentarlo ai nostri lettori? 
E’ la storia di uno scrittore, tanto per non andare lontano, in crisi con se stesso e con il mondo. Solo l'amore lo potrà salvare. diciamo che è a lunghi tratti autobiografico.

8) Perché dobbiamo acquistare il tuo libro? 
Perché è un libro che fa riflettere e mette a nudo le emozioni di uomo.

9) Il tuo libro è un romanzo breve, molti lettori snobbano i romanzi brevi, spiega ai lettori, come hai fatto nel tuo blog, perché non sono così importanti il numero delle pagine per affrontare una buona lettura. 
Molti lettori più che snobbare certi tipi di libri, ne comprano uno all'anno. Quello di cui hanno letto la recensione in una rivista dal dentista. E spesso si imbattono in libri di molte pagine e sempre di grandi editori. Detto questo, il problema non sono le pagine di un libro, ma il messaggio che lancia il libro. Pensare che solo un romanzo di 500 pagine abbia dignità, vuol dire fare categorie nella scrittura. Mentre io penso che tutto, poesie, racconti, romanzi brevi e non, siano di serie a.


http://www.edizionidelfaro.it/libri/l%E2%80%99uomo-che-piangeva-silenzio


sabato 8 aprile 2017

71° Premio Strega



 71° Premio Strega
Ecco i 27 libri che sono stati scelti per la LXXI edizione del Premio Strega, ed il 20 aprile il comitato direttivo ne sceglierà 12.
Anche quest'anno sono presenti libri editi da piccole case editrici, per fortuna!
Voi ne avete letto qualcuno di quelli scelti dal comitato?



  • Teresa Ciabatti, “La più amata” (Mondadori)
    Presentato da Stefano Bartezzaghi e Edoardo Nesi
  • Paolo Cognetti, “Le otto montagne” (Einaudi)
    Presentato da Cristina Comencini e Benedetta Tobagi
  • Domenico Dara, “Appunti di meccanica celeste” (Nutrimenti)
    Presentato da Valeria Parrella e Andrea Vitali
  • Anna Giurickovic Dato, “La figlia femmina” (Fazi)
    Presentato da Maria Ida Gaeta e Giuseppe Leonelli
  • Giorgio Dell’Arti, “Bibbia pagana” (Clichy)
    Presentato da Fulvio Abbate e Raffaele La Capria
  • Marco Ferrante, “Gin tonic a occhi chiusi” (Giunti)
    Presentato da Pierluigi Battista e Antonella Cilento
  • Silvana Grasso, “Solo se c’è la luna” (Marsilio)
    Presentato da Lucia Annunziata e Salvatore Silvano Nigro
  • Davide Grittani, “E invece io” (Robin)
    Presentato da Maria Cristina Donnarumma e Roberto Pazzi
  • Wanda Marasco, “La compagnia delle anime finte” (Neri Pozza)
    Presentato da Paolo Di Stefano e Silvio Perrella
  • Chiara Marchelli, “Le notti blu” (Perrone)
    Presentato da Elisabetta Mondello e Giorgio Van Straten
  • Gian Domenico Mazzocato, “Il castrato di Vivaldi” (Biblioteca dei Leoni)
    Presentato da Maurizio Cucchi e Paolo Ruffilli
  • Monaldi&Sorti, “Malaparte. Morte come me” (Baldini&Castoldi)
    Presentato da Franco Cardini e Lucio Villari
  • Matteo Nucci, “È giusto obbedire alla notte” (Ponte alle Grazie)
    Presentato da Annalena Benini e Walter Pedullà
  • Ferruccio Parazzoli, “Amici per paura” (SEM)
    Presentato da Giorgio Ficara e Sergio Zavoli
  • Fabrizio Patriarca, “Tokyo transit” (66th&2nd)
    Presentato da Raffaele Manica e Alessandro Piperno
  • Carmela Pierri, “Mangia con gli occhi” (Aracne)
    Presentato da Antonio Augenti e Simonetta Bartolini
  • Giorgio Pressburger, “Don Ponzio Capodoglio” (Marsilio)
    Presentato da Gianfranco De Bosio e Massimo Raffaeli
  • Nicola Ravera Rafele, “Il senso della lotta” (Fandango Libri)
    Presentato da Filippo La Porta e Paola Mastrocola
  • Alberto Rollo, “Un’educazione milanese” (Manni)
    Presentato da Giuseppe Antonelli e Piero Dorfles
  • Marco Rossari, “Le cento vite di Nemesio” (e/o)
    Presentato da Giancarlo De Cataldo e Fabio Geda
  • Lodovica San Guedoro, “Pastor che a notte ombrosa nel bosco si perdé” (Felix Krull)
    Presentato da Maria Rosa Cutrufelli e Dacia Maraini
  • Vanni Santoni, “La stanza profonda” (Laterza)
    Presentato da Silvia Ballestra e Alessandro Barbero
  • Luigi Sardiello, “Il punto che non conosco” (Licosia)
    Presentato da Masolino d’Amico e Franco Di Mare
  • Tito Schipa Jr., “Orfeo 9 – Then an Alley” (Argo)
    Presentato da Paolo Ferruzzi e Marcello Panni
  • Gianni Tetti, “Grande nudo” (Neo)
    Presentato da Raffaella Morselli e Massimo Onofri
  • Alberto Toso Fei, “Orientalia” (Round Robin)
    Presentato da Roberto Ippolito e Mimmo Paladino
  • Claudio Volpe, “La traiettoria dell’amore” (Laurana)
    Presentato da Francesca Pansa e Carla Tagliarini

venerdì 7 aprile 2017

Il bambino che narrava storie

Il bambino che narrava storie di Zana Frailon
recensione a cura di 
Ferlisi Maria Lucia

Un bambino per crescere ha bisogno di ricevere stimoli e di osservare i luoghi dove vive.
Ha bisogno di punti di riferimento come i genitori, la scuola, i giardini per giocare, i giochi stessi. Tutte cose che diamo per scontate. Quale bambino non ha questo?
Subhi è un bambino invisibile e come lui ce ne sono migliaia. Subhi non conosce i genitori, ha solo un vago ricordo della madre che per sfuggire alla guerra si è imbarcata per un luogo dove potesse dare al figlio, appena nato, sicurezza e speranza di poter vivere, lontano da un paese seminato da odio e da guerre fratricide.

Subhi, non sa cosa sono i giocattoli, non sa cosa vuol dire calpestare un prato erboso, non conosce il mare, non sa cosa sia mangiare dei pasti veri, non conosce il sapore della cioccolata.

Il protagonista di questa commovente e tragica storia vive, da quando è nato, in un campo profughi. Vive circondato da ringhiere con filo spinato, dorme in una brandina militare malconcia e quando ha freddo si copre con delle coperte sporche e pungenti. Non sa come possa essere il mondo oltre quella innaturale barriera, lui vive al di qua, e deve stare molto attento, non può giocare o urlare con gli atri bambini, le loro risate infastidiscono i militari che li controllano.
Eppure questi bambini come tutti gli altri rifugiati, non hanno commesso dei reati, allora perché vivono come dei carcerati?

Una domando che rimane senza risposta, sospesa nell'incredulità dei loro piccoli cuori.

Vivono in tende e non hanno un nome, ma dei numeri, lui ad esempio è il numero...

Non hai identità.
Non hai voce.
Non hai nulla.
Sei un bambino invisibile. Una donna invisibile. Un uomo invisibile.

Tenuti come tante bestie nelle gabbie, raggruppati e numerati, senza alcuna identità.
Trattati come tali, non devono chiedere, non devono gridare, non devono protestare. Manca il cibo, arriverà, l'acqua deve essere razionata, la minestra non ha sapore, a volte è metallica,altre volte è gommosa, ma la fame è tanta ed allora ingoi tutto e gratti la ciotola nella speranza che possa essercene ancora. Ti ammali, ma puoi solo vomitare.
Ci sono tanti bambini nel campo di detenzione ed hanno cercato d'inserirli nelle scuole del paese, ma nessuno li vuole. Hanno assoldato un maestro, ma costa troppo ed è stato eliminato, tanto non serve che loro imparino, sono solo dei numeri, perché spendere dei soldi per loro?
Subhi riesce ancora a sognare, ed immagina il mare, ne sente il profumo, sente le onde che lambisco la terra di quel campo polveroso e infuocato d'estate, infangato e freddo d'inverno. I sogni nessuno li vede, non possono essere spezzati, e il bambino continua a farlo nell'indifferenza di tutti quei soldati, di cui solo uno riesce a sorridere incontrando i suoi occhi ed addirittura gli regala dei fogli e delle matite colorate ed anche della cioccolata che il bambino fa sciogliere lentamente in bocca, per apprezzarne il gusto fino in fondo.

Subhi vuole sopravvivere a quelle misere giornate dove la noia fa da padrona.
"solo che sto per cominciare ad annoiarmi, una noia che mi schiaccia. Sto seduto fuori a guardare le gocce di sudore che mi scorrono veloci lungo il gomito, per poi fermarle con un dito. Odio questa sensazione di non sapere cosa fare."

Subhi incontra una sera Jimmie, una bambina al di la della recinzione, lei ha perso la madre e le è rimasto soltanto un quaderno. I due bambini si incontrano tutte le sere, subhi per lei inventa storie e riesce ad incantarla. Sono storie che lo aiutano a superare non solo la noia di quel campo recintato, ma per avere una speranza di sopravvivere e di costruirsi una vita fuori da quella prigione a tutti gli effetti. Sono storie di speranza e libertà, di coraggio e di vita. Subhi e Jimmie sognano insieme un mondo diverso fatto di mare e di libertà, di sapori e di cioccolata, sognano la libertà ed un paese dove possano essere chiamati per nome.
Sognano e sperano che un giorno la loro vita possa cambiare, un domani, magari non tanto lontano.


Un libro forte, commovente e drammatico, raccontato con maestria dall'autrice che riesce a porci davanti alla verità dei campi di accoglienza, raccontandone le atrocità filtrate dagli occhi di un bambino.
Una libro di denuncia, pacata e sottile, ma non per questo meno efficace. Riga dopo riga, pagina dopo pagina non puoi che riflettere e porti delle domande. Un libro che urla le condizioni inumane di queste persone prigioniere pur essendo innocenti, privi di libertà e la cui dignità viene calpestata ogni giorno.
Un romanzo che descrive con precisione accurata la vita che si svolge all'interno dei campi, senza accuse ma con la necessità di narrare la verità quella spiacevole e nascosta. Un romanzo che è cronaca ma soprattutto è pervaso dal bisogno di libertà e di speranza.

Sinossi:

Subhi è un bambino. Nato in un campo di detenzione dopo che la madre è fuggita dalla guerra che stava distruggendo il suo paese. La sua vita è dietro una recinzione, ma il mondo della sua immaginazione è molto più grande di quello della sua realtà. La notte il mare gli porta dei doni, sente il canto delle balene, gli uccelli gli raccontano le loro storie. Ma il dono più bello è la piccola Jimmie, una ragazzina trascurata e vivace, che gli appare una sera dall’altra parte della recinzione. Fra le braccia stringe un quaderno che le ha lasciato la madre prima di morire, ma Jimmie non sa leggere. Subhi, che con la sua fantasia costruisce mondi meravigliosi, inventerà delle storie che incantano Jimmie e che costruiscono intorno a loro l’idea di un futuro e di una vita possibile, anche quando la realtà mostra solo la sua faccia peggiore. Perché è il nostro sguardo a determinare quello che vediamo ed è la nostra capacità di narrare la nostra vita a renderla degna di essere vissuta. E nessuno, più dei bambini, sa trasformare il presente attraverso il filtro dell'immaginazione. Intenso, commovente, «Il bambino che narrava storie» è una favola senza tempo di sopravvivenza e di coraggio che ricorda a tutti l’importanza della libertà, della speranza e il potere della fantasia per chiunque soffra


Scheda libro:

Autore: Zana Fraillon
Titolo: Il bambino che narrava storie
Casa Editrice: Corbaccio
Pagine: 252


https://www.amazon.it/bambino-che-narrava-storie/dp/8867002015







martedì 4 aprile 2017

Fuori Zona Comfort Con $15 Al Giorno: Diario E Foto Tra Australia E Thailandia


Fuori Zona Comfort Con $15 Al Giorno: Diario E Foto Tra Australia E Thailandia di Umberto Cavazzini.

Recensione a cura di Ferlisi Maria Lucia


Non aspettatevi un romanzo, non lo è. Umberto Cavazzini ha scritto un diario di viaggio, aiutandosi con Google Kep, tutti giorni ha preso nota dei momenti più salienti della giornata. Il libro non è suddiviso in capitoli con titoli, ha solo date.
Ad Umberto non è stato sufficiente viaggiare, conoscere il mondo per ben otto mesi. No, come dice lui stesso, ha voluto anche pubblicare questo diario.
Dopo una mega festa di addio con tutti i suoi amici, si è preparato per la partenza verso la prima meta del lungo viaggio: Sydney.
L'autore ha sentito il bisogno fisico di lasciare il proprio paese, di cui non ha più rispetto, per cercare altri orizzonti, non solo dal punto di vista visivo, ma voleva provare altre realtà economiche e politiche.
In questa Italia si sente soffocare, non riconosce più come suo questo paese corrotto, e i suoi abitanti che non riescono a ribellarsi.
Allora via, uno zaino, pochi soldi, ma la speranza di trovare un senso a questa insoddisfazione che sente dentro l'animo.
"Non più conoscenti che non sanno fare domande", "non più gnocche asociali ed introverse", non più grigiore sociale", "non più politici corrotti".
"Ho bisogno di impulsi vitali di quelli forti", per vivere al meglio e non sopravvivere.

Certo anche a lui in aeroporto, al momento della partenza, due lacrime scivolano durante l'abbraccio con la madre, loro due "siamo due anime che si uniscono e si ritrovano nel cuore".
Ma poco importa, la partenza è fissata, nulla può distoglierlo dal progetto, nemmeno l'amore per sua madre. Perché è giunta l'ora in cui si deve "ricominciare da capo, con tanti sogni e un po' troppe speranze".
Vale la pena allontanarsi per vivere e conoscere altre realtà, per confrontarle e comprendere, così l'autore, tra una birra e della buona musica, sperimenta la vita fuori dall'Italia. Certo non è per nulla facile vivere all'estero, con pochi soldi, ma i centri commerciali offrono pranzi per pochi soldi e per dormire si può provare la scomodità dell'ostello o la generosità del couchsurfing. 
Tutto per sfuggire alla società delle apparenze. Ma la realtà non è poi così diversa. Anche qui le apparenze contano e tu sei il signor nessuno in terra straniera. Poi un po' troppe regole soprattutto legate al bere, ed ad Umberto questo non piace. Allora è l'autore che "non riesce a convivere con se stesso?"
Forse, o forse le società sono tutte uguali a se stesse.
La frase "non sono nessuno ma posso essere chi voglio", può essere valida?

In Thailandia l'autore trova persone più gentili, anche se ovunque regna alta la miseria, ma è anche un popolo di truffatori e lui stesso ne paga le spese. L'impatto con questo paese è sicuramente positivo.

"Si vede più che altro un paese che vive di semplicità, di modestia, che non si fotte la testa con mille inutili fronzoli, che non ha troppa cura per l’ estetica di case, macchine e strade, ma che offre splendide rifiniture per templi e santuari. Che stia a simboleggiare la volontà di non rendere importante il mondo materiale, ma solo quello dello spirito? Si percepisce che qui la vita è più autentica, spontanea, saggia, genuina."

"La Thailandia mi stupisce sempre più, giorno dopo giorno. Qui c’ è molto da fare e da vedere, anche grazie al basso costo della vita, e al fatto che i paesaggi sono molto differenti tra loro e tutti intrisi di tradizione. Sto quindi spendendo più di quello che prevedevo, proprio perché voglio vivere al meglio questi ultimi momenti, e voglio anche assaporare emozioni indimenticabili che altrove mi costerebbero un occhio della testa. "

L'autore con un linguaggio scorrevole, spesso irriverente, ci descrive, giorno dopo giorno, la vita fuori dalle nostre abitudini, dai nostri luoghi cari e dai nostri amici. Certo ci si può sentire soli, ma è importante vivere queste esperienze, immergersi in queste emozioni, scoprire altre mondi e realtà possibili.
Il ritorno a casa è sempre ineguagliabile., con la consapevolezza però che "Fermarsi è l’ unico divieto" che dobbiamo sempre ricordarci per vivere veramente.
Il libro è corredato da splendide foto, di questo lungo viaggio di scoperta, che arricchiscono e completano il libro.


Sinossi:

 e se ti ritrovassi in giro per il mondo alla scoperta di tutto ciò che ti è ignoto, in totale libertà, senza meta, con pochi risparmi e buon spirito di adattamento: che cosa potrebbe accadere? Eccoti la mia risposta alla domanda. Una risposta annotata lungo tutto il libro, carica di vicende e incontri assurdi, scoperte, emozioni, foto.

Scheda Libro

Autore: Umberto Cavazzini
Titolo: Fuori Zona Comfort Con $15 Al Giorno: Diario E Foto Tra Australia E Thailandia
Casa editrice: CreateSpace Independent Publishing Platform

Pagine: 404

sabato 1 aprile 2017

Panda edizione

Oggi voglio presentarvi una piccola casa editrice, ma con un catalogo ben articolato, sono presenti : Narrativa, saggistica, poesia, panda bimbi, libri e stampe d'arte, territorio veneto, le delizie del fiume Brenta.
La casa editrice, diretta dal dott. Andrea Tralli, è nata nel 1978, l'impegno della casa editrice è di pubblicare solo libri di qualità, sia come contenuti che come qualità di fattura. 
Panda Edizioni ha oltre 500 titoli nel catalogo.
Gli esordienti sono i benvenuti, offre, inoltre, vari servizi come la valutazione dei testi, la conversione dei testi in ebook e vari servizi redazionali.



Vi presento qualche foto di titoli per constatare da soli la qualità della Panda Edizione.
https://www.pandaedizioni.it/





venerdì 31 marzo 2017

L'ultima sposa di Palmira di Giuseppe Lupo

L'ultima sposa di Palmira 
di 
Giuseppe Lupo
Recensione a cura di Ferlisi Maria Lucia


Terremoto 1980 in Basilicata
L'antropologa esperta in civiltà mediterranee parte dal suo Nord per recarsi nel cuore d'Italia: la Lucania, per cercare di ricompattare con lo studio di questi luoghi lo strappo, la ferita che il terremoto ha inferto a questi luoghi sconosciuti.
In questo suo viaggio si imbatte con un abitane del luogo Vito Gerusalemme, un falegname intagliatore. Un vecchio abitante tranquillo di un paese che si chiama Palmira, sconosciuto all'Italia stessa. A lui adesso tra queste macerie, spetta il compito di restituire memoria e ricordi di questo paese. Vito Gerusalemme lo fa nell'unico modo che conosce : intagliare. L'uomo, ormai vecchio, nei suoi armadi intaglia storie e adesso l'ultimo armadio che ha intagliato lo regalerà a Rosa Consilia, l'ultima sposa di questo minuscolo paese. 
Palmira è stata testimone di molte storie, di nascite, di matrimoni, di gioia e di dolore. Storie vere e storie irreali, dove la magia si mescola con facilità alla vita reale. Questo paese è la culla delle tradizioni ma anche dei misteri, di pozioni magiche e scarpe fatte a mano che sono in grado di far guarire chi le calza, donne che predicono il futuro guardando nelle pupille.
Ogni data corrisponde ad una breve storia che Gerusalemme tramanda alla storica che prende nota diligentemente.


Gerusalemme è ormai vecchio e l'ultima sposa non avrà figli. Il paese sarà dimenticato, a Viviana spetta il compito di consegnare al futuro la storia degli abitanti attraverso la testimonianza scritta di luoghi e tradizioni, di persone e case di magia e realtà . Il terremoto mette fine con le sue macerie a una realtà che è già morta. 
Adesso è diventata studio, raccolta storia. 
Parole di un libro di persone che non avranno più un futuro.
Giuseppe Lupo ci trasporta in questo angolo dimenticato del cuore d'Italia, fra  vicoli e stradine dimenticate, lo fa per rendere omaggio ad un paese che non c'è più e che non c'è mai stato. L'autore vuole ricordarci che non dobbiamo disperdere tutto quel bagaglio di ricordi, tradizioni, racconti che ogni paese piccolo o grande che sia possiede come testimonianza e come cultura del luogo.

Un libro piacevole,  scritto con garbo dall'autore Giuseppe Lupo


Sinossi




giovedì 30 marzo 2017

I segreti della famiglia Ferrolongo di Danilo Persicani

Tra i vari romanzi in uscita per la casa editrice Parallelo45, mi ha colpito questo titolo: "I segreti della famiglia Ferrolongo" dell'autore Danilo Persicani.
Quando nel titolo vi è inserita la parola "segreti", suscita subito in me una certa curiosità, da sempre attratta dalle storie di famiglie, il binomio famiglia/segreti diventa ancora più allettante.
Non aspettatevi il solito  giallo, l'autore ha voluto ricercare la verità all'interno di questa famiglia, mettendone in totale evidenza i pregi e i difetti e la verità viene a galla in modo naturale. Una storia di provincia, da sempre luogo di misteri e segreti, una storia di donne anche, il tutto raccontato con maestria dall'autore piacentino Danilo Persicani


sinossi
Asti, 1939. In un pomeriggio di settembre, nella splendida villa della ricca famiglia Ferrolongo, vengono trovati i corpi esanimi di Agnese Ferrolongo e del figlio Corrado Lanzi, uccisi da due colpi di pistola, entrambi sparati a bruciapelo. Le indagini dei carabinieri si svolgono quasi esclusivamente all’interno di quella chiacchierata famiglia di antica e nobile origine piemontese che da molto tempo fa discutere i salotti buoni della città, come anche, e forse ancor di più, la comune gente di strada. Ricchezza e potere si mescolano intimamente a opinioni popolari e ad antiche superstizioni religiose, il tutto circondato, e talora sovrastato, da un immancabile sottofondo politico che fa dell’ideologia fascista sia scudo che pretesto per altre e diverse considerazioni sui singoli componenti di quella importante famiglia. Il desiderio popolare di porre fine a certe squallide e scandalose dicerie, incredibilmente vive attorno alla famiglia Ferrolongo da tempo ormai immemorabile, porta gli investigatori a una soluzione rapida e imprevedibile: l’accusa di duplice omicidio premeditato a carico dell’ingegner Federico Lanzi, marito di Agnese e padre di Corrado. A sua difesa viene nominato un noto penalista, l’avvocato Alfredo Vigero, che, con determinazione e sagacia, riuscirà a mettere a nudo quei segreti che da troppo tempo accompagnavano la vita tormentata delle donne della famiglia Ferrolongo e da qui a risalire all’autore dei due omicidi… E non solo.


Danilo Persicani nasce a Piacenza nel 1953. Geologo, ricercatore e docente, durante la sua attività presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e il Politecnico di Torino, pubblica numerosi articoli scientifici sul tema dell’inquinamento ambientale. È inoltre autore di due monografie: Elementi di scienza del suolo (Casa Editrice Ambrosiana, Milano) e La parola al Professore (Armando Editore, Roma). Per Parallelo45 Edizioni scrive: Il tesoro di Santo Stefano e Le pievi di San Colombano, rispettivamente Atto I e II de I delitti della Via Francigena.







martedì 28 marzo 2017


lunedì 27 marzo 2017

Il lago di Banana Yoshimoto

L'amore è quella passione che divampa forte ed intensa, si sviluppa come un fuoco tra due persone e le loro anime si fondono, si cercano e si amano.
Banana Yoshimoto nel libro: Il Lago, non ci racconta una storia d'amore tradizionale, i protagonisti non sentono le farfalle nello stomaco e non c'è nessun fuoco che arde nei loro cuori. In questo romanzo breve, i due protagonisti Chihiro e Nakajime non sanno se la loro convivenza è il frutto di un amore tra loro due, non si sono conosciuti, non sanno nulla l'uno dell'altro, non sono mai usciti insieme a pranzo o a bere un tè.
Nulla di tutto questo.

La loro conoscenza è nata casualmente, a distanza, tra due finestre poste l'una di fronte all'altra. La loro non era una conoscenza vera e propria, erano le loro sagome a conoscersi, le ombre che si intravedevano, una maschile e l'altra femminile.
Eppure queste due sagome di corpi veri, si cercavano e le due ombre erano felici soltanto quando l'una vedeva l'altra e viceversa.

Un amore che sorride se intravede la luce della finestra e che sente i suoi battiti fermarsi se la finestra è chiusa. Un amore silenzioso, muto e privo di luce, ma riesce a varcare i cuori dei due ragazzi. Un amore che si completa nella paura di queste due fragili anime che non riescono a sollevare le ombre per entrare nella realtà per paura di rompere la delicatezza di questo filo sottile d'amore che li unisce.

Chihiro è una ragazza consapevole del suo essere, dipinge murales, ed è anche conosciuta e ammirata, ma rimane sempre sorpresa di questa non cercata popolarità.
Lui è un genio, studia e studia, sempre, vuole diventare un ricercatore.
Entrambi hanno perso i genitori.
Soffrono.



Insieme cercano di conoscersi, di comprendersi,  lentamente. Lui è entrato in casa, con naturalezza, come se si conoscessero da sempre ed ora devono imparare a farlo.
Perché non è scritto da nessuna parte che per amarsi bisogna conoscersi prima, o il fuoco della passione deve divampare. Ci si può amare nel corso della vita. Le loro ombre si sono già conosciute, adesso devono solo acquisire, poco alla volta, fiducia l'uno nell'altra fino ad aprirsi completamente, allora il passato potrà riemergere, anche se provocherà dolore , anche se metterà a nudo le loro anime.
In questo crescendo di conoscenza d'amore, ha un significato importante il lago, da cui il romanzo
prende il titolo. Il lago,questo luogo magico,che permette ai due protagonisti di raggiungere le radici dei loro segreti. 
Un luogo misterioso, dove si trova la minuscola casa dei due migliori amici di Nakajime, un luogo dove i colori, i suoni e i sapori hanno un gusto sorprendentemente più buoni dal luogo dove vivono. Luogo che nasconde il segreto di Nakjime.

Banana Yoshimoto con la sua scrittura simile al pennello di un pittore dipinge la storia con delicatezza ed armonia. Anche i momenti più dolorosi sono raccontati con garbo, grazia e naturalezza, rendendo il dolore più sopportabile come un fardello più leggero.
Alla fine ci rendiamo conto che per descrivere la tragicità di alcuni momenti della della nostra vita si possono usare parole e gesti morbidi, delicati.
Banana Yoshimoto sa usare le parole più delicate per affrontare la tragedia, con la lentezza nel raccontare la storia, riesce a penetrare gli animi dei due protagonisti di questa elegante e surreale storia d'amore.


Sinossi:
Chihiro ha perso da poco la madre e sta cercando di rifarsi una vita a Tokyo, lontano dalla cittadina di provincia a cui la legano brutti ricordi. Nakajima è tormentato da un passato misterioso che gli impedisce di vivere fino in fondo i propri sentimenti. Mino e Chii vivono in una casa nei pressi di un lago, un luogo fuori dal tempo e dallo spazio. Il lago è uno dei migliori e più sorprendenti romanzi di Banana Yoshimoto, poetico e inquietante, racconta una storia d’amore inusuale, dove il bisogno di affetto  e comprensione diventano più importanti dei tradizionali cliché di una relazione.



Scheda libro:
Titolo: Il lago
Autore: BananaYoshimoto
Casa editrice: Feltrinelli
Pagine: 142

http://www.lafeltrinelli.it/libri/banana-yoshimoto/lago/9788807031380


venerdì 24 marzo 2017

Concorso letterario: Versi tra due mari




Salve a tutti lettori e lettrici
come sempre sono di corsa, ma prima di scappare al lavoro, vi posto questo concorso con scadenza 8 aprile e riservato sia alle poesie che ai racconti brevi. 
Vale la pena provarci, il contributo è minimo solo 5 euro!
Carta, penna e via all'opera...





L’Associazione Thazamaski di San Pancrazio Salentino indice la Seconda Edizione del Concorso
Nazionale per poesie e racconti brevi. Il Concorso è aperto a tutti, uomini e donne, senza esclusione
alcuna di etnia, religione e credo. Il Concorso non ha scopo di lucro. Non saranno ammesse liriche
inneggianti a razzismo, intolleranza e violenza.

Art.1. Al Concorso possono partecipare autori italiani e stranieri ovunque residenti

Art.2. Sezioni
Il Concorso si articola in tre sezioni:
A) Racconti brevi a tema libero (sia editi che inediti); 
B) Poesie in lingua italiana (sia edite che inedite);
C) Poesie (sia edite che inedite) in dialetto regionale (con inclusa traduzione in italiano).
Le prime due sezioni, a loro volta, si articolano in due sottosezioni:
Sottosezione A1, Racconto breve, riservata a chi abbia compiuto 18 anni; 
Sottosezione A2, Racconto breve, riservata ai ragazzi dai 10 ai 17 anni;
Sottosezione B1, Poesia, riservata a chi abbia compiuto 18 anni; 
Sottosezione B2, Poesia, riservata ai ragazzi dai 10 ai 17 anni.
Le sottosezioni A2 e B2, riservate ai minori (singolarmente o in gruppo), sono state istituite con il
preciso scopo di valorizzare e di diffondere la scrittura creativa fra i giovani e , a questo proposito, la
partecipazione al Concorso è destinata ai ragazzi delle Scuole Secondarie di Primo e Secondo Grado
affinché sia anche un momento di riflessione con i docenti sul tema “Scrittura” come valore sociale e
culturale.

Art. 3. Modalità di partecipazione
Oggetto del Concorso è la presentazione di 1 (una) sola opera edita o inedita per ogni sezione, da
inviare in triplice copia. Ogni autore può partecipare a più sezioni inviando le quote e la
documentazione richiesta in buste separate (una per ogni sezione prescelta).
Ogni racconto, in estensione .doc .docx o .rtf, deve avere una lunghezza massima di 4 cartelle
dattiloscritte, formato A4, carattere ARIAL, dimensione carattere 12.
Le poesie, in estensione .doc .docx o .rtf, non debbono eccedere i 40 versi, carattere ARIAL,
dimensione carattere 12.
Non si accettano altre estensioni oltre quelle sopra citate, testi scansionati e/o immagini in formato
PDF e/o JPEG. Gli elaborati che eccederanno in lunghezza non saranno ammessi al concorso. 
A SSOC IA ZION E CU LTU R A LE TH A ZA M A S K I
Seconda Edizione
BANDO DI CONCORSO
Art.4. Quota di partecipazione
La quota di partecipazione è di € 5,00. La ricevuta di versamento della stessa deve essere inviata in
busta chiusa, in un unico plico, insieme all’elaborato e al modulo di iscrizione specifico.
Il contributo può essere versato mezzo:
- Cash in busta con gli elaborati e la scheda di iscrizione.
- Versamento su C/C Iban: IT26 V076 0115 9000 0100 2115 689, intestato a THAZAMASKI.
La partecipazione alle sottosezioni A2 e B2 (riservate ai ragazzi dai 10 ai 17 anni) è gratuita.
Art.5. Modalità di invio degli elaborati
Le poesie con la modulistica richiesta devono pervenire, entro la data dell’8 Aprile 2017 (farà fede il
timbro postale) a mezzo di:
- Posta ordinaria o raccomandata semplice (senza ricevuta di ritorno), includendo nella busta la
stampa cartacea dell'opera in triplice copia, all'indirizzo: THAZAMASKI, VIA CASTELLO 216 – 72026 
SAN PANCRAZIO SALENTINO (BR) e indicando sulla busta: PREMIO LETTERARIO “VERSI TRA
DUE MARI”.
Gli elaborati devono recare in alto, su una sola delle tre copie, le generalità dell’autore (nome e
cognome dell'autore, indirizzo, e-mail e telefono). Le opere prive dei dati identificativi o non
conformi alle disposizioni e/o prive della modulistica richiesta (modulo di iscrizione, e
Verranno accettati, per la partecipazione al Concorso, soltanto gli elaborati che, inviati con le
modalità precedentemente descritte, siano corredati: 
1) dal cache della quota o dalla scansione in formato PDF o JPEG della ricevuta di avvenuto
pagamento della quota prevista per la partecipazione alle Sezioni A1 e B1; 
2) dalla Scheda di partecipazione, allegata al presente Bando, debitamente compilata e sottoscritta, 
riportante nome, cognome, luogo e data di nascita, indirizzo, recapito telefonico fisso e/o mobile,
indirizzo e-mail, estremi del documento identificativo del concorrente e titolo degli elaborati inviati 
per la partecipazione al Concorso. Qualora il concorrente sia minorenne occorre utilizzare la
specifica Scheda di partecipazione, anch’essa all egata al presente Bando, compilata e sottoscritta
dall’avente la responsabilità genitoriale.

Art. 6. Valutazione
Tutte le opere saranno esaminate da una Giuria Tecnica, la cui composizione sarà resa nota nel corso
della cerimonia di premiazione. Il giudizio della Giuria sarà inappellabile e insindacabile.
Art. 7. Premiazione
Tra le opere pervenute la Giuria Tecnica stabilirà una graduatoria per le prime tre classificate, per
ciascuna delle tre sezioni, con i seguenti premi:
- 1° Classificato
Diploma, targa artistica, opera di affermato artista
Gli elaborati potranno altresì essere inviati anche per posta elettronica al seguente indirizzo e -mail:
thazamaski@libero.it, riportando nel campo “OGGETTO” le parole “RACCONTO DI…” o “POESIA
DI…” seguite dal nome e cognome del concorrente. Gli elaborati dovranno essere allegati in formato
.doc .docx o .rtf.
ricevuta di versamento) verranno escluse dal concorso.
- 2°/3° Classificato
Diploma, targa artistica
- Un premio speciale, dedicato alla memoria della giornalista Maura De Gaetano, sarà
assegnato al miglior giovane autore.
- Riconoscimenti non previsti nel presente bando potranno essere assegnati dalla Giuria ad altre 
opere ritenute meritorie.
Per le Scuole Secondarie di Primo e Secondo Grado verranno premiate le prime tre opere classificate
in ognuna delle due sottosezioni, A2 e B2, secondo due graduatorie distinte per ogni ordine di
istruzione.
I vincitori (primi tre classificati) di ogni sezione verranno avvisati per tempo della data di 
premiazione, alla quale sono tenuti a partecipare personalmente. In caso di impossibilità, potranno
delegare terzi al ritiro del premio. Non è prevista alcuna forma di ospitalità o il rimborso di alcuna
spesa: viaggio, alloggio, consumazione pasti, eccetera sono a carico dell’autore che parteciperà alla
premiazione.
L’evento finale, con presentazione delle opere e consegna dei premi , si svolgerà a San Pancrazio
Salentino entro la seconda metà del mese di Maggio 201. 7.
La location, il calendario evento e i dettagli verranno resi pubblici sulla pagina internet
https://www.facebook.com/thazamaski.sanpancraziosalentino e comunicati ai vincitori mezzo posta
elettronica che deve essere indicata in stampatello leggibile sul modulo d'iscrizione

Art.9. Pubblicità
Il Concorso sarà ampiamente pubblicizzato sul sito www.concorsiletterari.it, sulla pagina Facebook
dell’Associazione Thazamaski (https://www.facebook.com/Thazamaski-San-Pancrazio-Salentino-
838727056202540/) attraverso la stampa e altri media.
Art.10. Info
Per qualsiasi chiarimento o informazione:
thazamaski@libero.it
+39 333 6421913
San Pancrazio Salentino, 10 G

https://www.concorsiletterari.it/concorso,6793,Premio%20Nazionale%20Versi%20tra%20due%20mari

martedì 21 marzo 2017

I NERD salveranno il mondo

Chi sono i NERD? Su Wikipedia leggiamo:
Nerd è un termine della lingua inglese con cui viene definito chi ha una certa predisposizione per la tecnologia ed è al contempo tendenzialmente solitario e con una più o meno ridotta propensione alla socializzazione.
Il termine è nato come dispregiativo, ma in seguito è stato reclamato in alcuni ambiti per definire una sorta di orgoglio e di identità di gruppo.
Benissimo, ma una definizione non è mai completa, mancano le sfumature, le emozioni che si celano dietro ad una fredda parola.
Ecco perché avrei voluto intervistare Fulvio Gatti, autore di libri e nerd per sua scelta. 
Vi assicuro che l'impresa non è stata facile, non ama le domande, lui parla a raffica e parla di se stesso, dei libri che ama leggere, della musica, ma il tutto sempre in versione prettamente NERD. 
Ne nasce un'intervista atipica, ma molto interessante, ve lo assicuro!

Mi chiamo Fulvio Gatti e sono un nerd.
Ho cercato disperatamente i testi di entrambi i miei predecessori/autori Las Vegas.
Non potendo prendere in considerazione quanto scritto dal mio pretenzioso arcinemico Gianluca Mercadante, ho schivato la mia scadenza, atteso che Vito Ferro dicesse la sua, insomma volevo da qualcuno dei paletti. Non ci so scrivere, senza paletti. Beati i dotati di Ispirazione, perché con la loro Arte offriranno Bellezza all'Universo; io, nel frattempo, gioco con i Lego. E metto in disordine la posta: ricordo che Vito aveva scritto una newsletter d'autore bellissima, ma devo averla cancellata. Quindi, che dire? Non ce la farò mai.
Siamo condannati. Ci spediranno alle miniere di Kessel riducendoci a chissà cosa.
Dove eravamo? Ah, sì. Al sottoscritto che perde anche questa occasione di apparire autorevole... l'autore di un'intervista deve essere autorevole, o sbaglio? Se no esce un'intervista nerd. Cambia anche tu una consonante!
Quindi, per rimediare, eccovi tre consigli tre dal mio scaffale/stereo/pc:

  • sto leggendo tra sogghigni, identificazione e faccia da Totò (=vediamo questo disgraziato dove va a parare) un piccolo tomo dal titolo Le cento vite di Nemesio di Marco Rossari, Edizioni E/O. Narrazione divertita, giochi linguistici e una carrellata del Novecento attraverso i numerosi artisti/cialtroni che l'hanno edificato, rendendolo per noi così ingombrante - è sempre ora di demolire i monumenti, se ci impediscono di pensare;
     
  • sto sentendo su Spotify, dopo azzeccata segnalazione su FilmTv, uno stralunato cantautore di nome Lucio Corsi. Piccole pennellate giocose, uso vivace delle parole, una leggerenza arguta godibile ed essenziale.
    Già che ci siete sentitevi anche Il Dero, alias Giacomo Derosa, che però è amico nerd e quindi sono di parte: ma fa sghignazzare, il ragazzo;
     
  • nell'attesa che faccia la sua comparsa su Netflix la seconda parte della prima stagione di Designated Survivor, ho ingannato l'attesa con The Expanse. Sembrava in prima battuta un Game of Thrones in salsa space opera, purtroppo non raggiunge quelle vette, è piccolino: ma si fa guardare.
    Appena riuscirò a ottenere le giornate di 36 ore leggerò anche i romanzi di Corey, che mi dicono fighissimi.

Fulvio Gatti è nato a Torino nel 1983 e vive in provincia di Asti. Specializzato in cultura pop, fumetto e immaginario fantastico, scrive da oltre un decennio su testate locali e nazionali. Ha pubblicato un saggio su Star Wars, racconti per svariate antologie, la sceneggiatura per un graphic novel edito in Italia e Francia, tradotto volumi a fumetti dall’inglese, ha scritto e coprodotto cortometraggi e video istituzionali. Ha pubblicato “I nerd salveranno il mondo” (Las Vegas edizioni, 2017).
Scheda libro:
Titolo:I NERD SALVERANNO IL MONDO
Autore: FULVIO GATTI
Casa editrice: LAS VEGAS
Pagine: 181
Sinossi:
Fino a pochi anni fa i nerd erano individui che la maggioranza della gente riteneva un po' strani per via delle loro passioni spesso maniacali. Per questo e per la loro scarsa attitudine alla socializzazione - il web era ancora di là da venire - i nerd vivevano immersi nei loro mondi alternativi. Da qualche anno, invece, si è compiuta quella rivincita dei nerd ipotizzata in un vecchio film del 1984. Oggi la cultura nerd è ovunque, ha contaminato l'immaginario collettivo fino a prenderne le redini e tutti possiamo dirci nerd. Sì, ma fino a che punto? E cos'ha reso possibile una simile rivoluzione? Fulvio Gatti cerca di spiegarlo e trova quattro concause scatenanti: Star Wars, i film di supereroi, The Big Bang Theory e Internet. È grazie ad essi se il nerdismo è stato sdoganato al punto di diventare la risposta a tutti i mali dell'industria dell'intrattenimento. Ma con l'orgoglio del nerd della prima ora, lo stesso autore ipotizza e auspica di andare oltre, verso un nuovo inizio, magari in qualche altra galassia lontana lontana...
La lettrice di cartadiMaria LuciaDesign byIole